“Nel corso del tempo i paesaggi cambiano; di quel che era restano soltanto cartoline ricordo”. Questa frase, posta in esergo al libro Rimpalli di Teodoro Lorenzo, introduce il lettore in un viaggio malinconico eppure vivido attraverso la memoria di un’infanzia torinese negli anni del boom economico, intrecciata indissolubilmente con la passione per il gioco del pallone e le riflessioni mature di un uomo che ha vissuto il sogno e la disillusione del calcio professionistico.
Ex calciatore dei “grigi” dell’Alessandria negli anni ’80, oggi avvocato, Lorenzo ci regala un’autobiografia atipica che va ben oltre il racconto sportivo, trasformandosi in una meditazione sul tempo, sull’amicizia, sulla storia d’Italia e sulla sfuggente natura della felicità.
Rimpalli di Teodoro Lorenzo: tra ricordi d’infanzia, calcio e riflessioni
L’opera si sviluppa come una serie di “cartoline”, ricordi nitidi e dettagliati dell’infanzia dell’autore nella Torino popolare degli anni ’60 e ’70. Lorenzo ci conduce nelle case di ringhiera, nell’oratorio di San Filippo, dove scopre la folgorante passione per il pallone, e soprattutto nella “Piazzetta”, vero cuore pulsante della sua giovinezza. Questo spazio, teatro di epiche partite tra amici della “Folgore”, diventa un topos letterario, consacrato alla memoria di un’adolescenza vissuta all’insegna dell’amicizia e del sogno. È qui che figure come Paolo Pesante, amico fraterno dall’animo sensibile e poeta, prendono vita. La sua commedia in tre atti, La Piazzetta, trasforma i luoghi familiari in scenari di un’utopia di giustizia e amore. Lorenzo ricorda con affetto il suo ruolo di custode dell’Albero della Verità e la messa in scena dello spettacolo, un’impresa collettiva che cementò ulteriormente i legami del gruppo.
Il binomio “pallone” e “calcio” è centrale nella riflessione di Lorenzo. Il primo rappresenta la gioia pura del gioco, i pomeriggi spensierati trascorsi a inseguire una sfera in ogni angolo del quartiere. Il secondo, invece, incarna il mondo professionistico con le sue dinamiche complesse, fatte di ambizioni, invidie, soldi e la spietata logica del risultato. L’autore non nasconde la sua disillusione nei confronti del calcio moderno. Critica l’involuzione tattica, la perdita della sacralità del numero di maglia e l’onnipotenza di quello che definisce il “dio del calcio”, un’entità capricciosa che decide le sorti delle partite e delle carriere. Questa consapevolezza, maturata attraverso esperienze come il provino alla Juventus, l’infortunio e la breve parentesi professionistica con l’Ivrea e l’Alessandria, lo porta ad affermare di aver “amato poco giocare a calcio. Ciò che ho amato veramente è stato giocare a pallone”.
Non solo nostalgia
Il libro non è però solo un nostalgico rievocazione del passato o una critica al calcio contemporaneo. Lorenzo intreccia i suoi ricordi personali con riflessioni sulla storia e la società italiana, partendo dalle radici sabaude di Torino e arrivando all’unità d’Italia. Non mancano omaggi a figure emblematiche come Pietro Anastasi, campione ammirato fin dall’infanzia, di cui ricorda con commozione la dignità nell’affrontare la malattia. Soprattutto Primo Levi, incarnazione della “torinesità” più autentica, fatta di concretezza, serietà e amore per il lavoro ben fatto. Le citazioni dalle opere di Levi sottolineano la profonda ammirazione dell’autore per la sua capacità di “capire e ordinare” la complessità del mondo.
La scrittura di Lorenzo è lucida e coinvolgente. I suoi ricordi, vividi e ricchi di dettagli, si alternano a digressioni filosofiche sulla felicità, sull’importanza dell’amicizia e sul significato del tempo che scorre inesorabile. L’autore non teme di esprimere opinioni controcorrente e di provocare il lettore, spingendolo a interrogarsi su temi universali.
Rimpalli è molto più di un’autobiografia sportiva. È un libro di memorie intenso e sfaccettato che, attraverso il filtro del calcio e dei ricordi d’infanzia, offre una profonda riflessione sulla vita, sull’amicizia e sul cambiamento. Teodoro Lorenzo ci accompagna in un sentiero che si snoda tra storia, vita e calciol asciandoci con la consapevolezza che, se i paesaggi cambiano, i “rimpalli” della memoria continuano a far risuonare le emozioni di un passato che resta, come una preziosa cartolina, nel nostro presente. Un libro consigliato non solo agli appassionati di calcio, ma a chiunque voglia intraprendere un viaggio nella memoria e nella riflessione.
Il libro
Teodoro Lorenzo
Rimpalli
Voglino, 2024
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