Nicola Anaclerio, Le specie Lazzaro. Storie di estinzioni e riscoperte, prefazione di Marco Di Domenico, Dedalo 2026

Credute estinte, poi ritrovate: le specie Lazzaro e il loro ritorno inaspettato

Pianeta biodiverso. Tempi diacronici.

Le specie Lazzaro

L’effetto Lazzaro riguarda quelle specie dei vari regni che ritenevamo estinte e che inaspettatamente rispuntano fuori in periodi successivi, lasciandoci di sasso. Magari hanno continuato a vivere in ambienti quasi inesplorati o che conosciamo poco (come gli abissi marini), oppure sono costituite da pochissimi individui sopravvissuti in habitat remoti oppure l’estinzione era solo supposta in base a errori di classificazione.

Grazie alla tenacia di alcuni biologi e naturalisti vi è stata una “riscoperta” e vanno via via aggiornate l’evoluzione e la geografia delle vite sulla Terra.

Storie di estinzioni e riscoperte

L’esempio più noto e clamoroso è quello del celacanto, la Latimera chalumnae, un pesce di cui conoscevamo solo i reperti fossili (risalenti e 350-80 milioni di anni fa) e che si riteneva, quindi, estinto nel Cretaceo (all’epoca dei dinosauri, per capirsi meglio). Fu, invece, pescato casualmente al largo delle coste del Sudafrica (nei pressi di East London) alla fine del 1938, la scoperta zoologica del secolo di una creatura “giurassica”; per poi essere riavvistato a fine 1952 presso le isole Comore nel bacino oceanico Indiano occidentale e, successivamente, ancora lì e altrove; addirittura filmato nel suo habitat naturale da una squadra di National Geographic.

Le forme attuali sono differenti da quelle fossili: corpo massiccio e robusto, coperto di squame dure; pinne lobate, uniche per la loro struttura simile a un arto; lunghezza anche di poco meno di due metri e peso fino a novanta chili; acque profonde e vita notturna per nutrirsi; ovoviviparo, raggiunge talora oltre i sessant’anni di età.

Oggi non sappiamo bene quanti celacanti sopravvivano nei mari, si ipotizza che siano tra cinquecento e mille esemplari. Resta un animale raro e prezioso: la IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) lo ha inserito nella lista rossa delle specie in pericolo critico. Non è l’unica specie Lazzaro (da cui il titolo).

Gli studi di Nicola Anaclerio

Il naturalista Nicola Anaclerio, cresciuto a Bari e docente in Toscana, è un esperto di piante carnivore e da quasi un decennio scrive spesso per la divulgazione scientifica, dedicando ora un sintetico volume allo “specifico” argomento degli organismi ritenuti estinti e inaspettatamente riscoperti, che contano oltre 300 casi solo circa negli ultimi 120 anni.

La narrazione è distinta in dieci capitoli, ognuno dedicato a una singola specie (con relativa scheda d’identikit). Prevalentemente ma non solo, perché l’autore coglie lo spunto per trattare teorie o personalità della biologia evoluzionistica, per accennare ad altre specie e segnalare notizie curiose connesse.

Struttura del saggio Le specie Lazzaro

Dopo il celacanto, il capitolo secondo tratta l’animale mammifero Thylacinus cynocephalus, partendo però da Alfred Russel Wallace e dalla “linea” di biogeografia cui fu dato il suo nome.

Il terzo di Wollemia nobilis, un albero dell’Australia sudorientale. Poi si passa una delle piante carnivore di cui l’autore si era già occupato: Utricularia albiflora.

Il quinto parla di un grande insetto: Dryocecelus australis, oceano Pacifico a sudest dell’Australia. Al sesto capitolo troviamo Darwin e la tartaruga Chelonoidis phantasticus, isole Galapagos.

Il settimo si sofferma su un grande mollusco predatore, Architeuthis dux, a grandi profondità negli oceani di tutto il mondo. L’ottavo tratta di uno stridulo pappagallo, Pterodroma cahow, isole Bermuda. Il nono dei virus, anche di quelli che si stanno “risvegliando” in seguito allo scioglimento del permafrost: Pithovirus sibericum, Siberia, innocuo per la nostra specie.

L’ultimo, il decimo, si sofferma sull biodiversità italiana, in particolare dell’albero sempreverde Abies nebrodensis, Monti Nebrodi in Sicilia.

Come si vede, quasi in ogni capitolo si fa riferimento a isole. Forse poteva essere un poco organicamente affrontata la questione della specificità di quegli ecosistemi terrestri “isolati” (talora usati da noi anche come carceri, isolamento detentivo, inflitto o scelto) e degli studi comparati, pure raffinati e statistici, della biogeografia insulare.

Il libro

Nicola Anaclerio
Le specie Lazzaro. Storie di estinzioni e riscoperte
prefazione di Marco Di Domenico
Dedalo, 2026

Disclaimer. Questo articolo contiene link di affiliazione. Libri e parole riceve una piccola commissione sugli acquisti effettuati tramite questi link, senza alcun costo aggiuntivo per te. Puoi comunque cercare gli stessi prodotti in libreria, sui motori di ricerca o acquistarli sul tuo store preferito.

Valerio Calzolaio

Avatar Valerio Calzolaio

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.