novembre
Jörg Breu il Vecchio (1475-1537), I lavori dei mesi: inverno. Particolare del mese di novembre

Novembre: frasi, citazioni, poesie e proverbi

Novembre è l’undicesimo mese dell’anno secondo il nostro calendario. Tuttavia nel nome ha il numero nove perché lo abbiamo ereditato dal calendario romano che iniziava con il mese di marzo e quindi questo diventava il nono mese dell’anno.

Ha trenta giorni ed è solitamente un mese uggioso, reso ancora più triste perché inizia con la commemorazione dei fedeli defunti. Nel corso del mese c’è uno sprazzo di gioia con l’estate di san Martino.

Per quel che riguarda i libri ricordiamo, en passant, che Novembre. Frammenti di stile qualsiasi è il titolo di romanzo breve autobiografico di Gustave Flaubert, scritto nel 1842.

Benvenuto novembre con frasi di autori famosi

  • È novembre. Presto, cogliamo questi ultimi lampi di bellezza della terra esausta che si prepara a morire. (Ardengo Soffici)
  • Ed è novembre. I pomeriggi sono più laconici e i tramonti più austeri. Novembre mi è sempre sembrato la Norvegia dell’anno. (Emily Dickinson)
  • L’anno ha sedici mesi: novembre, dicembre, gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre, novembre, novembre, novembre. (Henrik Nordbrandt)
  • Nei paesi novembre è un bel mese dell’anno: c’è le foglie colore di terra e le nebbie al mattino, poi c’è il sole che rompe le nebbie. (Cesare Pavese)
  • Nessuna ombra, nessun brillare, nessuna farfalla, niente api, niente frutta, niente fiori, niente foglie, nessun uccello. Novembre! (Thomas Hood)
  • Novembre. Il mondo è stanco, l’anno è vecchio, le foglie sbiadite sono liete di morire. (Sara Teasdale)

Sette poesie su novembre

Diamo uno sguardo alle poesia dedicate a questo mese dell’anno.

Emily Dickinson

Emily Dickinson (1830-1886) ha un’immagine folgorante per il mese di novembre: secondo la poetessa, infatti, le giornate di novembre diventano piccole circondate da una notte incombente. Scrive in un componimento:

Il Giorno diventò piccolo, circondato tutto
dalla precoce, incombente Notte –
il Pomeriggio in Sera profonda
la sua Gialla brevità distillò –
i Venti smorzarono i loro passi marziali
le Foglie ottennero tregua –
Novembre appese il suo Cappello di Granito
a un chiodo di Felpa.

Gyula Juhász

Il poeta ungherese Gyula Juhász (1883-1937) celebra questo mese con una poesia dal titolo Cantilena di Novembre (traduzione di Mario De Micheli ed Eva Rossi):

I tristi pagliai anneriti
stanno in grembo all’autunno, spersi nella pioggia.
Un pioppo si rannicchia sotto il vecchio cielo
che specchia i tempi che se ne vanno.

O tristi pagliai anneriti,
dov’è l’estate, dove sono le frecce di fuoco e le danze?
Un pioppo si rannicchia sotto il vecchio cielo,
filtrano dell’autunno lacrimose fragranze.

I tristi pagliai anneriti
stanno in grembo all’autunno, spersi nella nebbia.
Ancora una volta il mondo si fa più desolato
e questo cuore ancora una volta muore sfinito.

Paul Éluard

Paul Éluard (1895-1952) in Dorata (traduzione di Vincenzo Accame) si sofferma sull’umida tristezza del mese di novembre:

Le coltri umide di novembre
Mi seppelliscono per sempre
Il tempo mi sfila tra le dita
La terra ruota sulle mie orbite

Dov’è quel tenue sorriso
Che cominciò un giorno di maggio
Se non sulla bocca dei morti
Malgrado la pena dei vivi

Dov’è la lettera senza risposta
E la polvere delle parole
Questa fiducia nella vita
Che ad un tratto diviene silenzio

Io nego le lacrime la loro luce
I miei occhi non sono più di questo mondo
Io sono passato tutto è passato
Io sono un’ombra nel buio

Io sono il germe del disordine.

