Robert Frost

Sei curiosità su Robert Frost che forse non conoscevi

Non vi è dubbio che Robert Frost (1874-1963) sia una delle colonne portanti della poesia americana. Una lunga vita, la sua, segnata da tragedie e trionfi. Lutti dolorosi ma anche riconoscimenti di grande prestigio, inclusa la medaglia d’oro del Congresso nel 1960.

Una poesia vasta e non circoscritta (come alcuni sembrano ancora credere) tra i confini del New England, quasi prigioniera dell’incanto rigoglioso della sua natura più selvaggia. I suoi componimenti poetici spaziano, infatti, senza inciampo, dalla nascita e fondazione degli Stati Uniti d’America alla filosofia, passando per le tante problematiche sociali che assillarono a più riprese gli anni del Novecento.

Un neo romantico, ammiratore dell’inglese Wordsworth e seguace dell’americano Emerson, che, nonostante i tanti drammi familiari, come la morte e la follia di buona parte dei propri familiari, guardava alla vita con un inossidabile ottimismo. Una speranza quasi intonsa.

Quanto conosci Robert Frost?

Se pensate che la figura e soprattutto l’arte di Robert Frost possano in qualche modo interessarvi, nel seguito di questo articolo troverete sei cose sul suo conto che, quasi certamente, stuzzicheranno ulteriormente il vostro appetito letterario. Buona lettura!

1. Sebbene il nome di Robert Frost sia indissolubilmente legato al New England, il poeta era nativo della California del nord

Robert Frost nacque infatti a San Francisco nel 1874 e solo dopo la morte del padre, avvenuta quando il poeta aveva undici anni, si trasferì in Massachusetts dove vivevano i nonni. Fu in quel periodo che il paesaggio del New England gli entrò per sempre nel cuore.

2. I suoi antenati lasciarono l’Inghilterra nella prima metà del ‘600, diventando di fatto tra i primi coloni a sbarcare in America

Gli avi del famoso poeta arrivarono in America sulla nave Wolfrana. Era infatti il 1634 quando Nicholas Frost, originario del Devon, giunse per la prima volta nel New Hampshire. Destino analogo toccò agli antenati della madre.

3. Il poeta frequentò le università di Dartmouth e Harvard, ma non si laureò mai

Problemi di salute impedirono al poeta di laurearsi. Prima frequentò l’università di Dartmouth, poi tentò con quella di Harvard, ma in entrambi casi non riuscì a conseguire il diploma di laurea. Si rifece ampiamente qualche anno dopo di questo smacco, grazie al successo, su entrambe le sponde dell’Atlantico, della sua opera poetica.

4. Per alcuni anni Frost visse in Inghilterra dove pubblicò i suoi primi versi

Sebbene molti identifichino Robert Frost con il paesaggio del New England, il poeta visse dal 1912 al 1915 in Inghilterra, dove non solo venne incoraggiato a scrivere da Edward Thomas e Ezra Pound, ma pubblicò anche la sua prima raccolta poetica, A Boy’s Will (La volontà di un ragazzo).

5. Robert Frost fu invitato a recitare una sua poesia durante la cerimonia di insediamento del presidente John Kennedy, ma qualcosa andò storto

In occasione dell’insediamento di John Kennedy alla Casa Bianca Il celebre poeta, abbagliato dalla luce, non riuscì a leggere il poema appositamente creato per l’evento, senza troppo scomporsi recitò prontamente però un’altra sua poesia imparata a memoria.

6. Paragonò il verso libero a una partita di tennis giocata con la rete abbassata

Benché amico di modernisti del calibro di Ezra Pound e William Carlos Williams, Robert Frost polemizzò sul verso libero che, non avendo regole, era, almeno dal suo punto di vista, più facile da affrontare e gestire.

Via | Interesting Literature
Foto | Fred Palumbo, World Telegram staff photographer, Public domain, attraverso Wikimedia Commons

Giorgio Podestà

Giorgio Podestà

Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon). Con Graphe.it ha pubblicato la silloge poetica «E fu il giorno in cui abbaiarono rose al tuo sguardo» e il saggio «Breve storia dei capelli rossi».

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