Agosto

Agosto: citazioni, frasi, poesie e proverbi

Agosto è l’ottavo mese del nostro calendario e, come si sa, ha 31 giorni.

Prima si chiamava sextilis (nel calendario romano, infatti, era il mese numero sei) ma nell’anno 8 a.C. il Senato di Roma lo rinominò augustus in onore dell’imperatore Augusto, che, tra l’altro, dà il nome anche al Ferragosto, il “Natale laico” italiano se così vogliamo chiamarlo. Al Ferragosto abbiamo dedicato una silloge di frasi, citazioni, poesie e libri; anche Gianni Rodari ha una filastrocca dedicata a questo giorno particolare.

Citazioni dai libri per questo mese

A volte delle giornate di questo mese non si può dire altro che sono belle.

Roberto Musil

Della stessa idea è Robert Musil che ne L’uomo senza qualità scrive (traduzione di A. Rho):

Sull’Atlantico un minimo barometrico avanzava in direzione orientale incontro a un massimo incombente sulla Russia, e non mostrava per il momento alcuna tendenza a schivarlo spostandosi verso nord. Le isoterme e le isòtere si comportavano a dovere. La temperatura dell’aria era in rapporto normale con la temperatura media annua, con la temperatura del mese più caldo come con quella del mese più freddo, e con l’oscillazione mensile aperiodica. Il sorgere e il tramontare del sole e della luna, le fasi della luna, di Venere, dell’anello di Saturno e molti altri importanti fenomeni si succedevano conforme alle previsioni degli annuari astronomici. Il vapore acqueo nell’aria aveva la tensione massima, e l’umidità atmosferica era scarsa. Insomma, con una frase che quantunque po’ antiquata riassume benissimo i fatti: era una bella giornata d’agosto dell’anno 1913.

Dino Campana

Dal canto suo Dino Campana nei Canti orfici si sofferma sul caldo tipico di questo mese dell’anno, almeno qui in Italia:

Ricordo una vecchia città, rossa di mura e turrita, arsa sulla pianura sterminata nell’Agosto torrido, con il lontano refrigerio di colline verdi e molli sullo sfondo.

Altri autori e autrici

Se cercate altre letture a tema, vi consigliamo le Domeniche d’agosto di Patrick Modiano o il particolare Malefica luna d’agosto di Cristina Guarducci.

Frasi per il mese d’agosto

  • Agosto mette a fuoco e fa furiosamente bollire tutto ciò che hai ascoltato nella primavera e nei primi mesi d’estate. (Henry Rollins)
  • In Italia nel mese d’agosto, persino Dio è in vacanza. (Gabriel García Márquez)
  • Agosto non è crudele. È feroce. Si presenta come un mese del passato e ti costringe a ricordare. Ferocemente smette di essere tutto ciò che era. Aspettavo agosto tutto l’anno da bambino. La spiaggia, i templi di Paestum, la sensazione che tutto l’anno valesse la pena viverlo per rotolarsi nel bagnasciuga con mio fratello, con i miei cugini. La sensazione che la vita vera fosse agosto. L’attesa dell’agosto più bella dell’agosto persino. Vivere agosto da adulti non vale la pena. (Roberto Saviano)
  • L’estate è come un frutto, si sviluppa agli inizi di giugno, ancora acerbo, e poi gonfia e matura a partire da luglio, fino a rompere la sua pelle da cui scivola, luminoso agosto, un succo zuccherato e spesso. Il quale sarà perduto se non ci sarà nessuno per assaporarlo. (Madeleine Chapsal)
  • La nuvola d’agosto d’improvviso si scioglie in rivoli di pioggia. (William Cullen Bryant)
  • Non c’è un mese in tutto l’anno in cui la natura si adorni di più bella veste come nel mese di Agosto. (Charles Dickens)
  • Ricordai agosto, quelle sere lunghe e attonite in cui ci lasciavamo morire sotto il peso dell’ora, con i vestiti appiccicati al corpo per il sudore, mentre sentivamo fuori il ronzio insistente e sordo dell’ora che mai trascorreva. (Gabriel García Márquez)
  • Una notte di agosto, di quelle agitate da un vento tiepido e tempestoso, camminavamo sul marciapiede indugiando e scambiando rade parole. Il vento che ci faceva carezze improvvise, m’impresse su guance e labbra un’ondata odorosa, poi continuò i suoi mulinelli tra le foglie già secche del viale. Ora, non so se quel tepore sapesse di donna o di foglie estive, ma il cuore mi traboccò improvvisamente, tanto che mi fermai. (Cesare Pavese)
  • Vivere in città ad agosto, andare al mare a giugno, è l’ultima aristocrazia e la rara eleganza del villeggiante. (Pierre Desproges)

Poesie per l’ottavo mese dell’anno

Cosa dice la poesia dell’ottavo mese dell’anno? Vi proponiamo alcuni componimenti in proposito.

