Yehuda Amichai

L’uva passa di stelle: uno sguardo alla poesia di Yehuda Amichai

In tempi di smarrimento etico e di voli bassi, un poeta dalla voce possente crea suggestioni sismiche capaci di scuotere i piani più reconditi della sensibilità. Yehuda Amichai (all’anagrafe Ludwig Pfeuffer, 1924-2000) è universalmente conosciuto come una delle voci più alte della letteratura israeliana, se non addirittura la massima.

La poesia di Yehuda Amichai

Amichai, differenziandosi da altri autori della sua epoca, privilegia una lingua colloquiale diretta ed espressiva anche se palesemente collegata all’ebraico classico che, nella singolare storia linguistica di Israele, ha rappresentato ben più che una semplice lingua arcaica.

Le composizioni poetiche affrontano tematiche apparentemente banali, ma sarebbe più corretto dire quotidiane, per poi sfociare in riflessioni appena sfumate in cui il non detto scava nella coscienza lasciandola attonita.

Mia madre cuoceva nel forno il mondo intero per me
in dolci torte.
La mia amata riempiva la mia finestra
con uva passa di stelle.
E le nostalgie sono racchiuse in me come bolle d’aria
nel pane.
Esternamente sono liscio, silenzioso e bruno.
Il mondo mi ama.
Ma i miei capelli sono tristi come i giunchi nello stagno
che va prosciugandosi.
Tutti i rari uccelli dalle belle piume
fuggono via da me.

Amore, attrazione per la gente, per la propria terra, per l’amata Gerusalemme costituiscono i temi portanti della poetica dello scrittore israeliano che non di rado si dedica alla delicata situazione politico militare del paese rappresentando lo smarrimento di fronte all’incontenibile violenza della guerra e del sangue versato per una stessa terra chiamata “patria” da due popoli che Yehuda Amichai vorrebbe pacifici e solidali. Fatalmente questa posizione ha richiamato sullo scrittore non poche critiche se non aperte opposizioni in patria e all’estero. In vari ambienti si giustifica in questi termini la mancata assegnazione del Premio Nobel per la letteratura ad Amichai che si è sempre trovato “sul lato sbagliato della barricata”.

Poesie, edito da Crocetti con la cura di Ariel Rathaus, e Ogni uomo nasce poeta pubblicato da Di Renzo editore con introduzione di A. B. Yehoshua sono un ottimo trampolino di lancio, esaustivo e stimolante, per avvicinarsi a una poesia ricca di sorprese e fervori.

Foto | Yair Medina (יאיר מדינה), CC BY-SA 3.0, attraverso Wikimedia Commons

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Natale Fioretto

Natale Fioretto

Natale Fioretto è docente di lingua italiana e di traduzione dal russo presso l’Università per Stranieri di Perugia. Si occupa da anni di metodologia dell’insegnamento della lingua italiana come L2. È appassionato di Valdo di Lione e Francesco d’Assisi.

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