romanzi ambientati in primavera

I migliori romanzi ambientati in primavera

Vi sono stagioni più attese di altre. Periodi che hanno come il potere di metterci irresistibilmente di buon umore. Di farci guardare le cose con maggiore ottimismo e vivacità.

La primavera, senza ombra di dubbio, ha su molti di noi un effetto del tutto benefico, quasi curativo. La bellezza della natura in piena rinascita (qui un ciliegio in fiore, là una forsizia di un giallo imprevedibile e squillante) fa in qualche modo da traino al nostro buonumore. Una festa per il nostro sguardo che, a volte, sembra quasi smarrirsi di fronte a tanta poetica magnificenza.

Tuttavia anche qui, come in tutte le cose, non manca il rovescio della medaglia. Per alcuni, non dimentichiamolo, la primavera è una stagione difficile, incline a rendere malinconici o inquieti. Tristi o depressi.

T.S. Eliot, in una delle sue opere più celebri e amate, definisce aprile, con i suoi lillà, come il mese più crudele dell’anno. Il periodo che risveglia antichi ricordi, rimescolando rimpianto e desiderio dalla terra morta.

5 romanzi ambientati in primavera per vivere questa stagione tra le pagine dei libri

Noi siamo qui però per parlare di romanzi ambientati in primavera e non di poesie o liriche, per quanto belle e di valore.

Così senza dilungarci oltre, annoiare troppo il lettore, andiamo subito al punto ovvero a caccia di titoli e storie dove la regina delle stagioni, idolatrata o guardata in cagnesco che sia (qui non ci sono censure), la fa ancora una volta da padrona.

Maria Messina, Primavera senza sole

La magistrale penna di Maria Messina ci fa conoscere i sogni e i tormenti della giovane Orsola Armenis. Le sue giornate, chiuse in una povertà sempre più difficile da sopportare, trovano uno sfogo nella lettura dei romanzi, nelle prime beghe d’amore delle compagne di scuola e, soprattutto, nella speranza di diventare un giorno insegnante.

Alla sua uscita, il romanzo di Messina ricevette grandi elogi dalla critica. Una scrittrice, Maria Messina, da leggere e rileggere.

Penelope Fitzgerald, L’inizio della primavera

L’esordio di Penelope Fitzgerald nella letteratura avvenne attorno ai sessant’anni, ma da allora la sua carriera non conobbe mai battute d’arresto.

L’inizio della primavera ha come protagonista un commerciante anglo-russo residente a Mosca. L’uomo alla vigilia della rivoluzione di ottobre (siamo nel 1913) viene improvvisamente lasciato dalla moglie Nellie. Rimasto solo con i figli, Frank dovrà imparare a vivere una vita in cui non sa più riconoscersi.

Ramón del Valle-Inclán, Sonata di primavera

Le vicende sentimentali del marchese Bradomin, un dongiovanni del bel tempo che fu, vengono raccontate attraverso quattro brevi romanzi autobiografici. Questo, dedicato alla primavera e ambientato a Roma, prende il la con la morte di un alto prelato e l’interesse amoroso che il protagonista sente nascere per la nipote Maria Rosaria, destinata al convento. La storia, come è facile immaginarsi, non avrà, ahimè, un lieto fine.

Boris Pahor, Una primavera difficile

Un sopravvissuto ai campi di concentramento nazista trascorre un lungo periodo di convalescenza in un sanatorio alle porte di Parigi. L’uomo che era prima della deportazione e l’uomo che è diventato ora, dopo aver subito gli orrori della prigionia, cercano in qualche modo di trovare un punto da cui ripartire. Una coesione difficile, se non impossibile da trovare. Una frattura che è diventata una vera e propria voragine.

Tra i romanzi ambientati in primavera, questo di Boris Pahor tocca, a fondo e irrimediabilmente, il cuore.

Marina Fiorato, La ladra della primavera

Siamo a Firenze sul finire del Quattrocento. Nella culla del Rinascimento avviene un furioso litigio tra Sandro Botticelli e la sua giovane modella. Indignata la ragazza sottrae al celebre pittore un disegno preparatorio dedicato alla primavera. Un gesto eclatante che le cambierà la vita.

Foto | Frauke Riether via Pixabay

Giorgio Podestà

Giorgio Podestà

Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon). Con Graphe.it ha pubblicato la silloge poetica «E fu il giorno in cui abbaiarono rose al tuo sguardo» e il saggio «Breve storia dei capelli rossi».

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