Carol

7 curiosità su Carol di Patricia Highsmith che potrebbero piacerti

Pubblicato per la prima volta in America nel 1952, Carol fu, per diverse ragioni, pionieristico.

Non solo nel tema prescelto (l’omosessualità femminile), ma anche per quel suo finale ottimistico ancora del tutto inaccettabile per una società chiusa e bigotta in cui gay e lesbiche avevano dinanzi a sé poche, astringenti alternative: uccidersi, finire in manicomio oppure condurre una vita castigata e di continua espiazione. Patricia Highsmith, andando spavaldamente controcorrente, scelse per Carol e Therese, le due protagoniste del suo libro, tutt’altro destino. Un lieto fine che sorprese i più.

Adattato anche per il grande schermo nel 2016, Carol rimane una pietra miliare nella storia della letteratura proprio per quel suo lanciarsi caparbiamente in avanti, a testa bassa, pronta, fin da subito, alla lotta contro i benpensanti, sempre a caccia di streghe da mandare al rogo.

Notizie e informazioni sul romanzo Carol che ti invoglieranno a (ri)leggerlo

Qui di seguito troverete 7 cose da sapere su Carol di Patricia Highsmith. Un tesoretto di notizie e informazioni che, siamo sicuri, sazieranno la vostra curiosità o vi invoglieranno (se ancora non l’avete fatto) a leggere il romanzo.

1. Carol trae ispirazione dalla vita privata di Patricia Highsmith

Nel 1948 durante il periodo natalizio la scrittrice lavorò presso il reparto giocattoli dei grandi magazzini Bloomingdale di New York. Fu lì che la scrittrice incontrò Kathleen Wiggings Senn, una signora sposata, sofisticata ed elegante che aveva appena acquistato una bambola per la figlia. Quella sera stessa la Smith, profondamente colpita da quell’incontro, stese a grandi linee la trama di Carol.

2. Patricia Highsmith considerò anche altri titoli per Carol

Prima di Carol, il romanzo della Highsmith ebbe diversi titoli provvisori, da The Bloomingdale Story (dal nome dei Grandi magazzini in cui lavorava) a The Argument of Tantalus, passando per Blasphemy of Laughter. Alla fine l’autrice optò per il nome di una delle protagoniste: la ricca e sofisticata Carol.

3. Il libro venne pubblicato sotto uno pseudonimo

Patricia Highsmith aveva già scritto un giallo di successo come Sconosciuti in treno. In quel periodo voleva scrivere un romanzo diverso, ma non voleva essere etichettata né come scrittrice di thriller né come autrice di romanzi lesbici, così optò per uno pseudonimo: Claire Morgan.

4. Per saperne di più sul conto di Kathleen Wiggings Senn, Patricia Highsmith si trasformò in stalker

Il giorno dopo aver incontrato Kathleen Wiggings Senn, la scrittrice decise di visitare il luogo e la casa in cui la donna abitava. Usando l’indirizzo che Senn aveva lasciato per la consegna della bambola, la Highsmith salì su un autobus, ma le cose non andarono per il verso giusto e l’autrice non arrivò mai a destinazione. Quando un mese dopo riuscì a ritornare, la casa era ormai completamente disabitata. La donna, così ci dicono le cronache, morì suicida nel 1951. Un evento rimasto oscuro alla Highsmith.

5. Inizialmente Patricia Highsmith aveva pensato a un finale tragico

Benché il lieto fine abbia contribuito al successo del romanzo, la scrittrice in un primo tempo aveva pensato a una conclusione drammatica. Presentatasi al suo agente con due diversi finali, la donna la convinse a tenere quello più ottimistico. Ottimo consiglio!

6. Carol venne rifiutato dall’editore

La casa editrice Harper rifiutò di pubblicare Carol. Buona parte dei suoi collaboratori avevano espresso infatti parere negativo sulla qualità del romanzo. Lo accettò Coward-McCann che, in seguito, avrebbe pubblicato anche uno dei più grandi successi della Highsmith: Il talento di mister Ripley.

7. ll romanzo venne piazzato sul mercato come un appassionato romanzo d’amore lesbico

La copertina fu disegnata e concepita per sottolineare questo suo aspetto erotico-sentimentale. Il libro, nella versione tascabile, divenne un vero e proprio best seller, vendendo quasi un milione di copie.

Via | Mentalfloss

Giorgio Podestà

Giorgio Podestà

Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon). Con Graphe.it ha pubblicato la silloge poetica «E fu il giorno in cui abbaiarono rose al tuo sguardo» e il saggio «Breve storia dei capelli rossi».

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