James Hogg (1770-1835)

James Hogg e il romanzo che ha ispirato Stevenson

Pastore di greggi nelle highland, autodidatta, innamorato dei libri e, naturalmente, scrittore sui generis, James Hogg (1770-1835) è una figura che sembra incarnare tutte le tradizioni scozzesi: dai profumi selvaggi delle brughiere alle leggende di una terra dove, ben celati agli occhi degli uomini, vivono da sempre, tra un’apparizione improvvisa e una fuga altrettanto precipitosa, folletti e fate. Principesse intrappolate in fondo ai laghi e cavalieri dalle chiome infuocate, pronti ogni volta a salvarle.

James Hogg e il suo diabolico alter ego

Tuttavia oggi la fama di James Hogg non è tanto legata alle sue poesie e ballate folcloristiche, bensì a un romanzo straordinario. Un’opera così bizzarra da confondere non soltanto i lettori ma anche i critici più accreditati!

Romanzo gotico? Psicologico? Denuncia del fanatismo religioso? Analisi della predestinazione calvinista? La mania di etichettare, lo sappiamo bene, ha origini antiche e apparentemente non ha nessuna intenzione di mollare l’osso! Confessioni di un peccatore impeccabile, pubblicato nel 1824 e poi quasi dimenticato per quasi cento anni (fu lo scrittore André Gide a rinverdirne i fasti) sfugge, in un modo o nell’altro, a tutte le possibili classificazioni.

Un romanzo senza etichette (ma con molti spettri)

Certo è che ci troviamo di fronte a un libro demoniaco, dove la presenza del male in eterna lotta con il bene fa girare forsennatamente le pagine anche al lettore più consumato o blasé.

Robert Wringhim predestinato alla salvezza eterna, incontra sulla sua strada una sorta di alter ego (il demonio) che lo porta a commettere tutta una serie di orribili misfatti. Questa, in estrema sintesi, la storia del romanzo, ma come tutti i veri capolavori le chiavi di lettura sono davvero molteplici.

Tale ghiotto intreccio (le sorprese non finiscono certo qui) non poteva non sedurre Robert Louis Stevenson, un altro scozzese doc, che, dal capolavoro del collega, qualche anno dopo trasse ispirazione per il suo celebre e celebrato Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde.

Foto | John Watson Gordon, Public domain, da Wikimedia Commons

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Giorgio Podestà

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