libri gialli

7 libri gialli consigliati da leggere

I libri gialli come anche i libri thriller sono tra i più apprezzati dai lettori di ogni tipo. I gialli, infatti, permettono di tenere allenata la mente, oltre che soddisfare il piacere della lettura. Ma quali sono i libri gialli consigliati? Naturalmente ognuno ha i propri gusti e sa cosa quali romanzi gialli solleticano di più il suo istinto di lettura. Ma se vuoi sapere quali sono i libri gialli da leggere allora puoi seguire i consigli di Valerio Calzolaio.

Libri gialli da leggere ora

Scopriamo insieme, allora, i gialli che potrebbero conquistarti.

8 indagini ritrovate per Sarti Antonio

Bologna. Nei decenni scorsi. Conoscete forse già il “sergente” Sarti Antonio, la sua istintiva partecipazione a dolori, infelicità, miserie e sventure del disordinato mondo non solo bolognese; eppure probabilmente queste avventure vi mancano, 3 romanzi brevi (uno parzialmente inedito) e cinque racconti (uno parzialmente inedito) del grande maestro Loriano Macchiavelli, inseriti nella nuova raccolta 8 indagini ritrovate per Sarti Antonio, in cui sono coprotagonisti tanti bambini (Stecco, Elmo, Bambinamia) e ragazzi (Luca, Francesco, Rasputin), la violenza non bada all’età. I titoli fanno riferimento a: la ballata per chitarra e coltello, il mistero cinese, i casi della vita, una tesi pericolosa, il cerchio di gesso, uno sgombero forzato, il confine del crimine, come cavare un ragno dal buco. Completano il volume concisi freschi testi di due ottimi esperti: la prefazione di Roberto Pirani, la postfazione (in prima contemporanea su Antonio durante il lockdown) di Massimo Carloni.

Loriano Macchiavelli
8 indagini ritrovate per Sarti Antonio
Noir
a cura di Massimo Carloni e Roberto Pirani
SEM, 2021

Aristotele e la Montagna d’Oro

Atene e Magna Grecia. Tra fine agosto e inizi ottobre 323 a. C. L’acuta docente e ottima giallista canadese Margaret Doody (Saint John, 1939) prosegue la serie storico-filosofica e, con Aristotele e la Montagna d’Oro, l’intrigo si colloca dopo la morte di Alessandro il Grande a Babilonia, nel periodo della nascita del figlio Alessandro IV. A quel tempo Aristotele (Stagira, Macedonia 384 a.C.) è tornato nell’abituale residenza di Atene, Maestro del Liceo, considerato ormai un nemico dai concittadini “Patrioti” ostili al controllo macedone.

Minacce e intrighi lo inducono a partire verso Filippi, città fondata da Alessandro a guardia di un’inesauribile miniera (da cui il titolo), dove tuttavia sono in corso manovre e cospirazioni legate alla successione al potere. E tanti omicidi oscuri e inspiegabili, che Aristotele sarà costretto a indagare, anche per salvarsi. A narrare il tutto è il suo fido Stefanos, 34enne compagno d’avventure: un classico romanzo di genere immerso nella storia.

Margaret Doody
Aristotele e la Montagna d’Oro
traduzione di Rosalia Coci
Giallo storico
Sellerio, 2021

Delitto d’inverno

Inverno 1957. Irlanda, contea di Wexford. Il corpo del prete cattolico Thomas Lawless ucciso è nella biblioteca di un’elegante dimora avita. Il padrone, colonnello Osborne, magro e coriaceo, vi introduce l’ispettore StJohn Strafford, appena arrivato da Dublino, figlio unico, giovanile 35enne allampanato e acuto, anche lui protestante, nella capitale è un’eccezione. Il morto è stato pugnalato ed evirato; eppure sembrava benvoluto da quelle parti, frequentava col suo cavallo anche le battute di caccia alla volpe organizzate dal colonnello. Strafford sente quelli di casa, colpito dalla bella figlia Lottie, e tanti altri mentre nevica e l’arcivescovo esercita pressioni per insabbiare. Sente odore di strano, sembra che tutti abbiano qualcosa da nascondere. La narrazione del pregevole colto giallo Delitto d’inverno del grande John Banville (Wexford, 1945) è in terza al passato sull’investigatore. Per capire avremo bisogno infine di un intermezzo nel 1947 e di una coda nel 1967.

John Banville
Delitto d’inverno
traduzione di Irene Abigail Piccinini
Noir
Guanda, 2021

I bastardi vanno all’inferno

Francia del Sud. Anni cinquanta. Molti conoscono la serie poliziesca del superlativo commissario Sanantonio inventata dal poliedrico scrittore francese Charles Antoine Frédéric Dard (1921 – 2000), 288 romanzi in sessant’anni (spesso con pseudonimi e di tutti i generi), 184 avventure con Sanà, centinaia di milioni di copie vendute, innumerevoli trasposizioni cinematografiche, fama e successo (con il primo figlio del primo matrimonio che prosegue ancora la serie).

