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Cosa leggo oggi: 4 consigli di lettura di Valerio Calzolaio

Ti chiedi: cosa leggo oggi? Sono molti i libri che trovi in libreria. Ma se non sai cosa scegliere allora i consigli di lettura di Valerio Calzolaio possono fare al tuo caso. Naturalmente non si tratta dei soliti suggerimenti di lettura mainstream, ma di testi un po’ particolari. Ed è per questo che ti piaceranno di più.

Cosa leggo oggi: dai racconti gialli ai saggi

Per rispondere alla tua domanda: cosa leggo oggi, ecco quattro suggerimenti di lettura. In particolare trovi testi di Andrea Fenoglio, John Mortimer, Loriano Macchiavelli e Loris Rambelli.

Il mio Richard, di Loris Rambelli

Parigi. 1936-1947. Il mio Richard collega l’esperto studioso Loris Rambelli (San Bernardino di Lugo, 1948) a Emilio Richard, capo della Sûreté di Parigi, principale personaggio letterario e protagonista di venti romanzi polizieschi (usciti per i Gialli Mondadori) del grande artista scrittore Ezio d’Errico (Agrigento, 1892 – Roma, 1972), giornalista poeta sceneggiatore drammaturgo autore radiofonico, anche disegnatore grafico pittore. Nato in Sicilia, spesso poi al seguito del padre militare di carriera, si era dedicato molto e bene al poliziesco dopo il 1936, vivendo a Torino e (poco) a Parigi prima di trasferirsi nella capitale a fine 1942.

Rambelli ha già raccontato la vicenda politica e umana di D’Errico in una documentata monografia e in altri saggi e sta lavorando ora alla Bibliografia ragionata. I dodici testi qui raccolti in un grazioso volume cartaceo (con delicata copertina) sono le introduzioni ad altrettanti romanzi recentemente ripubblicati in edizione digitale, epub.

Loris Rambelli
Il mio Richard.
Letture per la nuova edizione dei romanzi polizieschi di Ezio D’Errico
cura e introduzione di Renzo Cremante
Compagnia dei Santi Bevitori, 2020

Rumpole per la difesa, di John Mortimer

Londra e Oxford. Decenni fa. L’anziano avvocato Horace Rumpole, barrister dell’Old Bailey (alta corte criminale inglese) ha un giovane cliente accusato di ricatto e imprigionato, Peter Vernon, giardiniere e tuttofare del St. Joseph’s di Oxford, il suo vecchio college. Scendendo dal treno incontra proprio i due antichi compagni di gozzoviglie, Monty, ora docente di lettere antiche, e Fozzy, ora tutor di storia moderna. Il caso gli procura nuovi viaggi da pendolare e parecchie notti insonni nella residenza coniugale sulla Gloucester Road accanto a Colei Che Deve Essere Obbedita, la moglie Hilda alle prese con rivestimenti e imbiancature.

È un maestro nell’arte del controesame e dimostra infine l’innocenza dell’indagato, ma ci sono sia altre vittorie che sconfitte in Rumpole per la difesa, sette acuti divertenti racconti di questa nuova raccolta di John Mortimer (1923-2009), avvocato affermato e celebre scrittore (anche in televisione) proprio per le storie giudiziarie.

John Mortimer
Rumpole per la difesa
traduzione di Luisa Nera
Sellerio, 2020

Strage, di Loriano Macchiavelli

Bologna. 2 agosto 1980. La verità sui mandanti della strage non è certificata. La narrativa ci ha consentito di capire molto e la vicenda del bel libro di Loriano Macchiavelli (Bologna, 1934) è quasi un romanzo.

Strage uscì a metà 1990 a firma di Jules Quicher, esperto di problemi di sicurezza in una multinazionale svizzera, 50enne poliglotta sposato con tre figli, già autore l’anno prima di Funerale dopo Ustica, sempre per Rizzoli e con lo stesso pseudonimo (“per vivere in pace”). Rimase in libreria pochi giorni, dal 28 maggio al 3 giugno. Fu sequestrato, le copie ritirate; così si scoprì il vero nome dello scrittore, con una biografia diversa e due lingue all’attivo (italiano e dialetto montanaro). Macchiavelli fu assolto dal tribunale a fine 1991. Il romanzo tornò in libreria nel 2010 con due note, l’autore e Libero Mancuso, la stessa versione che ora esce di nuovo. Chi finora se l’è perso dovrebbe proprio colmare la lacuna. Il maestro Macchiavelli lo merita in tutti i sensi.

Loriano Macchiavelli
Strage
Einaudi, 2020

Un’altra vita, di Andrea Fenoglio

Saluzzo, Italia. Ora. Andrea Fenoglio (Pinerolo, 1977) è un documentarista che normalmente ha narrato attraverso immagini e qui sceglie invece parole scritte e prima persona, un libro insieme inchiesta storico-giornalistica sulla struttura PAS di Saluzzo (Prima Accoglienza Stagionali) e resoconto biografico di due ragazzi, Lassé Dramédal Mali, Casimir Yobouet Yao dalla Costa d’Avorio.

La frase che apre e chiude Un’altra vita è di Luchese, un testimone di Revelli in Il mondo dei vinti: “Chi non emigra non è gente”. La immagina detta da padre a figlio negli anni trenta, proprio dove la rivoluzione verde del dopoguerra fece decollare la coltivazione di frutta. Per la raccolta, negli anni sessanta ai montanari e agli amici di famiglia si unirono gli studenti; dagli anni novanta albanesi, polacchi, magrebini, cinesi; da poco più di un decennio, braccianti neri stagionali di origine africana. Il cuore del testo sono le identità e i diritti, la libertà di migrare e il diritto di restare.

Andrea Fenoglio
Un’altra vita.
Al di là dei bla bla sui bracciati africani
Fusta, 2019

Foto | Christin Hume via Unsplash

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Valerio Calzolaio

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