Poesie sull'amicizia
Poesie sull'amicizia

Le più belle poesie sull’amicizia

I poeti riescono a esprimere con le loro parole significati importanti della vita umana e, naturalmente, anche dell’amicizia. Ecco quindi una selezione di poesie sull’amicizia.

10 celebri poesie sull’amicizia

Da Catullo ad Alda Merini passando per Tagore e altri ancora: 10 poesie sull’amicizia di autrici e autori famosi che non puoi non conoscere.

Catullo, Da me cenerai bene

Catullo (84-54 a.C.) sottolinea la condivisione che può esserci tra due amici, al di là delle ricchezze materiali. Scrive nella poesia Da me cenerai bene (traduzione di Mario Ramous).

Se dio vorrà, uno di questi giorni,
mio Fabullo, da me cenerai bene:
ma con te porta una cena abbondante
e squisita, una ragazza in fiore,
vino, sale e tutta la tua allegria.
Solo così, ripeto, amico mio,
cenerai bene, perché il tuo Catullo
ha la borsa piena di ragnatele.
In cambio avrai un affetto sincero
e tutto ciò che è bello e raffinato:
ti darò un profumo che la mia donna
ha avuto in dono da Venere e Amore.
Quando l’odorerai, prega gli dei,
Fabullo mio, di farti tutto naso.

Emily Brontë, Amore e amicizia

Amore e amicizia sono, forse, due facce della stessa medaglia. Ma quale dei due sentimenti dura di più? Emily Brontë (1818-1848) non ha dubbi: l’amicizia è molto più forte. L’autrice di Cime tempestose paragona l’amore a una rosa canina: splendida, ma caduca. L’amicizia, invece, è un agrifoglio che avrà anche le foglie spinose, ma è sempreverde.

Amore è come una rosa canina,
Amicizia è un agrifoglio –
È bruno l’agrifoglio quando la rosa è in boccio
ma chi dei due verdeggerà più a lungo?

La rosa selvaggia è dolce in primavera,
i suoi fiori profumano l’estate,
ma aspetta che l’inverno ricompaia
e chi loderà la bellezza del rovo?

Sdegna la fatua corona di rose
e véstiti di lucido agrifoglio,
perché Dicembre che sfiora la tua fronte
ti lasci ancora una verde ghirlanda.

Tagore, La strada è la mia amica

Dalla raccolta Dono d’amore (disponibile in Italia nel catalogo Guanda, a cura di Brunilde Neroni), riportiamo una poesia di Rabindranath Tagore (1861-1941), Nobel per la letteratura nel 1913, sull’amicizia.

La strada è la mia amica,
mi parla tutto il giorno, sotto i piedi.
Durante la notte canta ai miei sogni.
Non ha mai avuto un inizio
il nostro incontro, comincia sempre all’alba,
rimuovendo la sua estate in canti e fiori freschissimi.
Ogni suo nuovo bacio è per me il primo.
La strada e io ci amiamo.
Di notte cambio gli abiti per lei,
lasciando il lacero peso dei vecchi,
nei rifugi, lungo il cammino,
quando spunta l’aurora.

Khalil Gibran, Parlaci dell’amicizia

Tra le poesie sull’amicizia una molto celebre è questa di Khalil Gibran (1883-1931).

E un adolescente disse: Parlaci dell’Amicizia.
E lui rispose dicendo:
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
È il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
È la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.
Quando l’amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione,
né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
Nell’amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e
viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall’amico non rattristatevi:
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate,
come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell’amicizia altro scopo che l’approfondimento dello spirito.
Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore,
ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.
E il meglio di voi sia per l’amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell’amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.

Jules Supervielle, Un poeta

Ma con chi stringe amicizia un poeta? Secondo Jules Supervielle (1884-1960) il poeta fa “amicizia con le grandi profondità” (traduzione di Stefano Serri).

Non vado sempre solo al fondo di me stesso
e trascino con me più di un essere vivente.
Quelli che entreranno nelle mie fredde caverne
sono sicuri di uscirne anche solo per un istante?
Ammucchio nella notte, come nave che affonda,
passeggeri e marinai, che confusione,
spengo la luce agli occhi, nelle cabine,
e mi faccio amici negli abissi.

Ezra Pound, Soffitta

Della ricchezza che, forse, alla fine non giova all’amicizia scrive anche Ezra Pound (1885-1972) nella poesia Soffitta.

Vieni, compiangiamo quelli che stanno meglio di noi.
Vieni, amica e ricorda
che i ricchi hanno maggiordomi e non amici,
E noi abbiamo amici e non maggiordomi.
Vieni, compiangiamo gli sposati e non sposati.
L’alba entra a piccoli passi
come una Pavlova dorata,
E io sono prossimo al mio desiderio.
Perché la vita non offre nulla di meglio
Che quest’ora di chiara freschezza,
l’ora di svegliarsi insieme.

Diego Valeri, I mattini d’allora

A volte l’amicizia si tinge di nostalgia e i ricordi vanno agli amici di un tempo, magari dell’infanzia. Ne scrive Diego Valeri (1887-1976) in un testo intenso.

I mattini d’allora… Portavano negli occhi
una profonda luce immacolata,
un fresco fiore di desiderio in bocca,
nelle mani una piccola gioia inaspettata.
I mattini d’allora… Ci chiamavano per nome,
ch’era tempo di ridere, di cantare, d’amare.
L’amico correva all’amico, a rinnovare
il patto di fraterna comunione.
I mattini d’allora… Ci venivano incontro
per le pallide vie della piccola città
col passo molle e baldo delle giovani donne
calde di sconosciute voluttà.
I mattini d’allora… Ci traevano incantati
a veder le robinie piegate dalla rugiada,
i giaggioli d’oro su le prode dei fossati,
le mille meraviglie della strada.
I mattini d’allora… d’allora! Il nostro cuore
era semplice e buono e senza ferita.
Un’amata ci dava tutto il suo amore:
la vita.

Umberto Bellintani, Fermiamoci un momento

L’amicizia, quando è vera, è qualcosa di molto saldo e indistruttibile: Umberto Bellintani (1914-1999) scrive di amici a proposito di un albero, quasi a voler sottolineare quanto sia profonda l’amicizia, come le radici che affondano nella terra.

Fermiamoci un momento, amici.
Quest’albero era
quando ancora non erano
i nostri padri i nostri avi.
Ed ecco io sento che qualcosa gli devo,
ma non so cosa, amici, ma la mano
mia ecco lo accosta e lo carezza,
e tutta trema la mia mano, amici.

Cecilia Casanova, Né lui né io

A volte l’amicizia è strana: segue vie sue che non sono proprio del tutto diritte. Ne scrive Cecilia Casanova (1926-2014), definita la “Emily Dickinson cilena”.

Né lui
né io
ci siamo resi conto
che la nostra amicizia era piena
di curve.
Raddrizzarla
sarebbe stato sacrilegio.

Alda Merini, Non ho bisogno di denaro

Concludiamo questa breve rassegna di poesie sull’amicizia con un testo di Alda Merini (1931-2009) che parla di ciò di cui veramente una persona ha bisogno:

Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti….
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

Foto | Cheryl Holt da Pixabay

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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