I bastardi vanno all’inferno è un bellissimo testo del primo periodo, l’autore stava ormai divenendo ricco e famoso, scrisse un’opera teatrale noir (1954), lo stesso grande regista decise di farne anche un film (1955) e poi l’editore gli chiese il romanzo (1956): tutto tra dramma e commedia sugli ironici colpi bassi della vita, drammaturgia pura e linguaggio ficcante, narrato da uno dei due protagonisti prigionieri in un carcere, un poliziotto sotto copertura e una probabile spia, i loro dialoghi, la loro fuga da amici. O no?

Frédéric Dard
I bastardi vanno all’inferno
traduzione di Elena Cappellini
Noir
Rizzoli, 2021

L’occhio dell’assassino

Scene del crimine. 1819-2021. Ogni ecosistema umano, ogni epoca e ogni comunità hanno avuto assassini e loro cantori, chi narra l’immaginario di un criminale violento: ciò che sente e che vede un omicida in azione. L’occhio dell’assassino non sempre è trasparente e non sempre mostra l’eco del gesto compiuto o segnala in anticipo quello che compirà.  Dipende. Ottima la scelta dell’esperto giornalista e scrittore Luca Crovi di offrire una selezione meditata di testi, alcuni inediti in italiano appositamente tradotti: s’inizia con una riflessione di Freud (1916); poi racconti dell’Ottocento cronologicamente (1819) Hoffmann, Flaubert, Poe, Dickens, Boito, De Maupassant, Conan Doyle, Stevenson, Čechov, Verga, Svevo, De Marchi; del Novecento Carolina Invernizio, Leblanc, Chesterton, Pirandello, Sciascia, De Giovanni, Camilleri, Carlotto; chiude un racconto di Hitchcock (1919). L’occhio dell’assassino è una bella raccolta sulle zone oscure della nostra mente raccontate da grandi scrittori.

L’occhio dell’assassino. Un viaggio nella mente criminale nei racconti di 20 maestri
a cura di Luca Crovi
traduttori vari
Racconti gialli noir
Rizzoli, 2021

Lupin

Francia e non solo. 1890-1937. Maurice Marie Émile Leblanc (Rouen, 1864 – Perpignan, 1941), dopo studi comparati di legge, si trasferì a Parigi e divenne scrittore di “gialli”, nella forma prevalentemente di racconti, dal 1905 sempre più dedicati solo al celeberrimo personaggio di Arsène Lupin (nato nel 1874, secondo l’autore). Le sue avventure continuano a essere utilmente ripubblicate in Italia, in questo Lupin con una discutibile introduzione di Monica Dall’Asta. Lo spunto ricorrente di labirintici intrighi e minacce è l’antico furto di una fatidica preziosa collana di diamanti della regina Maria Antonietta nel 1785, il primo scandalo di tipo moderno; l’agile ben allenato dandy Arsène vi è genealogicamente collegato tramite la madre. Sempre ci sono due registri: il gusto del furto da una parte, lo smascheramento di bugie e inganni dall’altra. Entrambi si esaltano se, accanto al nobile escluso Lupin, troviamo pure Herlock Sholmes (plagio e omaggio al famoso eroe d’Oltremanica).

Maurice Leblanc
Arsène Lupin, ladro gentiluomo e altre storie
traduzione di Giuseppe Pallavicini Caffarelli
Romanzi e racconti gialli
Einaudi, 2021

Odio l’estate

Milano. D’estate. “Cerco l’estate tutto l’anno. E all’improvviso eccola qua…”: in esergo Paolo Conte (con Vito Pallavicini), Azzurro. Poi, quattro racconti lunghi: Giorgio Maimone, Il cadavere fantasma, Niente ombrelloni per Marlon (personaggio seriale), siamo nel 1961, in prima; Davide Pappalardo (1976), Sogno di una notte di “piena” estate, siamo nel 1974, in prima; Paola Varalli, Che afa fa, Il mistero della procace Adelaide, siamo nel 1985, in terza, il più lungo; il consueto trio Riccardo Besola (1974) – Andrea Ferrari (1977) – Francesco Gallone (1978), Un’estate al freddo, siamo nel 2000, in terza, il più breve. Quattro curiose avventure milanesi noir, afose e sudaticce, belle e interessanti; all’inizio di ciascuno la colonna sonora, una decina di congrue canzoni, prevalentemente italiane; ottima introduzione letteraria e musicale alla prossima stagione 2021, nella mitica collana ideata da Tecla Dozio e Veronica Todaro.

Besola, Ferrari, Fallone, Maimone, Pappalardo, Paola Varalli
Odio l’estate. Afa e delitti a Milano
Noir
Todaro, 2021

Disclaimer: su alcuni dei titoli linkati in questo articolo, Libri e parole ha un’affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi per l’utente finale. Potete cercare gli stessi articoli in libreria, su Google e acquistarli sul vostro store preferito.

Foto | Maxim Hopman via Unsplash

Valerio Calzolaio

Valerio Calzolaio

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