prima di morire

Hai mai pensato a quanti libri leggerai ancora prima di morire?

Alla lista degli strani studi sui libri, sui lettori e su quello che succede quando si legge, se ne aggiunge uno nuovo che potrebbe anche essere un po’ macabro. Tale studio, infatti, risponde alla domanda su quanti libri ci restano da leggere prima di morire.

La questione è complicata, come è comprensibile, perché il tempo che ci resta da vivere è diverso per ognuno di noi. Tra l’altro, come nota lo studio stesso, non sappiamo esattamente quando moriremo e non vale nemmeno la pena saperlo. Inoltre, non è che tutti leggono allo stesso modo e con lo stesso ritmo.

Che poi, senza nulla togliere alla ricerca che è giusto che vada avanti, ma è proprio necessario avere questi dati? Realmente abbiamo bisogno di sapere quanti libri ci restano da leggere? Sono la scusa che cercavamo per renderci conto, ancora una volta, che non potremo mai leggere tutto quello che vorremmo leggere e cedere, così, alla tentazione di dire addio al mondo per chiudersi per sempre in una biblioteca a leggere?

Quanti libri leggerai prima di morire?

Ma torniamo allo studio su quanti libri restano da leggere prima di tirare le cuoia. Per fare i calcoli, Literary Hub ha usato vari parametri. C’è da precisare che i dati si riferiscono alla società statunitense.

Da un lato, ha preso in esame la speranza di vita calcolata tramite l’apposito contatore della sicurezza sociale USA che serve per fare una stima della vita che resta da vivere a seconda dei gruppi demografici. Poi, ha incrociato i dati con quelli sulla lettura (sempre USA) del Pew Research Center e con i tre gruppi di lettori che vi sono indicati: lettori medi, voraci e superlettori. In pratica quanti rispettivamente leggono dodici, cinquanta e ottanta libri l’anno. Con tutti questi dati e separando le lettrici dai lettori (la speranza di vita delle donne è maggiore) ha fatto delle stime di quanti libri restano da leggere a seconda del gruppo cui si appartiene.

I grafici della ricerca

I risultati sono stati raccolti nei grafici che seguono. Come leggerli? In base al proprio sesso di appartenenza (credo che la ricerca sia stata fatta solo in base al sesso biologico e non alla propria identità di genere), ci si posiziona sull’età e poi si individua la propria colonna di appartenenza. I dati sono espressi in centinaia o migliaia.

Questo è il grafico per le donne. La prima colonna è per le lettrici medie (dodici libri l’anno), quella di mezzo per le voraci (cinquanta) e infine per le superlettrici (ottanta).

Il grafico per gli uomini con i libri che restano da leggere prima di morire è simile a quello per le donne, con le tre colonne.

Se leggete meno di dodici libri l’anno, non rientrate nello studio. Per l’America, si intende. Perché in Italia si considera un buon lettore chi legge un libro al mese…!

Foto | Jacques Gamelin, Nouveau recueil d’ostéologie et de myologie dessiné après nature: pour l’utilité des sciences et des arts, Tolosa 1779

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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