Luglio

Luglio, tra incipit letterari, frasi, poesie e proverbi

Con il mese di luglio l’estate è matura. Il caldo è arrivato e ci accompagnerà in questo mese e nel prossimo (si spera!) e anche il relax, le vacanze sono giunte (non per tutti, ma per molti). Il settimo mese dell’anno si chiama così in onore di Giulio Cesare che sarebbe nato il giorno 12 o 13 (a seconda delle fonti). A stabilire che questo fosse il nome del mese fu Marco Antonio (83-30 a.C.): prima, infatti, il nome del mese era Quintile, perché era il quinto mese del calendario romano.

Nel corso di questo mese cadono diverse celebrazioni estive, come, per esempio, la Giornata mondiale del bacio e quella dell’amicizia. Ricordiamo, poi, il 12 del mese è il Malala Day mentre il 18 cade il Nelson Mandela International Day.

Incipit letterari

Due sono gli incipit letterari che proponiamo per questo mese.

Delitto e castigo di Dostoevskij

Il primo è quello di Delitto e castigo di Dostoevskij (traduzione di Serena Prina):

All’inizio di un luglio straordinariamente caldo, verso sera, un giovane scese per strada dallo stanzino che aveva preso in affitto in vicolo S., e lentamente, come indeciso, si diresse verso il ponte K.

Racconti romani di Alberto Moravia

L’altro incipit è di Fanatico uno dei Racconti romani di Alberto Moravia:

Una mattina di luglio, sonnecchiavo a Piazza Melozzo da Forlì, all’ombra degli eucalitti, presso la fontana asciutta, quando arrivarono due uomini e una donna e mi domandarono di portarli al Lido di Lavinio. Li osservai mentre discutevamo il prezzo: uno era biondo, grande e grosso, con la faccia senza colori, come grigia e gli occhi di porcellana celeste in fondo alle occhiaie fosche, un uomo sui trentacinque anni. L’altro più giovane, bruno, coi capelli arruffati, gli occhiali cerchiati di tartaruga, dinoccolato, magro, forse uno studente. La donna, poi, era proprio magrissima, col viso affilato e lungo tra due onde di capelli sciolti e il corpo sottile in una vesticciola verde che la faceva parere un serpente. Ma aveva la bocca rossa e piena, simile ad un frutto, e gli occhi belli, neri e luccicanti come il carbone bagnato.

Frasi per il mese di luglio

  • Caldo e luglio, due gemelli nati per far soffrire la gente. (Ed McBain)
  • Così, quando la sera si fa eterna ed è luglio, ogni cosa esprime una multipla, sfuggevole presenza. (Álvaro Valverde)
  • Il caldo luglio porta docce rinfrescanti, albicocche e violacciocche. (Sara Coleridge)
  • L’estate si affaccia dalla sua torre di bronzo, attraverso le sbarre scintillanti di luglio. (Francis Thompson)
  • Luglio: il tempo in cui i giorni gocciolano via come il miele dal cucchiaio. (Wallace Stegner)
  • Nel mezzogiorno vitreo di luglio, sulla spiaggia che brulica t’apparti innamorata. (Angelo Barile)
  • Rispondi Luglio: dov’è l’ape? Dov’è il rosseggiare? Dov’è il fieno? (Emily Dickinson)
  • Un sacco di genitori imballano i loro problemi e li inviano al campo estivo di luglio. (Raymond Duncan)

Poesie per il settimo mese dell’anno

La poesia canta questo mese, soffermandosi sempre sul tema del caldo che è onnipresente, fin dal mattino presto.

Di luglio, di Giuseppe Ungaretti

La prima poesia su luglio è di Giuseppe Ungaretti (1888-1970):

Quando su ci si butta lei,
Si fa d’un triste colore di rosa
Il bel fogliame.

Strugge forre, beve fiumi,
Macina scogli, splende,
È furia che s’ostina, è l’implacabile,
Sparge spazio, acceca mete,
È l’estate e nei secoli
Con i suoi occhi calcinanti
Va della terra spogliando lo scheletro.

Il diavolo a Pontelungo, di Riccardo Bacchelli

Sempre al settimo mese dell’anno è dedicato un componimento di Riccardo Bacchelli (1891-1985):

Il Reno si stacca dai monti con incantevoli
Indugi, e prende spazio in pianura.
In fiore gli oscillanti canapai ubbriacavano.
Dai fieni mézzi che dan la febbre, da ondate
Di frumenti pesanti, chi passa lungo le siepi
Ne vede uscire i campanili rossi e i pioppi
Senz’ombra, annegati nella canicola, che non si sa
A che vento mai trovino il modo di tremare
In queste calme di luglio.

I primi di luglio, di Eugenio Montale

Eugenio Montale (1896-1981, Nobel per la letteratura nel 1975) scrive:

Siamo ai primi di luglio e già il pensiero
è entrato in moratoria.
Drammi non se ne vedono,
se mai disfunzioni.
Che il ritmo della mente si dislenti,
questo inspiegabilmente crea serie preoccupazioni.
Meglio si affronta il tempo quando è folto,
mezza giornata basta a sbaraccarlo.
Ma ora ai primi di luglio ogni secondo sgoccia
e l’idraulico è in ferie.

