Alejandra Pizarnik:

Il cuore oscuro della poesia di Alejandra Pizarnik

Lasciamoci alle spalle le polemiche. Le posizioni contrapposte. Lo scollamento tra studiosi e biografi. Rifiutiamo, almeno oggi, almeno in questo caso, lo sguardo troppo altero del dotto. Il bisturi crudamente tagliente del chirurgo. La protervia senza tempo del critico e caliamoci (come arditi pescatori di perle) nella poesia più autentica di Alejandra Pizarnik (1936-1972). In quella lastra nera dove la notte sembra silenziare il mondo, scuotere lo scheletro mormorante del giorno, intrecciare stelle dolenti sopra sepolcri di parole.

Alejandra Pizarnik: la poesia come viaggio nell’oscurità

Inoltriamoci, senza lasciarci ingannare da guide fantomatiche, nelle sue stanze d’acqua. Lungo sentieri chiamati a dissolverci come tristi ombre al crepuscolo. Una notte infinita ci avvolge e ci parla. Un’oscurità dove la voce del poeta ha il fragore del vetro in frantumi. Dell’uccello – solo e perduto – che sbatte le sue ali contro il fuoco nero del buio. Lì in quel suo frenetico vibrare, in quel suo inevitabile urto vi è tutto il cuore del certo e dell’irrappresentabile.

Inevitabilmente e come in un immenso gioco di specchi, la vita della poetessa argentina fu breve e tormentata. Tra il 1960 e il 1964 soggiornò a Parigi (un periodo particolarmente proficuo tra incontri e traduzioni di pregio), ma al suo rientro in patria il suo stato di salute mentale si fece via via sempre più precario. Non bastò a salvarla un ulteriore viaggio in Francia da cui tornò profondamente delusa. Il 25 settembre del 1972 decise allora di affrontare definitivamente il grande Mare incognitum, di porre fine a quella sua esistenza dominata dalla bussola tragica della poesia, ingerendo cinquanta pastiglie di Seconal.

Al suo capezzale, come un sigillo, una rosa nera nata dal vento, i suoi ultimi, indimenticabili versi:

non voglio andare
nulla più
che fino al fondo

Il sigillo della rosa nera: le sue opere in italiano

Opere in lingua italiana di Alejandra Pizarnik:

  • Il ponte sognato. Diari. Vol. 1: 1954-1960, a cura di Ana Becciu, traduzione di Roberta La Noce d’Oro, 2023.
  • L’altra voce. Lettere 195-1972, a cura di Andrea Franzoni e Fabio Orecchini, Giometti & Antonello, 2019.
  • La contessa sanguinaria, a cura di Francesca Lazzarato, Playground, 2005.
  • La figlia dell’insonnia, a cura di Claudio Cinti, Crocetti Editore, 2003.
  • Poesia completa, a cura di Ana Becciu, traduzione di Roberta Buffi, LietoColle, 2018.

Foto | SconosciutoUnknown author, Public domain, da Wikimedia Commons

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Giorgio Podestà

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