Giuseppe Rovani

Giuseppe Rovani, precursore della scapigliatura

Per questo nostro breve scritto commemorativo, dove campeggia la figura infelice e sfortunata di Giuseppe Rovani (1818–1874) potremmo prendere il la (certi di essere nel giusto) da una celebre frase di Cletto Arrighi:

Tutti amarono l’arte con geniale sfrenatezza; la vita uccise i migliori.

Poche righe per tratteggiare con tagliente precisione la breve esistenza di tanti artisti e intellettuali che – in reazione al perbenismo borghese e al romanticismo di maniera imperante in Italia in quegli anni di metà Ottocento – si trovarono ben presto ai margini della società. Scapigliati: è questo il nome mosso è inquieto con cui sono conosciuti.

Tuttavia la scapigliatura non ebbe mai un proprio manifesto; influenzata dal maledettismo baudelairiano e dal romanticismo europeo cercò di sprovincializzare la cultura del nostro paese. Portò in primo piano il contrasto tra artista e società; evidenziò nelle varie opere che, videro la luce in quegli anni inquieti, gli aspetti patologici e deformi della vita umana. Tra questi precursori del naturalismo c’è Giuseppe Rovani.

I romanzi di Giuseppe Rovani

Con i suoi romanzi Lamberto Malatesta e Manfredo Pallavicino, lo scrittore milanese si oppose subito e caparbiamente al romanzo storico di stampo romantico. Tuttavia fu con Cento anni che Rovani fece da apripista al rinnovamento del romanzo italiano.

Legato da grande amicizia con Carlo Cattaneo di cui (almeno secondo il Tommaseo) cercò di imitarne anche lo stile, Giuseppe Rovani per sbarcare il lunario e soddisfare le costose stravaganze della giovane e capricciosissima moglie si arrabattò costantemente tra insegnamento e giornalismo. Le sue energie fisiche e mentali, nel mentre, soccombevano giorno dopo giorno alla forza distruttrice dell’alcol.

Lo scrittore morì, infatti, in gravi ristrettezze economiche nel gennaio del 1874. Era stato ricoverato nella medesima casa di cura dove anni prima morì anche il padre, orafo (così perlomeno riportano le note biografiche di Rovani) di scarsa intraprendenza e fortuna.

Foto | Di sconosciuto (Illustrazione – Rivista italiana, 1874) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

Giorgio Podestà

Giorgio Podestà

Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon). Con Graphe.it ha pubblicato la silloge poetica «E fu il giorno in cui abbaiarono rose al tuo sguardo» e il saggio «Breve storia dei capelli rossi».

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