Penna stilografica vintage poggiata su pergamena antica, che evoca il mondo letterario del poeta Charles Henri Ford e l'era della scrittura d'avanguardia degli anni '40

Charles Henri Ford: lo scrittore che anticipò la Beat Generation

Charles Henri Ford (1908-2002) fu certamente un artista poliedrico. Uno spirito anticonformista, libero, determinato a vivere la propria vita, inseguendo il proprio estro, senza curarsi dei benpensanti o dello scandalo che le sue opere potevano suscitare. Così non ci sorprende scoprire che il suo romanzo più celebre – Giovani perversi –, pubblicato nel lontano 1933, creò un vero e proprio pandemonio su entrambe le sponde dell’Atlantico. In America il libro fu addirittura bandito per ben trent’anni e in Inghilterra la poetessa Edith Sitwell, allora uno dei grandi nomi delle lettere britanniche, arrivò a bruciare la propria copia, definendolo un libro senza anima.

Il romanzo che scandalizzò l’America

Il romanzo, uno dei primi a essere spavaldamente omosessuale, narra le vicende di un gruppo di giovani artisti, impegnati non solo a scrivere poesie, ma anche a gozzovigliare al Greenwich Village, tra squallide camere d’albergo e nottate nelle bettole a bere alcolici di contrabbando.

Giovani perversi, tuttavia, ebbe anche diversi paladini, dalla scrittrice Gertrude Stein al critico americano Louis Kronenberger. Giusto per citarne alcuni.

Un libro smilzo ma largamente sperimentale (scritto, in verità, a quattro mani con l’amico Parker Tyler) che anticipa di vent’anni gli scrittori della cosiddetta “Beat Generation”.

Charles Henri Ford: un artista e una vita straordinari

La vita di Charles Henri Ford fu lunga, itinerante, pirotecnica. Visse a Parigi, a New York, a Kathmandu, in Italia, diventando di volta in volta poeta, scrittore, pittore, regista, fotografo. Un eclettismo raro che lo portò a frequentare ora Paul Klee, ora Albert Camus, ora Orson Wells.

Un caleidoscopio di incontri e amicizie che rendono la sua biografia più affascinante di un romanzo d’appendice. Un romanzo per giunta con due grandi, indimenticabili amori: la scrittrice Djuna Barnes, incontrata a New York nel 1929 (fu lui in Marocco a battere forsennatamente a macchina La foresta della notte, l’opera che diede imperitura fama alla sua autrice), e il pittore Pavel Tchelitchev a cui rimase legato dal 1934 fino alla sua morte, avvenuta a Grottaferrata nel 1957.

Foto | Depositphotos

Giorgio Podestà

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