Attilio Bertolucci

Fuochi in Novembre è una poesia di Attilio Bertolucci (1911-2000) che guarda a campagna in questo mese dell’anno:

Bruciano della gramigna
nei campi
un’allegra fiamma suscitano
e un fumo brontolone.
La bianca nebbia si rifugia
fra le gaggie
ma il fumo lento si avvicina
non la lascia stare.
I ragazzi corrono attorno
al fuoco
con le mani nelle mani
smemorati,
come se avessero bevuto
del vino.
Per lungo tempo si ricorderanno
con gioia
dei fuochi accesi in novembre
al limitare del campo.

Luciano Erba

L’autunno, forse più di ogni altra stagione, è il tempo delle domande, dell’introspezione: complice la caduta delle foglie, il freddo che inizia, le giornate che si accorciano viene naturale interrogarsi sul tempo che passa, su quello che si vive, su chi ci sta intorno, sul futuro, sui sogni. Sull’amore. Spesso si rimane senza risposta, come titola una bella poesia di Luciano Erba (1922-2010).

Sei scoglio o continente?, chiede il poeta alla donna portata da novembre. Forse questa è un po’ la domanda che ronza in testa a molte persone in questo periodo: quello che ci si presenta dinanzi è solo un appiglio o una salda certezza?

Senza risposta

Ti ha portata novembre. Quanti mesi
dell’anno durerà la dolceamara
vicenda di due sguardi, di due voci?
Se io avessi una leggenda tutta scritta
direi che questo tempo che ci sfiora
ci appartiene da sempre. Ma non sono
che un uomo tra mille e centomila
ma non sei
che una donna portata da novembre
e un mese dona e un altro ci saccheggia.
Sei una donna
che oggi tiene un naufragio impaziente
dimmi tu
sei scoglio
o continente?

Tomas Tranströmer

Nella raccolta di Tomas Tranströmer (1931-2015) Il grande mistero (pubblicata in Italia da Crocetti) troviamo due splendide poesia dedicate al mese di novembre. La prima ha il titolo proprio come il mese; la seconda è contenuta all’interno di una serie di liriche haiku.

Nel leggere questi due componimenti ritorna alla mente la motivazione con cui è stato assegnato il Nobel a Tranströmer – perché attraverso le sue immagini condensate e traslucide, ci ha dato nuovo accesso alla realtà – e ci si rende conto di quanto sia vera.

Quando il boia si annoia si è in pericolo.
Il cielo incandescente si arrotola.

Da una cellula all’altra si sente scricchiolare
e lo spazio sgorga dal ghiaccio.

Le pietre brillano come lune piene.

E questa è la seconda

Sole di novembre…
la mia ombra gigante nuota
e diventa un miraggio.

Novembre nei proverbi

I proverbi sul mese di novembre si riferiscono a giorni specifici, in particolare a Ognissanti (il 1 del mese) e all’estate di san Martino (l’11 del mese).

  • 1

Per l’Ognissanti siano i grani seminati e i frutti rincasati.
Come fa il giorno dei Santi, così farà a Natale.
Per Ognissanti cominciano le veglie.
Per Ognissanti, manicotto e guanti.

  • 11

A san Martino ogni mosto diventa vino.
Chi vuol fare buon vino, zappi e poti a san Martino.
Il grande e il piccino si vestono a san Martino.
L’estate di san Martino dura dalla sera al mattino.
L’estate di san Martino dura tre giorni e un pochinino.
Per san Martino la sementa del poverino.

  • 23

A san Clemente l’inverno mette i denti.

  • 30

A sant’Andrea, l’inverno monta a cassetta.

Foto | Di Illustratedjc (Opera propria) [CC BY-SA 4.0 o CC BY-SA 4.0], attraverso Wikimedia Commons

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Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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