Il gigante sepolto

Il gigante sepolto di Kazuo Ishiguro: un fantasy epico sull’amnesia e il viaggio

Il gigante sepolto di Kazuo Ishiguro, è una metafora abilmente vestita con gli abiti del romanzo fantasy. Sebbene calchi la mano su uno stile surreale, mantiene saldamente ancorati alle pagine i temi cari all’autore, premio Nobel per la letteratura: la forza del ricordo, lo scorrere del tempo, la grandezza della memoria, le perdite che affliggono il nostro vivere di fragili esseri umani.

Il gigante sepolto, una nebbia che non avvolge ma cancella

Proviamo a scoprire qualcosa sulla trama de Il gigante sepolto. È passato del tempo dalla morte di re Artù. La pace regna in Inghilterra e della sua famiglia è rimasto a goderne il cavaliere Galvano, suo anziano nipote. Il vivere e convivere quotidiano di uomini, orchi, elfi, draghi e altre strane creature, è turbato da una strana nebbia che giunge sul paesaggio e sugli esseri viventi portandosi via qualcosa e confondendo le menti. Com’è possibile che diradandosi porti via con sé l’essenza delle persone e tutto ciò che di loro ha sempre fatto parte? Chi saremmo noi, senza i nostri ricordi e le nostre nostalgie?

L’oblio non è la risposta

Lo sanno bene i coniugi britanni Axl e Beatrice, uniti da una storia comune di tutta una vita, ma all’improvviso privati proprio di ricordi condivisi da questa strana malevola nebbia. Quasi non avessero raggiunto il traguardo dell’età matura insieme, né avessero insieme costruito anni e anni di quotidiano, né addirittura avuto… un figlio! Ma questo figlio esiste, e i due si mettono in cammino per trovarlo, sperando di rimettere insieme ogni tassello di una esistenza che la nebbia ha offuscato.

Tanti personaggi surreali, fantastici, eppure ricchi di storie da raccontare incontrano lungo la strada… Viandanti, coraggiosi e giusti o malevoli e infidi, che da qualcosa fuggono o qualcosa cercano, perché l’oblio non è mai la risposta alla difficoltà del vivere.

Il gigante sepolto

La nebbia cancella la storia dalla memoria, la nasconde come fosse un gigante sepolto, non morto ma addormentato; il solo pensiero di risveglialo mette paura perché riporterebbe alla memoria non solo il bello ma anche gli orrori che vorremmo sepolti per sempre. Perché la storia non è fatta soltanto di pace: «Quanti giovani innocenti furono massacrati nel corso di una guerra…»

Quanti Re venerati e quanti odiati, quanti uomini giusti e quanti crudeli… Per ogni buon ricordo che mai vorremmo cancellare, tanti ve ne sono di scomodi e terribili.

Ci sarà tra voi chi voglia erigere splendidi monumenti attraverso i quali i vivi possano ricordare il male subito.

I viandanti malinconici, Axl e Beatrice, camminano in coppia e in coppia hanno vissuto, ma sono soli perché di quel vissuto non hanno più memoria. Si può vivere soli? Qualcun altro risponde per loro e a loro, ma anche a noi che leggiamo…

Ci sono giorni in cui bramo un’ombra gentile che mi segua. Perfino adesso mi volto nella speranza che ci sia. Non è forse di tutti gli animali, di ogni uccello del cielo il desiderio di un compagno amoroso?

Il nostro parere su Il gigante sepolto di Kazuo Ishiguro

Si tratta di una storia apparentemente fantastica e fantastici sono i personaggi, ma contiene temi importanti che tutti ci accomunano: la forza del ricordo, il timore della vecchiaia, della solitudine, la memoria così temuta ma indispensabile a comprendere la vita, l’afflizione causata dalle perdite. Grande è la capacità di toccarli tutti con uno stile surreale.

Tuttavia, non è facile apprezzare la metafora contenuta in questo romanzo, se non si apprezza lo stile fantasy né le atmosfere da leggenda di cui ogni pagina è impregnata.

Il libro

Kazuo Ishiguro
Il gigante sepolto
traduzione di Susanna Basso
Einaudi, 2016

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Susanna Trossero

Susanna Trossero

Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.

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