Parole lunghissime
La bellezza delle parole lunghissime

Parole lunghissime, così lunghe da essere impronunciabili

Se esistono opere letterarie brevi, molto brevi, esistono anche singole parole lunghissime.

Le parole lunghe attraggono, forse perché sono curiose e complicate da articolare e quindi quando si pronunciano, si è sempre lì lì per scoppiare a ridere. È stata anche inventata una parola per indicare la fobia delle parole lunghisshime: è hippopotomonstrosesquipedaliofobia. Si tratta, tuttavia, di una bufala, a quanto pare, che circola molto in rete, anche con spiegazioni scientifiche.

Alla scoperta delle parole lunghissime

Bando alle ciance. Ecco una serie di parole lunghe nelle varie lingue (la divisione in sillabe non è corretta in alcuni casi, lo so, ma gli spazi sono quelli che sono!)

  • 171 lettere, greco antico: λοπαδοτεμαχοσελαχογαλεοκρανιολειψανοδριμυποτριμματοσιλφιοκαραϐομελιτοκατακεχυμενοκιχλεπικοσσυφοφαττοπεριστεραλεκτρυονοπτεκεφαλλιοκιγκλοπελειολαγῳοσιραιοϐαφητραγανοπτερυγών. Si tratta di un piatto inventato citato ne Le donne al Parlamento, commedia di Aristofane. La pietanza è composta da ogni tipo di golosità, pesce, carne, volatili e salse.
  • 86 lettere, maori: Taumatawhakatangihangakoauauotamateaturipukakapikimaungahoronukupokai whenuakitanatahu è il nome di una collina in Nuova Zelanda.
  • 79 lettere, tedesco: Donaudampfschiffahrtselektrizitätenhauptbetriebswerkbauunterbeamtengesellschaft vale a dire Associazione dei sottufficiali per la gestione dell’ufficio centrale della compagnia di battelli elettrici sul Danubio. Sembra che sia la parola tedesca più lunga mai stata stampata. Si tratta di un brillante esempio di come in molte lingue germaniche si possano comporre parole teoricamente illimitate. A dire il vero, tale lemma conterrebbe 80 lettere e non 79, perché, dopo la riforma ortografica tedesca avvenuta nel 1996, Schiffahrt si scrive con tre f. Però nel caso di questo mastodontico termine si usa ancora la grafia con due f.
  • 49 lettere, olandese: Kindercarnavalsoptochtvoorbereidingswerkzaamheden che sta per preparazione di una cavalcata infantile per Carnevale.
  • 45 lettere, inglese: pneumonoultramicroscopicsilicovolcanoconiosis, il nome di una malattia che, per comodità, è anche nota come p45.
  • 32 lettere, tagalog: Nagsisipagsisinungasinungalingan che significa “cercare di raccontare bugie per conto di un altro”.
  • 28 lettere, svedese: Realisationsvinstbeskattning che indica le plusvalenze, ma c’è da sottolineare che la grammatica svedese prevede la possibilità di creare praticamente termini composti da un numero infinito di lettere.
  • 27 lettere, italiano: Sovramagnificentissimamente è un endecasillabo coniato da Dante nel De vulgari eloquentia, però non viene registrato dai vocabolari che hanno il ben noto precipitevolissimevolmente che di lettere ne ha solo ventisei.
  • 27 lettere, latino medievale: Honorificabilitudinitatibus che sta per la condizione di essere in grado di acquisire cariche ed è pronunciata in Pene d’amor perdute di William Shakespeare. In precedenza anche Dante l’aveva citata nel De vulgari eloquentia, solo che la parola è diversa ed è honorificabilitudinitate (24 lettere).
  • 25 lettere, francese: anticonstitutionnellement vale a dire che non è in accordo con la Costituzione.

La parola più lunga in italiano

Come visto qui sopra la parola più lunga in italiano è precipitevolissimevolmente, mentre hippopotomonstrosesquipedaliofobia è una fake news e sovramagnificentissimamente non viene registrata

Il lunghissimo nome della titina

Prima di concludere, c’è da sottolineare un record assoluto che esiste sia in inglese che in francese: è il nome scientifico della titina, la più grande proteina nota, composto da 189.819 lettere. Volete sapere come si pronuncia? Eccovi accontentati!

Foto | Piotr Łaskawski via Unsplash

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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