libri di politica

11 libri di politica da leggere

I libri di politica e sulla politica sono utili anche a chi non fa il politico di professione.

I libri, come è noto hanno la capacità di tramandare il pensiero di una persona alle generazioni future. È per questo che si dice che le idee prendono forma nei libri. In molte professioni sono indispensabili: si pensi alla chimica, alla fisica o alla medicina.

Non possiamo, quindi, non occuparci di libri per capire la politica. Si tratta di testi fondamentali anche per chiunque voglia fare carriera politica ed essere un buon politico. Purtroppo al giorno d’oggi, in Italia, intraprendere la via politica sembra più un gioco della serie “vediamo come va” che una vera scelta ponderata. Un politico che non legge, in un certo senso sta truffando le persone, anche se agisce con buon cuore e rette intenzioni.

I migliori libri di politica da leggere

La nostra selezioni di libri di politica ha un respiro ampio. Non proponiamo letture di questo o quel leader contemporaneo, ma andiamo alle radici. Quindi non libri che parlano di politici ma libri per capire la politica.

Aristotele, Politica (IV secolo a. C.)

Ad Aristotele viene attribuito un profondo pensiero filosofico materialista, a differenza di Paltone che era un idealista. I libri di Aristotele hanno costituito la base per la maggior parte degli autori del Medioevo e, in seguito, anche per quelli rinascimentali che poi cederanno il passo agli Illuministi. La Politica di Aristotele è dedicata all’amministrazione della città, la polis.In essa il filosofo esamina le realtà politiche a partire dalla famiglia, nucleo base della società. Per Aristotele l’uomo è un “animale politico”. Non ci si pensa spesso, ma buona parte del nostro modo di pensare deriva da Aristotele.

Agostino di Ippona, La città di Dio (tra il 413 e il 426 d. C.)

Agostino è stato uno dei filosofi più influenti nel medioevo. L’opera De civitate Dei è composta da ventidue capitoli. È un’apologia del cristianesimo in cui si mettono a confronto la città di Dio e quella terrena. Le numerose digressioni permettono all’autore di trattare temi di natura molto diversa, tra cui anche il diritto e la legge, la contingenza e la necessità, il tempo e lo spazio, il destino e la storia. Argomenti che, al di là del credo di ognuno, sono fondamentali nell’azione politica.

Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae (1265-1273)

Un altro libro di teologia, perché è impossibile capire l’evoluzione del pensiero politico senza passare per Tommaso d’Aquino. La Summa Theologiae affronta praticamente ogni argomento dello scibile umano dei tempi di Tommaso. Per ogni argomento si presentano le varie argomentazioni, anche di parere contrastante tra di loro, e poi si traggono le conclusioni. Anche se scientificamente le conclusioni di Tommaso sono spesso “fantasiose” per il nostro modo di pensare, il metodo che usa è ancora oggi maestro nella politica che, spesso, si arrocca sulle proprie posizioni senza voler ascoltare quanto hanno da dire gli altri.

Tommaso Moro, L’Utopia (1516)

Intento di Tommaso Moro era quello di costruire una società più giusta ed equilibrata. Nel romanzo L’Utopia descrive una società perfetta in cui le necessità degli esseri umani sono completamente soddisfatte. In tal molto lo Stato e la politica sono destinate a scomparire, visto che ogni singolo individuo è capace di governarsi da solo e capire il mondo in modo che contribuisca al suo sostentamento e miglioramento.

Niccolò Machiavelli, Il principe (1532)

Machiavelli è considerato uno degli autori più influenti nella concezione dello stato moderno. Con Il principe Machiavelli scrive un trattato su come mantenere in piedi il regno, con tutti i mezzi necessari. È comunque da notare che la tanto sbandierata frase: “Il fine giustifica i mezzi” non è presente in questo modo nel testo e si tratta di una estrapolazione esemplificativa. Dalla sua pubblicazione a oggi, Il principe è uno dei libri più letti da chi si dedica alle scienze politiche, al diritto, alla psicologia, all’amministrazione e alla filosofia.

Thomas Hobbes, Leviatano (1651)

Sebbene per molti studiosi quest’opera non dovrebbe figurare tra quelle di carattere filosofico-politico, è necessario studiarla a fondo per comprendere l’idea che c’è dietro la figura del Leviatano: la filosofia tirannica illustrata da Hobbes come critica alla realtà del suo tempo è una finissima maniera di esporre i problemi che la società doveva (deve?) affrontare dinanzi alle strutture dello Stato e della politica.

John Locke, Saggio sull’intelletto umano (1690)

Sebbene John Locke non sia, probabilmente, apprezzato come molti altri autori suoi contemporanei, la sua opera è senza dubbio fondamentale per comprendere il mondo attuale. Il suo Saggio sull’intelletto umano ha rivoluzionato il modo di capire la conoscenza e la filosofia, spiegando che le idee non provengono da una conoscenza innata ma che l’intelligenza è come una cassa che, a partire dalla nascita, si va a riempire di varie conoscenza. Non è un caso che John Locke sia considerato il padre del liberalismo classico e dell’empirismo moderno.

Montesquieu, Lo spirito delle leggi (1748)

Charles Louis de Secondat, barone di Montesquieu ne Lo spirito delle leggi parla di tutto quello che influisce sul governo, a partire dal clima, dalla geografia fino alle relazioni sociali, al matrimonio e alle istituzioni. Inoltre, studia la divisione dei poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) e sappiamo bene quanto in Italia oggi questa sia una priorità.

Denis Diderot, Enciclopedia (1751-1780)

Al di là di costituire un eccellente contributo al mondo filosofico-politico, l’Enciclopedia ha raccolto tutta la conoscenza che si aveva a quel momento e costituisce un riassunto della millenaria conoscenza umana con una particolare attenzione alla politica e alla filosofia, visto che nell’epoca Illuminista queste erano le scienze più in auge, insieme all’astronomia.

Jean-Jacques Rousseau, Contratto sociale (1762)

L’autore affronta l’esistenza di un contratto sociale, come se la proprietà privata, la contrattazione e il governo fossero esistiti fin da quando i “buoni selvaggi” decisero di cercare un terreno e asserire: “Questo è mio”. Per Rousseau il governo è esistito da sempre con l’uomo: tesi questa poi criticata dal marxismo, ma ancora oggi argomento di dibattito tra politici e studiosi di politica.

Adam Smith, La ricchezza delle nazioni (1776)

Un titolo fondamentale per comprendere la cosiddetta “mano invisibile” del mercato, in cui si stabilisce una forma di economia che non dipenda dallo Stato, con la celebre frase francese Laissez faire et laissez passer, le monde va de lui même, principio che poi è alla base del liberalismo economico.

Perché abbiamo scelto questi libri di politica da leggere

Qualcuno forse potrà storcere il naso dinanzi a questa lista di libri di politica da leggere, visto che non ci sono letture contemporanee, ma crediamo che sia perfettamente inutile leggere trattati di politica attuale, se non si hanno solide basi per comprenderli.

Via | Pijamasurf
Foto | Wikimedia Commons. La frase latina che compare in alto a questo particolare del frontespizio del Leviatano di Hobbes è una citazione dal libro di Giobbe. Possiamo tradurla con: “Nessun potere sulla terra è pari al suo”.

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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