Copertina del libro È notte sul confine di Pietro Spirito con raffigurato un uomo che si tiene il cappello per via della Bora a Trieste, città in cui è ambientato il noir

Trieste, confini sfumati e segreti tra le righe: la storia di Ettore Salassi

Trieste. 1970, da fine agosto.

È notte sul confine

Lo stempiato 42enne Ettore Salassi – occhiali spessi da miope alla Stagno, baffi imponenti alla Bronson – è un bravo esperto cronista del quotidiano locale. Lontanissimo passato di estrema destra, un presente di ladro di libri a seguito di occasionali impulsi emotivi e di collaborazione con i servizi segreti a seguito di regolare arruolamento.

Questa volta il tarchiato pelato colonnello 50enne gli offre l’esclusiva sull’identità del cadavere da poco ritrovato ed estratto dal mare. Gli consegna la relativa cartellina. Il 21enne originario di Palermo Settimo Santo lavorava per i servizi. Si trovava in missione per il Sid, infiltrato come militare di leva a Saluzzo, caporale furiere (dietro una scrivania), con il compito di tenere d’occhio “certi” movimenti nel Nordest, siamo alla vigilia del golpe Borghese.

Il giornalista può fare un grande scoop. Deve, però, sviare l’attenzione verso una possibile questione di droga. Avrebbero lasciato trovare ai carabinieri nell’armadietto del ragazzo in camerata tre o quattro bustine di eroina. Successivamente doveva scrivere un altro pezzo sull’attività di un circolo sportivo di arti marziali (senza far capire la realtà che si tratta di un covo di fascisti, forse implicato in un traffico d’armi).

Salassi è diligente e segue via via le istruzioni.

Vive solo. Beve molto cognac. Fa coppia in redazione con il donnaiolo di sinistra Max Pastini. Ha episodiche relazioni sentimentali ed è abbastanza infatuato della bella nipote della portinaia, la 33enne impiegata di banca Maja Kralj, forse una spia slovena, cui inizia a regalare alcuni libri di poesie (rubati).

Il fatto è che il colonnello gli dà una pistola. Qualcuno tenta di aggredirlo e pestarlo. Scompare pure un pescatore che aveva intervistato. Passano settimane e mesi di misteriosi intrighi e preparativi criminali. Depistaggi e violenze sono invadenti in quell’ecosistema sociale, linguistico e culturale di confine.

Il noir di Pietro Spirito

Il giornalista e scrittore triestino Pietro Spirito (Caserta, 1961) lavora alle pagine culturali del Piccolo e racconta variamente da un quarto di secolo: romanzi, saggi, opere teatrali, film documentari, programmi radiofonici.

Stile e struttura del giallo È notte sul confine

L’incipit del bel noir è un episodio militare sospetto e preoccupante. Durante un’esercitazione di pattugliamento notturno sull’altopiano carsico (da cui il titolo), la squadra guidata dal sergente Skorpion era stata intercettata e disarmata dai graniciari jugoslavi.

Quella terra di confine risultava intrisa di sangue: due guerre mondiali l’avevano stremata lasciando memorie di scontri, fughe, combattimenti, sentimenti d’odio e di separazioni (considerate più o meno eque e fluide), votati a bagnare di sangue amaro ogni ciuffo d’erba, ogni sasso, ogni anfratto.

La narrazione è in terza (quasi) fissa sul giornalista.

A fine 1970 sempre più incombe il piano del colpo di Stato promosso da Junio Valerio Borghese, ex comandante della Decima Mas (speciale reparto della Marina militare divenuto feroce strumento fascista alla fine della seconda guerra mondiale) per sovvertire il governo costituzionale democratico in Italia.

Frequenti i riferimenti al terribile campo di concentramento fascista italiano per slavi (e per gli ebrei non deportati) sull’isola carcere di Arbe dal luglio 1942 al settembre 1943.

Vari liquori, ma due bottiglie di Sauvignon per la cena in cui il colonnello racconta di essere stato alunno del padre di Salassi dal 1936 al 1939 al liceo Oberdan di Trieste (i cui luoghi e quartieri di oltre mezzo secolo fa sono spesso ricostruiti).

Quando il giornalista e Maja s’abbandonano a confidenze mettono sul piatto Get Up I Feel Being a Sex Machine di James Brown.

Il libro

Pietro Spirito
È notte sul confine
Guanda, 2025

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Valerio Calzolaio

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