Poesie d'amore brevi
Bellissime poesie d'amore brevi famose

Le più belle poesie d’amore brevi

Le poesie d’amore brevi sono un toccasana: sia per il loro contenuto, sia per il fatto che possono essere utilizzate come frasi d’amore per la festa di San Valentino (e non solo).

Bellissime poesie d’amore brevi famose

Abbiamo poesie d’amore per lei brevi ma anche poesie d’amore brevi per lui. L’amore è un sentimento universale che non conosce le barriere di genere che noi imponiamo) e nel corso dei secoli ne troviamo diverse di poeti famosi.

Un frammento di Anacreonte

Bellissima quella del poeta greco Anacreonte (VI-V sec a. C.), che vi proponiamo nella traduzione di Filippo Maria Pontani:

Amo e non amo, sono
pazzo e non sono pazzo

Le parole di Heinrich Heine

Compiendo un salto di secoli arriviamo al tedesco Heinrich Heine (1791-1856) che in una sua poesia si sofferma sul fatto che l’amore può far scoppiare a piangere e non ci si può frenare per l’emozione (traduzione di Amelia Vago).

Se ti guardo negli occhi,
svanisce ogni mia pena, ogni tormento;
se ti bacio la bocca,
perfettamente sano ecco divento.

Se mi appoggio al tuo seno,
discende in me come un divino incanto;
ma se mi dici: “Io t’amo”,
frenar non posso, ahimè, l’amaro pianto.

Alicante di Jacques Prévert

Alicante di Jacques Prévert (1900-1977) – traduzione di M. Cucchi e G. Raboni – è un’altra poesia d’amore breve che lascia senza fiato per la sua bellezza:

Un’arancia sulla tavola
il tuo vestito sul tappeto
e nel mio letto tu
dolce presente del presente
freschezza della notte
calore della mia vita

Nazim Hikmèt e le poesie d’amore brevi

Nazim Hikmèt (1902-1963), poeta che canta l’amore per la vita, ha una breve poesia in cui paragona l’amore a una serie di situazioni della quotidianità, ma qui elevate a simbolo del tutto (titolo: Mosca, 1959 – traduzione di Joyce Lussu).

Ti amo come se mangiassi il pane spruzzandolo di sale
come se alzandomi la notte bruciante di febbre
bevessi l’acqua con le labbra sul rubinetto
ti amo come guardo il pesante sacco della posta
non so che cosa contenga e da chi
pieno di gioia pieno di sospetto agitato
ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo
ti amo come qualche cosa che si muove in me
quando il crepuscolo scende su Istanbul poco a poco
ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo

L’amore per Sandro Penna

Folgorante, invece, è una brevissima poesia d’amore di Sandro Penna (1906-1977) che mostra quanto l’amore sia molto più forte delle convenzioni sociali e di come si possa superare tutto per amore.

Amore amore
lieto disonore

Stelle poche di José Saramago

José Saramago (1922-2010; Nobel per la letteratura 1998) nella poesia Stelle poche (tradotta in italiano da Fernanda Toriello) si concentra sul fatto che possono mancare le parole quando si parla d’amore, un po’ come succede nello spazio profondo in cui ci sono poche stelle, ma quelle poche sono incantevoli:

Chiamarti rosa, aurora, acqua fluente,
cos’è se non parole raccattate
tra i rifiuti d’altre lingue, d’altre bocche?
I misteri non sono quel che sembrano
o non riescono a dirli le parole:
nello spazio profondo, stelle poche.

Una piccola poesia d’amore di Giovanni Raboni

Non sempre si può vivere accanto alla persona che si ama e a volte bisogna accontentarsi di pochi momenti, molto intensi. Così Giovanni Raboni (1932-2004) si sofferma proprio sul fatto che quando si è lontani da chi si ama si fanno tante cose, è vero, ma tutto sembra un mortorio e non si vede l’ora che giunga il momento dell’anelato incontro:

Con gli altri faccio finta di giocare
ma il giorno è lungo e mi sembra un mortorio.
Che languore è l’attesa per gli amanti!
O sole, o luna, vorrei che più spesso
vi mancasse la luce.

Energia mutabile di Giuseppe Conte

Ma in fin dei conti, cos’è l’amore, quello vero? Difficile rispondere! Il poeta Giuseppe Conte afferma che è un’Energia mutabile, un po’ come il sangue che esce dalle vene quando ci si taglia: il sangue non può fare a meno di fluire, così l’amore non si può certo fermare:

L’amore vero, tu lo sai, è volere
la gioia di chi non ci appartiene
è questo uscire, traboccare

da se stessi come il sangue dalle vene
per un taglio, è l’irrinunciabile,
amore energia mutabile eterno bene

Foto | Karolina Grabowska via Pixabay

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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