idee per un canone queer

Un lungo viaggio nel canone queer: storie, omissioni, riscoperte

Un percorso lungo e largo quanto il mondo. Il tema dell’omosessualità in tutte le sue ramificazioni e istanze è presente fin dalle epoche più remote nelle letterature di tutto il pianeta.

Esiste un canone queer? Viaggio nella letteratura LGBTQ tra invisibilità e memoria

Con il suo corteo di storie e vicende, di trionfi e pregiudizi ha attraversato i continenti, solcato gli oceani, affrontato a testa alta la luce del giorno fino a quando, braccata, ha dovuto celarsi tra le ombre. Nell’oscurità. Trattenere come una preda il respiro. Nel volgersi di pochi secoli, ecco l’abito d’oro trasformarsi in un sacco di cenci. Il re in un mendicante. L’orgoglio in paura.

Ci sono voluti poi centinaia di anni per rialzare lentamente il capo, specchiarsi nei libri di ieri e di oggi. Trovare in quelli la propria voce. Il proprio sentire. La propria storia.

Il lungo cammino del canone queer nella storia

Se dall’antichità si levano titoli mossi e variegati, pronti a spaziare dalla filosofia alla poesia al romanzo, come il Simposio di Platone, le poesie di Saffo, le liriche di Callimaco o il Satyricon di Petronio, ci sono voluti i fermenti politici e culturali della seconda metà del Novecento perché ci si appropriasse (palesemente e profondamente) di autori della statura di Shakespeare, di Marcel Proust, di Virginia Woolf.

Ci basterebbe del resto passeggiare tra gli scaffali di una biblioteca, per le vie di una città o lungo le gallerie di un museo di Firenze o Parigi per toccare con mano il debito immenso che la letteratura e le arti in generale devono al genio omosessuale, a quel sigillo di diversità che ha portato a fioriture straordinarie. A erigere colonne su cui, volenti o nolenti, poggia l’intero edificio della letteratura.

Dalle università anglosassoni a quelle italiane

Oggi nelle università, soprattutto nel mondo anglosassone, esistono corsi e programmi di studi queer, dove spiccano nomi come Michel Foucault, John Boswell o Audre Lorde e romanzi con titoli ormai arcinoti ai più: dalla Stanza di Giovanni di James Baldwin al Pozzo della solitudine di Radclyffe Hall.

E qui da noi? Mentre l’università di Torino si accinge a lanciare il primo corso interdisciplinare di queer studies in Italia, è possibile, cercando con attenzione e vincendo l’omertà generale (e i depistaggi di letterati anche importanti della cultura di casa nostra), godere di letture di ottima qualità; dal tanto osteggiato I neoplatonici di Luigi Settembrini a Riflessi di Aldo Palazzeschi, passando – come non citarlo – per l’indimenticabile Fabrizio Lupo di Carlo Coccioli.

Via | JStor
Foto | Rawpixel via Depositphotos

Giorgio Podestà

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