Ma se il tramonto, di Attilio Bertolucci

Un’altra poesia è di Attilio Bertolucci (1911-2000):

Ma se il tramonto dura sulle cime
degli alberi che chiudono la pianura
soffocata da brume estive, il cielo
è una leggera arida spoglia inerte.

Eterno giorno, che cos’è la morte
quando sui visi radianti si posa
la maschera lucente
del tramonto lentissimo di luglio?
Non c’è memoria più, non c’è speranza
nel transito fatale del tempo.

Altro compleanno, di Vittorio Sereni

Vittorio Sereni, uno dei più grandi poeti italiani del Novecento, era di luglio, Nato a Luino (Varese) il 27 luglio 1913, morì a Milano settant’anni dopo, nel 1983. Egli stesso celebrò uno dei suoi compleanni con la seguente poesia:

A fine luglio quando
Da sotto le pergole di un bar di San Siro
Tra cancellate e fornici si intravede
Un qualche spicchio dello stadio assolato
Quando trasecola il gran catino vuoto
A specchio del tempo sperperato e pare
Che proprio lì venga a morire un anno
E non si sa che altro un altro anno prepari
Passiamola questa soglia una volta di più
Sol che regga a quei marosi di città il tuo cuore
E un’ardesia propaghi il colore dell’estate.

Amore che non va, di Nico Orengo

Aveva ragione Nico Orengo (1944-2009): il mese di luglio soffoca gli aromi, con il suo caldo e il sole cocente. Non solo: a luglio i pensieri si fanno strani: sarà per l’estate, per la voglia d’evasione, per le vacanze finalmente arrivate ma a luglio tutti noi siamo un pochino presi da pensieri che nel resto dell’anno non facciamo.

Non è che il mese di giugno sia meglio: è un mese con un brutto grugno, scrisse Orengo, però almeno i pensieri non stavano lì a mugugnare!

Nella poesia/filastrocca Amore che non va Nico Orengo (romanziere e poeta, autore di libri per l’infanzia, critico letterario; per circa vent’anni fu responsabile di Tuttolibri, l’inserto settimanale de La Stampa dedicato alle novità letterarie) ci presenta una situazione che molti di noi conosciamo: si incontra una persona che ci piace, ci si conosce, ci si scambia il numero di telefono con l’invito a chiamare quando si vuole e poi, nel momento in cui si telefona, c’è il nulla. “Il fatto è che telefono a uno scoglio” afferma Orengo. E se anche qualche volte l’altra persona risponde, finisce che mette giù piano. Il ricorso alla filastrocca, all’effetto un po’ comico permette a Orengo di indorare meglio la pillola dell’amore che non va, dell’amore che fa no.

Amore che non va

Amore che non va
è arrivato fino a qua.
È amore che non può,
è amore che fa no.
È ragazza un po’ lontana:
i capelli scuri, gli occhi di lana.
È ragazza sorridente,
ma non puoi darle niente.
(Luglio soffocava gli aromi
e i pensieri si facevano strani)
– Io ti telefono domani –
Mi dice che posso farlo
quando più voglio:
il fatto è che telefono a uno scoglio.
(Già Giugno aveva un brutto grugno
ma i pensieri non avevano mugugno)
C’era una foresta
e dentro tutta la gente in festa…
O anche: c’era una volta…
(Ma è proprio vero, l’hanno tolta)
Ti telefono di lontano
e tu ci sei ma metti giù
piano.

La poesia Amore che non va è tratta dalla raccolta Collier per Margherita (Roma, Cooperativa Scrittori 1977)

Proverbi sul mese di luglio

Cosa dice la saggezza popolare a proposito di questo mese? Ecco alcuni proverbi della tradizione italiana:

  • A luglio levati il corpetto e butta le coperte fuori dal letto.
  • Con luglio soleggiato il vino è assicurato.
  • Di luglio il temporale, dura poco e non fa male.
  • Luglio poltrone, porta la zucca col melone.
  • Di luglio, ogni noce fa gheriglio.
  • Quando piove a luglio, ti viene il batticuore.

Altri proverbi riguardano il calendario dei santi di questo mese.

  • 20
    • Fino a santa Margherita, il grano cresce nella bica.
  • 22
    • Per santa Maddalena la noce è già piena; per san Lorenzo, puoi guardaci dentro. (Oppure: Per santa Maddalena se la nocciola è piena, il fico ben maturo, il grano copioso e duro e il grappolo serrato, il vino è assicurato. O ancora: Per santa Maria Maddalena, si taglia l’avena).
  • 24
    • Per santa Cristina, la sementa della saggina.
  • 25
    • Se a san Giacomo il tetto è bagnato, delle ghiande il porco è privato.
    • Per san Giacomo e sant’Anna, entra l’anima nella castagna
  • 26:
    • Se piove per sant’Anna, l’acqua diventa manna.

Foto | Di Aleksander Tarasowicz (Аляксандр Тарасевіч) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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