Ecofascisti

Ecofascisti ovvero quando l’amore per la natura diventa odio per l’altro

Occidente, più o meno. L’ultimo paio di secoli.

Ecofascisti

L’ecologismo di estrema destra è tutt’altro che una novità. Risale dritto fino alla sua incarnazione su larga scala più aberrante, l’”ecologia nazista”, che impastò misticismo, esoterismo, teoria della razza e nazionalismo per promuovere la purezza del sangue considerata addirittura condizione indispensabile per la realizzazione di un vero equilibrio tra la terra e le comunità umane.

Ignorare o denigrare gli allarmi che provengono dalla scienza del clima risulta ormai una strategia difficilmente praticabile. Si va dunque sempre più affermando un consistente e pericoloso nucleo di populismo ambientale che riassume l’azione per il clima in primo luogo nel lasciare i migranti fuori dai propri confini nazionali.

Estrema destra e ambiente

L’ecofascismo esprime una vera e propria ossessione per la purezza razziale come indicativa di un “ordine naturale” che non va contaminata da arrivi esterni, una ideologia che viene da lontano: la storia politica dell’ecologia non è sempre stata progressista.

Occorre innanzitutto richiamare lo zoologo, filosofo e artista Ernst Haeckel che nel 1866 coniò il termine “ecologia” ed estese una concezione pseudoscientifica dell’evoluzione oltre i confini della biologia in direzione del darwinismo cosiddetto sociale, fornendo via via la giustificazione al fanatismo, al razzismo e al nazionalismo. Quel pensiero ha guardato alla conservazione della natura come a un argine contro i danni della modernità, comprese le idilliache scelte del vegetarismo. Ovviamente, non c’è univocità né linearità, tuttavia dai tempi antichi le idee “verdi” corrono il pericolo di essere rubate e manipolate, ridipinte di nero”. Meglio rifletterci con attenzione e tenersi a fili scientifici coerenti.

Un ottimo saggio di Francesca Santolini

La bravissima giornalista scientifica Francesca Santolini (Roma, 1977) collabora con varie testate quotidiane e scrive da un quindicennio brevi densi saggi su questioni cruciali (sfide ecologiste, cambiamenti climatici, migranti ambientali).

In Ecofascisti ha l’obiettivo di mostrare un esame aggiornato dell’antico uso dell’ecologia da parte di alcune destre politiche: riconoscere il cambiamento climatico attribuendone la colpa alle migrazioni, ai popoli del Sud del mondo, alla modernità capitalistica.

Certo, ci sono pure le destre negazioniste, i loro esponenti appaiono spesso in tv. Tuttavia esistono loro accanto pure alcune destre insidiose che “manipolano” l’ambientalismo, una falsificazione reazionaria e subdola dei dati scientifici, concezioni talora parallele talora complici (nell’azione amministrativa dei governi guidati da forze di destra). Occorre abbandonare la convinzione che l’ambientalismo progressista sia il titolare esclusivo dei temi ecologici.

Struttura del saggio Ecofascisti

Il documentato brillante volume recupera e ripercorre testi, interviste, storie, temi in una decina di capitoli con le note in fondo al testo:

  • sangue e suolo;
  • negazionismo climatico e fascismo fossile;
  • confini verdi;
  • white green power;
  • la manipolazione dell’ecologia profonda;
  • la distopia dello Stato ecofascista;
  • laboratori di ecofascismo;
  • e in Italia?

Giustamente è sottolineato di continuo l’opzione assoluta degli ecofascisti per l’avversione ideologica e crudele verso ogni immigrazione nel proprio paese, dimentichi delle emigrazioni proprie, della denatalità occidentale e dell’evoluzione umana meticcia. L’ecofascismo (pure italiano) chiude le frontiere ai migranti con il pretesto della crisi climatica, considerata anzi un’opportunità per riorganizzare la società secondo logiche autoritarie, xenofobe, razziste.

Il libro

Francesca Santolini
Ecofascisti. Estrema destra e ambiente
Einaudi, 2024

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Valerio Calzolaio

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