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Consigli di lettura: Giorgio Fontana, Stefano Catone e Il Dio dei migranti

Tre consigli di lettura di Valerio Calzolaio: si comincia con Prima di noi di Giorgio Fontana, si prosegue con Camminare di Stefano Catone per concludere con Il Dio dei migranti a cura di Maurizio Ambrosini, Paolo Naso e Claudio Paravati.

Consigli di lettura: Prima di noi, di Giorgio Fontana

Nordest e Milano. 1917-2012. Quasi un secolo, quattro generazioni nella storia d’Italia, dal fante Maurizio Sartori a cavallo di Caporetto al figlio Gabriele, ai nipoti, ai pronipoti di oggi.

Lo sceneggiatore e docente creativo Giorgio Fontana (Saronno, 1981) prende spunto dai racconti orali, da diari e scritti del nonno Luigi (cui il libro è dedicato), friulani soldati e migrati nell’hinterland milanese, riferiti anche al bisnonno Giovanni per raccontare una densa magnifica saga familiare del Novecento Prima di noi, appassionati passionali cittadini resistenti, non eroi, segnati dal caos esterno, dai casi, da successi e sfortune, dagli errori, da qualche scelta.

La narrazione è corale, in terza varia lungo undici periodi (con intervalli) che intrecciano i punti di vista dei singoli parenti nel peregrinare più o meno forzato dai monti alle valli, dalle campagne alle città, dai campi alle fabbriche, dal passato comune al presente incombente, emigranti e immigrati insieme, erranti.

Giorgio Fontana
Prima di noi
Sellerio, 2020

Camminare, un altro buon libro da leggere

Fra ecosistemi e spazi. A piedi, quelle volte che è capitato. Lo scrittore editore Stefano Catone (Gallarate, 1986) narra circa 35 brevi storie di persone, luoghi, fenomeni, relazioni che si possono incontrare (o reincontrare) camminando, così distinti: confini, acqua, passaggi, vette, frontiere, rifugi, rotte. Soli o in compagnia, qualcuno c’era già passato e ne ha lasciato una traccia, condivisa o conflittuale, comunque raccontabile con semplicità ed emozione, a partire dalle fughe, dalle guerre, dalle persecuzioni. Molti sono gli spunti connessi alle nostre Alpi, di ieri e di oggi, ovviamente.

Ma Camminare aiuta a comprendere meglio anche l’unico agglomerato urbano di El Paso – Ciudad Juárez, i Balcani, le linee che i cambiamenti climatici spostano sui monti e nelle valli, toponimia e cartografia. Oggi appare difficile che possa esistere un cammino non condiviso, anche se purtroppo si continuano a costruire muri e barriere.

Stefano Catone
Camminare. Lungo i confini e oltre
People, 2019

I consigli di lettura proseguono con Il Dio dei migranti

Da qui a là, da là a qui, sempre, ovunque. Siamo mescolati, meticci. Chi studia le religioni sa che dentro spazi geografici (ecosistemi umani) si ricompongono sincronicamente antichi paesaggi e un mosaico diacronico di culture e spiritualità.

Un sociologo (Ambrosini), uno scienziato politico (Naso) e un filosofo (Paravati) hanno raccolto e introdotto tre importanti ricerche recenti sugli adattamenti delle esperienze religiose ai contesti nuovi: gli iman nelle moschee italiane, gli ortodossi rumeni immigrati, i volti del cristianesimo tra immigrati milanesi.

Non si tratta di riconoscere burocraticamente Il Dio dei migranti, non si possono mettere filtri religiosi sui migranti, eventualmente “si tratta di riconoscere Dio nei migranti” (prefazione di Alberto Melloni): “sentire la voce dei Giona scaricati da un dag in forma di gommone che chiedono una conversione di giustizia che, nei sistemi politici democratici, può e deve diventare una politica di giustizia, di fraternità, di pace”.

Il Dio dei migranti. Pluralismo, conflitto, integrazione
Maurizio Ambrosini, Paolo Naso e Claudio Paravati (a cura di)
Il Mulino, 2018

Valerio Calzolaio

Valerio Calzolaio

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