Chi ti credi di essere?

Chi ti credi di essere? Lasciarsi catturare dalla scrittura di Alice Munro

La scrittrice canadese Alice Munro, insignita del Premio Nobel per la letteratura nel 2013, ha pubblicato, nel 1978, Chi ti credi di essere? (Who do you think you are?). Con questo testovincerà il suo secondo premio letterario Governor General’s Literary Award, esattamente dieci anni dopo aver vinto il primo con la sua opera dal titolo Danza delle ombre felici (Dance of the Happy Shades).

Alice Munro fa parte di quel gruppo di scrittori particolarmente legati al proprio territorio natio, che hanno elevato al ruolo di microcosmo letterario. Il luogo di cui parliamo in questo caso è lo stato canadese dell’Ontario, dal quale l’autrice si è allontanata brevemente e nel quale ha sempre fatto ritorno.

Chi ti credi di essere?

Chi ti credi di essere? è, almeno dal punto di vista formale, una serie di dieci racconti brevi. In essi l’autrice, grazie al suo peculiare stile personale, riesce ad illustrare al lettore la vita di Rose, la protagonista. La presenta in tutte le sue sfumature e in tutte le pieghe del suo animo in diverse fasi della sua vita.

Lo stile di Alice Munro

Ciascun racconto è un estratto di un momento o periodo particolarmente significativo o importante per la vita del personaggio principale.

Alice Munro però non si limita a descrivere gli eventi che caratterizzano la vita di Rose. Nell’ambito piuttosto ristretto consentito dalla forma del racconto e da un numero di pagine non enorme, l’autrice premio Nobel riesce a fornire anche uno spaccato storico, umano, sociale e sociologico dell’Ontario nel periodo che va da poco prima della Seconda Guerra Mondiale sino a (circa) gli anni settanta del secolo scorso. Non a caso Peter Englund, segretario permanente dell’Accademia di Svezia la ha definita “signora del racconto breve”.

Ci sono voluti ben quattro anni affinché l’autrice completasse quest’opera non lunghissima. Leggendola, il lettore più attento non potrà non notare la cura impiegata dalla scrittrice canadese nel cesellare e rifinire descrizioni e dialoghi. Ammesso che abbia il tempo di rendersene conto, poiché l’effetto principale di questa attenzione ai dettagli è proprio quello di trascinarci all’interno della storia e di far scorrere velocemente le pagine.

Il personaggio di Rose

La protagonista, Rose è decisamente un personaggio letterario “tutto tondo” come pochi altri nella letteratura. Lo stile di Munro la presenta in tutto il suo lato umano, sin troppo umano, tanto per fare una citazione. L’individualità di Rose viene resa così magistralmente in ogni sua sfumatura, positiva e non, che ciascun lettore si accorgerà di avere qualcosa in comune con lei. Potrebbe anche scoprire che il tratto caratteriale nel quale si riconosce non gli piace per niente…

Rose nasce e cresce nel popolare rione di West Hanratty, in una cittadina canadese più o meno immaginaria ma dalle connotazioni molto realistiche. Sicuramente modellata su quelle della Huron County, nello stato dell’Ontario, che l’autrice conosce molto bene. La dura vita del borgo viene descritta senza alcuna idealizzazione. Anzi, non ci vengono risparmiate né le condizioni di vita della povera gente, né le conseguenze di tale misera esistenza sulle persone.

Voglia di riscatto

La protagonista vive in una misera casa con il padre, con Flo, la madre adottiva (la sua vera madre è morta pochi mesi dopo la sua nascita) e con il fratellastro Brian. Sogna, sin da piccola, una vita migliore, magari da condurre oltre il ponte che divide West Hanratty dai “quartieri buoni” della città.

La giovane ragazza ribelle riuscirà nel suo intento, grazie alla sua forza di volontà, ai buoni risultati scolastici e un po’ anche grazie al caso (o alla fortuna a seconda di come la si voglia definire). Tuttavia non è un’eroina pura e senza macchia, bensì una donna comune e quindi sarà vittima di incertezze, indecisioni, scelte sbagliate, egoismo e piccole e grandi ipocrisie.

Rose, nella sua avventura umana avrà a che fare anche con le meschinità e grettezze che sono parte integrante della vita di ogni individuo e che la penna della Munro riesce a descrivere magnificamente e ad amalgamare, come le tessere di un mosaico, nella descrizione delle vicende di Rose e dei suoi rapporti interpersonali, primo tra tutti quello con Flo, la matrigna. Tale relazione è talmente importante da trovare posto nell’altro titolo con la quale quest’opera è stata pubblicata negli Stati Uniti: La mendicante. Storie di Flo e Rose. (The Beggar Maid. Stories of Flo and Rose).

La domanda che dà il titolo al libro

L’emancipazione personale e sociale di Rose non sarà, ovviamente, indolore e priva di difficoltà e Chi ti credi di essere? è proprio la domanda che si sentirà spesso rivolgere, sin dalla tenera età, dalle persone che le stanno intorno e che sono sempre pronte a giudicarla per il suo essere non sempre conforme agli ambienti nei quali si trova e alle loro convenzioni.

Perché leggere Chi ti credi di essere?

Dopo le prime pagine avrete l’impressione di conoscere i personaggi da sempre e la scrittura di Alice Munro vi catturerà subito. Non vi lascerà sino a che non avrete finito il libro.

Tuttavia, chi si aspetta messaggi positivi, ottimismo e buoni sentimenti a ogni costo potrebbe rimanere deluso.

Il libro

Alice Munro
Chi ti credi di essere?
traduzione di Susanna Basso
Einaudi, 2012

Claudio Gurgone

Claudio Gurgone

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