Il manto dell’amata, di Anonimo armeno

L’estate si contrappone all’inverno: tanto calda la prima, quanto freddo il secondo. Spesso l’estate è la stagione del bell’amore, dell’ardore, delle giornate felici che non terminano mai. Il cielo estivo è come un manto che ricopre di serenità. Ma l’estate, con il suo calore, è anche simbolo dell’amore che divampa nel cuore, come ci racconta quest’anonimo armeno che con la bellezza del cielo estivo realizza un manto per la sua amata.

Cucite un manto alla mia amata,
prendete il sole per stoffa,
tagliate la luna per fodera,
mettete le nuvole per ovatta,
prendete il filo dalle schiume del mare,
le stelle vi serviranno da bottoni,
e di me fate delle bottoniere.

Oh mia amata, in mezzo alle nubi,
se potessi stringerti nuda tra le braccia,
l’inverno diverrebbe per me estate!

Non voglio dire la mia pena al sole,
perché tempo che perda la sua luce.
Lo dirà alla luna
che si rinnova a ogni mese…

X agosto, un classico di Giovanni Pascoli

X agosto (scritta anche 10) è una celebre poesia che Giovanni Pascoli (1855-1912) scrisse in memoria di suo padre Ruggero. L’uomo, infatti, morì proprio quel giorno del 1867: venne ucciso in circostanze del tutto misteriose. La poesia venne pubblicata proprio in occasione dell’anniversario della morte del padre di Giovanni Pascoli: il componimento poetico, infatti, vide la luce su Il Marzocco il 9 di questo mese del 1896 e poi trovò la sua sistemazione definitiva all’interno di Myricae, sezione Elegie.

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra i spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!

X agosto di Giovanni Pascoli è una poesia costituita da sei quartine di decasillabi e novenari dattilici e ha rime alternate secondo lo schema ABAB. Nel video in apertura di post possiamo ascoltare Vittorio Gassman che declama questa poesia.

La linea della vita, di Giorgio Vigolo

La Linea della vita (XIII) di Giorgio Vigolo (1894-1983) parla di questo mese dell’anno.

Ho sentito l’odore della terra
dopo mesi di sole;
ho sentito l’odore della pioggia
vasta che scende dai monti
col turbine d’agosto come un fumo
e il giorno s’oscura;
ho sentito l’odore della terra
portato di lontano dal vento
che era passato nei canneti
e dentro i boschi arati dall’uragano;
ho sentito l’odore dei cespugli
zuppati dallo scroscio;
ho sentito l’odore delle radiche
che avidamente suggevano l’acqua
dal gonfio lievitato terreno.

L’orchestrina tra i glicini, di Toti Scialoja

Paragonando le espressioni dell’entusiasmo umano agli agenti atmosferici Toti Scialoja (1914-1998) scrive ne L’orchestrina tra i glicini:

L’orchestrina tra i glicini
attira la bufera
d’agosto – estremi applausi
a un valzer che si oscura.
Il vento gira in tondo
svita i violini vili
– poi da un cielo di piombo
l’argento scende a fili.

Pieno pomeriggio di secondo agosto, di Ermanno Krumm

In questa stagione ci si rende conto che, a volte, le parole sono del tutto superflue. In casi del genere quasi ci si costringe a una sincerità che, di primo acchito, pare non appartenerci. Tale sincerità ha la meglio anche nei rapporti con la persona amata: quasi un desiderio di profonda intimità che, complice il caldo, non bada alla forma ma anela alla sostanza, come sembra dirci Ermanno Krumm (1943-2005) nella poesia che riportiamo di seguito.

– Cosa dico sempre che mi piace
di te? – Non so. Sono discordi
i nostri pensieri. Ma non ora:

– Stenditi. Non si sente nessuno:
il subbuglio dell’estate tace,
stenditi, lascia che ti metta le mani
addosso (perché fingere?)

Pieno pomeriggio di secondo agosto,
sento il braccio, la spalla: sei tu,
sono così felice di essere con te.

