Studio di Francesco Hayez per il dipinto Il Conte di Carmagnola (1820)
Studio di Francesco Hayez per il dipinto Il Conte di Carmagnola (1820)

Il Conte di Carmagnola: riassunto e analisi della tragedia manzoniana

Il Conte di Carmagnola è stata la prima tragedia di Alessandro Manzoni. Scritta fra il 1816 e il 1819, venne pubblicata per la prima volta nel 1820. Ci furono non pochi problemi durante la sua pubblicazione in quanto quelli erano anni in cui la polizia austriaca aveva incrementato la censura. La tragedia è dedicata all’amico Claude Fauriel e ha una prefazione che parla dell’uso del coro e delle unità drammatiche.

La prefazione è slegata dall’azione della tragedia, ma è una parte dell’opera nella quale si sente la voce dei sentimenti dell’autore. In tal modo Manzoni riesce a separare la realtà storica dalla sua fantasia. Questo perché in questa tragedia Manzoni sottolinea più volte tutte le discordie interne che stavano impedendo l’unificazione dell’Italia.

Il carme è in versi endecasillabi, mentre il coro è in decasillabi. La trama si ispira a diversi testi, fra cui l’ottavo volume della Histoire des républiques italiennes du moyen age di Sismondi. Manzoni ebbe chiaro sin dall’inizio il suo desiderio di far parlare i personaggi non in maniera artificiale, ma in quella più realistica possibile.

Di cosa parla Il Conte di Carmagnola

Protagonista di questa tragedia è Francesco da Bussone, detto Il Carmagnola, in origine conte di Castelnuovo Scrivia e non di Carmagnola. Tuttavia Carmagnola era un canto rivoluzionario dei sanculotti, quindi forse è stata una precisa scelta del Manzoni chiamarlo così per sottlineare il suo carattere. Francesco Bussone era un capitano di ventura, prima al soldo del duca di Milano e poi dei Veneziani. Come erano solite fare le compagnie di ventura, i prigionieri venivano liberati. Per questo motivo venne accusato di tradimento dai Veneziani e condannato a morte.

La trama di questa tragedia è storica, ma Manzoni si interessa soprattutto dei problemi morali. Si può trovare un accordo fra gli atti di generosità (i prigionieri liberati) e la politica (la distruzione del nemico)? Perché le lotte fratricide impediscono l’unificazione dell’Italia? Perché si deve usare la violenza in nome della religione?

Ad essere sinceri Il Conte di Carmagnola non fu proprio un successo all’inizio, non venne apprezzato né dal pubblico né dalla critica. Secondo Silvio Pellico la lettura non coinvolgeva perché gli eroi erano troppo realistici. Il poeta e drammaturgo Victor Chauvet, invece, lamentava il mancato rispetto dell’unità di tempo e luogo. Lodi, invece, arrivarono da parte di Johann Wolfgang Goethe, mentre Ugo Foscolo rimase deluso dal mancato contrasto di forti passioni.

Foto | WikiCommons

Nymeria

Nymeria

Nerd inside, come scopo nella vita sto cercando di leggere tutta la letteratura fantasy possibile e immaginabile.. Beh, poi ci sono anche i manga, i videogiochi, i telefilm, i film... ce la farò?

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