cani famosi

5 cani famosi della letteratura

Alla domanda su chi sia il miglior amico dell’uomo, la risposta immediata e più ovvia è: il cane. Non sorprende di certo: non c’è essere più leale, nobile e fedele di questo animale che ci dà tanta gioia. Se hai un cane nella tua vita, senza dubbio sai che lui è uno di famiglia e non c’è momento migliore che rientrare a casa ed essere accolto dalle sue feste.

Nel cinema, nella televisione e nei libri, sono numerosi i cani famosi che ci hanno conquistato. Ricordiamo ad esempio Beethoven, quel San Bernardo che finisce in casa di una famiglia il cui padre non lo accetta a prima vista, ma finisce per affezionarsi a lui. O il mitico Rex, l’onnipotente cane poliziotto.

Alcuni cani famosi della letteratura

Naturalmente, anche nella letteratura troviamo una lunga lista di cani che hanno un posto speciale nel nostro cuore. Non vogliamo perdere l’occasione di parlarti di alcuni di loro.

Milù (Tintin)

Milù è probabilmente uno dei primi a cui si pensa quando si parla dei cani famosi della letteratura. Non c’è dubbio che Le avventure di Tintin, uno dei fumetti più influenti del XX secolo, sarebbero molto diverse se il protagonista non avesse avuto un fedele compagno, quel piccolo Wire Fox Terrier bianco che è così presente nei nostri ricordi d’infanzia.

Creati nel 1929, padrone e animale domestico sono così inseparabili che per molti anni la serie si è chiamata Le avventure di Tintin e Milù. Nel corso della storia, Milù svolge un ruolo centrale, essendo l’unico compagno e confidente del suo amico umano. Se c’è una cosa che caratterizza il cane è che è calmo, razionale – a volte molto più di Tintin! –, ingegnoso e coraggioso, anche se, come tutti i cani, ha le sue debolezze: le ossa e, curiosamente, il whisky.

Timmy (The Famous Five)

Quando si parla di avventure, non si possono dimenticare The Famous Five. Tre fratelli (Julian, Dick e Anne), la loro cugina (Georgina, che però odia essere trattata come una ragazza e si fa chiamare solo George) e il suo cane (Timmy), che si incontrano spesso in vacanza a Kirrin Island e agiscono come detective, cercando tesori, risolvendo misteri e smascherando criminali.

Timmy, un cane bastardino di taglia media dal pelo marrone, è uno dei personaggi più memorabili della serie per bambini scritta dall’autrice inglese Enid Blyton. Tra l’altro è diventata anche una celebre serie tv: La banda dei cinque. George lo trova abbandonato e decide di adottarlo, anche se i suoi genitori non le permettono di tenerlo a casa e deve affidarlo a un altro ragazzo del villaggio.

È grazie al ruolo cruciale che svolge in una delle sue avventure, Sull’isola del tesoro, che lo zio Quentin e la zia Fanny cambiano idea e lo lasciano stare con loro. Questa è la prima di molte volte in cui Timmy si fa notare dal gruppo di amici; leale, intelligente e anche feroce quando è necessario, è il degno quinto membro dei Cinque.

Toto (Il meraviglioso mago di Oz)

Toto è il cane che L. Frank Baum creò per accompagnare Dorothy, la protagonista de Il meraviglioso mago di Oz. Molti di noi lo ricordano soprattutto grazie all’adattamento cinematografico del 1939. Toto è un cagnolino nero dal pelo lungo e setoso, anche se la sua razza non è menzionata nella storia originale. Tuttavia, le illustrazioni successive lo presentano come un Cairn Terrier, originario della Scozia.

Toto appare nel primo capitolo del libro. È l’amato e fedele animale domestico di Dorothy Gale, adolescente orfana che vive con lo zio Henry e la zia Emma in una fattoria del Kansas. È la più grande fonte di felicità della sua padrona e le tiene compagnia nei desolati terreni agricoli. Grazie al suo carattere gentile ed energico, Dorothy evita di diventare un essere grigio, come vengono descritti tutti gli adulti della storia.

Dopo che entrambi vengono spazzati via da un ciclone verso la magica terra di Oz, Toto sarà l’unico legame della protagonista con la propria casa in Kansas, dove vuole tornare con tutte le sue forze.

Buck (Il richiamo della foresta)

Jack London ci ha regalato anche uno dei personaggi canini più importanti della letteratura. Lo troviamo ne Il richiamo della foresta.

Buck, il protagonista, è un incrocio tra un sanbernardo e una pastore scozzese. Vive una vita tranquilla e confortevole in un ranch nella Valle di Santa Clara (a sud della bia di San Francisco, in USA), finché il giardiniere non lo ruba e lo vende. Dopo essere stato sballottato da un posto all’altro, finisce in Alaska. Lì, una coppia di canadesi, rimane colpita dalla sua forma fisica. Lì lavora trainando una slitta insieme a Curly (un Terranova), Dave e Spitz (un husky).

Buck scoprirà in questa avventura il proprio lato libero e selvaggio, che non aveva potuto sperimentare nella vita precedente, vissuta come un animale domestico coccolato a cui non mancava mai nulla.

Bull’s Eye (Oliver Twist)

Infine, dobbiamo menzionare Bull’s Eye, che compare in uno dei più grandi romanzi di Charles Dickens: Oliver Twist. A differenza degli altri cani di cui abbiamo parlato, questo Bull Terrier bianco con una macchia nell’occhio destro non è il protagonista della storia. Al contrario, è un antieroe maltrattato dal suo padrone, il crudele e spietato Bill Sikes.

Bull’s Eye è l’esempio perfetto di come la natura di un cane venga plasmata, in larga misura, dall’educazione del suo padrone. A causa della sua educazione, è un animale con una personalità odiosa come quella di Sikes, al quale, nonostante il disprezzo e le continue percosse, rimane totalmente fedele.

Tanti altri cani famosi nei libri

Ci sono molti cani famosi e indimenticabili nella letteratura che abbiamo tralasciato (Argo dell’Odissea, Nana di Peter Pan, Fang di Harry Potter…), e ti invitiamo a leggere le loro storie per conoscerli meglio.

Via | Lecturalia
Foto | slowmotiongli via Depositphotos

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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