Sul colle, di Jordi Doce

Per lo spagnolo Jordi Doce (1967) il solleone di questo mese avvolge tutto; scrive infatti nella poesia Sul colle (tradotta da Raffaella Marzano):

Si offusca lo sguardo, e l’aria della sera
fumiga come brace su uno sfondo
di vele gonfie e schiuma infranta.
Il mare è il respiro, l’attesa.
Avvolte dal pieno sole d’agosto,
le rocce scivolano fino all’acqua.
Una pozzanghera si consuma in scintillio.
Il sale brilla sui fianchi stillanti.
Estate, nel tuo tremore abbacinato
apprendo la costanza dell’azzurro.
Sotto il volo tenace dei gabbiani,
son tutt’uno col tempo dell’acqua che ristagna.

Proverbi per l’ultimo mese dell’estate

La saggezza popolare italiana ha prodotto tanti proverbi su questo mese dell’anno, molti dei quali legati all’alternanza delle stagioni.

  • Acqua d’agosto dà castagne e mosto (varianti: olio, lardo e mosto; rinfresca il bosco)
  • Caldo d’agosto, do e non dimostro; caldo di settembre, cava e non rende.
  • Agosto ci matura il grano e il mostro.
  • Chi dorme d’agosto, dorme a suo costo.
  • Agosto cucina e settembre scodella.
  • Chi va all’acqua d’agosto, non beve il mostro.
  • Agosto matura e settembre vendemmia.
  • Chi vuol aver del mosto, zappi le viti d’agosto.
  • Agosto, capo d’inverno, tutto l’anno governa.
  • D’agosto nessun vento tira giusto.
  • Agosto, moglie mia non ti conosco.
  • D’agosto, cento ne ho e una ne mostro (a parlare è l’olivo)
  • Se non brucia in luglio e agosto, agrettino sarà il mosto.
  • D’agosto, l’uva da il mostro.
  • Se agosto non brucia e gennaio non ghiaccia, niente bonaccia.
  • D’olive, castagne e ghianda, d’agosto ne dimanda.
  • Di settembre e di agosto, bevi vino vecchio e lascia stare il mosto.
  • Quando piove d’agosto, piove miele e piove mosto.
  • Fango di maggio, spighe d’agosto.
  • Il sole d’agosto, inganna la massaia nell’orto.
  • La prim’acqua d’agosto cadon le mosche, e quella che rimane, morde come un cane.
  • Primo d’agosto, capo d’inverno.
  • La prim’acqua d’agosto è l’inizio dell’inverno (varianti: il caldo s’è riposto; pover’uomo di conosco; rinfresca il mare e il bosco)
  • La quaglia d’agosto, ha la febbre gialla sulla coda.
  • Per guarire la tosse ci vuole la medicina d’agosto.

I santi e il calendario d’agosto

Nei proverbi italiani su questo mese, ha avuto grande influenza anche il calendario dei santi. Del resto la saggezza popolare è sempre andata sotto braccio con la religiosità popolare visto che quest’ultima scandiva la vita, un tempo. Ecco alcuni esempi:

  • 2, perdono di Assisi:
    • Il due d’agosto passa la nuvola del Perdono.
  • 2, san Pellegrino:
    • Per san Pellegrino, la castagna è come un lupino.
  • 7, san Donato
    • Per san Donato, l’inverno è nato
  • 10, san Lorenzo:
    • Per san Lorenzo, la noce è fatta (variante: la noce si spacca nel mezzo)
    • San Lorenzo la gran calura, sant’Antonio [17 gennaio] la gran freddura, l’una e l’altra poco dura.
  • 15, Assunzione di Maria in Cielo
    • Per l’Assunta, l’oliva è unta.
    • A San Vito [15 giugno] il castagno è incardito, a Santa Maria inanimito.
    • La Madonna d’agosto, rinfresca il bosco.
    • Per santa Maddalena [22 luglio] la noce è già piena; per san Lorenzo, puoi guardarci dentro.
    • Se vuoi la buona rapa, per Santa Maria sia nata.
    • Per santa Maria, il marrone fa la cria (variante: l’olio è per la via).
  • 16, san Rocco:
    • Per san Rocco, la rondine fa fagotto.
  • 28, sant’Agostino:
    • Sant’Agostino, due teste sul cuscino.

Foto | Di Illustratedjc (Opera propria) [Public domain o CC BY-SA 4.0], attraverso Wikimedia Commons

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

x

Check Also

Gabriel García Márquez

12 curiosità su Gabriel García Márquez che forse non conoscevi

Scopri alcune curiosità su Gabriel García Márquez scrittore Premio Nobel che ha scritto opere che hanno avuto successo in tutto il mondo.

plurale dei nomi in cia e gia

Si scrive gocce o goccie? Il plurale dei nomi in cia e gia

Scopri la regola perfetta per il plurale dei nomi in cia e gia ovvero impara come si scrive il plurale di goccia ma anche di ciliegia.