Gli spaventosi mostri della letteratura
Gli spaventosi mostri della letteratura

I mostri più spaventosi della letteratura e le loro tipologie

Dai primi racconti popolari fino agli ultimi romanzi di fantascienza è inevitabile imbattersi in mostri e criminali che sfuggono alle norme e alla ragione. Il canone occidentale è pieno di questi esseri che agiscono con totale impunità, ottenendo al contempo fascinazione e repulsione. Il professor Jean-Charles Ray dell’Università di Montréal ha proposto una semplice classificazione dei mostri della letteratura.

Le 5 tipologie di mostri della letteratura occidentale

Per cominciare sono 5 le fondamentali tipologie di mostri della letteratura.

I libri e la letteratura hanno la capacità di sviluppare la nostra immaginazione: è esperienza comune alle lettrici e ai lettori chiudere le pagine di un libro e provare a immaginare le fattezze di questo o quel personaggio, o come potrebbe essere quel paesaggio descritto così bene.

Se poi nel libro ci sono mostri orribili, strani e misteriosi allora il galoppare della fantasia è quasi un obbligo: solo mettendo all’opera la nostra immaginazione, infatti, potremo dire di aver letto davvero un libro.

Il fantasma del passato

I fantasmi sono figure ambigue che rifiutano la morte e, in qualche modo, continuano a rimanere in mezzo ai viventi. Continuano a evolversi per spaventarci e spesso non hanno una propria identità. Ci identifichiamo con i fantasmi perché rappresentano desideri incompiuti e passioni segreti, qualcosa che riguarda tutti, in misura diversa, nei nostri cuori. Vampiri e fantasmi classici dell’era vittoriana appartengono a questa categoria.

Il barbaro sconosciuto

Il barbaro è un mostro che ci arriva dal mondo greco classico. Atene è stata sì la culla della democrazia, ma era anche una società molto xenofoba (a vederla con gli occhi di oggi, naturalmente). Nel corso della sua storia ha inventato diversi mostri destinati a disumanizzare il nemico, dal momento che l’innata violenza di queste figure poteva essere combattuta solo con altra violenza. Il problema nasce quando l’eroe, nell’uccidere il mostro, diventa egli stesso un barbaro.

In questo filone potremmo inserire Dracula: viene da lontano, invade Londra, non è umano… Inoltre ha tracce del fantasma del passato, visto che è un vampiro ed è un esempio di come la modernità tende a mescolare le tradizioni, dando vita a differenti ibridi.

Il male innominabile

Dalla pericolosa Medusa, che trasforma in pietra tutto quello su cui posa lo sguardo, agli orrori al di là del mondo conosciuto creato da Lovecraft per giungere a Voldemort di Harry Potter, anzi «Tu sai chi», questi mostri sfuggono alla ragione dell’essere umano e nella sua lotta con loro la cosa più probabile è che si perda la vita o il senno. O entrambe. Una delle grandi paure che questi mostri della letteratura occidentale portano con sé è quella dell’infezione, tanto fisica quanto mentale. Una volta che si affronta l’orrore senza nome, non si può più essere lo stesso.

La chimera

Ci sono una serie di mostri moderni che possono passare da una categoria all’altra e adottare differenti personalità a seconda della situazione. Queste chimere possono giungere a essere contraddittorie in apparenza e da qui nasce la loro fama letteraria. Un esempio classico è il lupo mannaro, dilaniato dalla sua duplice natura, come anche, in chiave più moderna, Hannibal Lecter, uomo colto e amabile e, allo stesso tempo, cannibale senza scrupoli.

I mostri moderni

Al giorno d’oggi i mostri non sono più solo strettamente letterari, ma sono modificati dalle immagini che propone il cinema, la televisione, i videogiochi. I vecchi mostri hanno nuova vita nei mezzi di comunicazione. Per esempio, nei videogiochi ci sono sempre più mostri del tipo «male innominabile» davanti al quale è meglio la fuga che la lotta. Oppure gli zombie, che da classica figura dell’oltretomba sono diventati allegoria della massa, del disincanto e della società attuale, quasi novelli barbari, elementi alieni e disumanizzati che trasformano quanti li combattono.

10 spaventosi mostri della letteratura

Proviamo a scendere nello specifico e vediamo come i mostri della letteratura sono stati incarnati nei vari testi.

Grendel (dal Beowulf )

Nel poema epico Beowulf il Grendel è descritto come “discendente di Caino”, il primo assassino della storia, e “in continua guerra con Dio”. Secondo il racconto biblico Dio mise un segno su Caino per riconoscerlo tra tutti gli uomini: nel Beowulf tale segno diventa un’atroce deformità fisica. Secondo alcuni studi, il Grendel potrebbe somigliare ai troll o agli orchi.

Jabberwocky (da Lewis Carroll, Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò)

La mostruosità del Jabberwocky è da intendersi in senso etimologico: desta, infatti, meraviglia totale la magistrale descrizione che ne da Lewis Carroll in quella che è ritenuta la più illustre poesia nonsense inglese. Si tratta di uno di quei mostri che compaiono negli incubi e poi non si ha più coraggio di spegnere la luce… Recentemente Orecchio Acerbo edizioni ha mandato in libreria una bella edizione illustrata del Jabberwocky con traduzione di Masolino D’Amico.

Balrog (da J. R. Tolkien, Il Signore degli Anelli)

Giganteschi demoni che possono essere avvolti di fuoco e sono provvisti di frusta e di una spada fiammante. Di questi veri e propri mostri della letteratura scrive Tolkien:

“Non si riusciva a distinguere cosa fosse: era come una grande ombra, nel mezzo della quale si trovava una forma scura di dimensioni umane, e anche più grossa; potere e terrore parevano sprigionarsi da essa e precederla. Giunse all’orlo della voragine di fuoco, e la luce s’offuscò, come se una nube vi si fosse posata sopra. Poi d’impeto varcò il baratro. Con un ruggito le fiamme s’innalzarono in segno di saluto, intrecciandosi intorno a lui; un fumo nero turbinò nell’aria. La criniera svolazzante dell’oscura forma prese fuoco, avvampando. Nella mano destra teneva una lama pari a un’acuminata lingua di fuoco, e nella sinistra una frusta dalle molte code”.

Medusa (dalla mitologia greca)

Figlia di Forco e di Ceto era una delle Gorgoni e aveva il potere di trasformare in pietra chiunque la guardasse negli occhi. I suoi capelli altro non erano che sibilanti serpenti. Rappresentava la perversione intellettuale, mostro veramente da temere!

Fenrir (dalla mitologia norrena)

È un gigantesco e peloso lupo nero ghiotto di carne umana. È intelligentissimo e può anche parlare, il che lo rende forte tanto dal punto di vista fisico quanto da quello mentale.

Scilla (dalla mitologia greca)

È un mostro marino. Omero la descrive nell’Odissea (XII, 115 e seguenti) in maniera orripilante e Ippolito Pindemonte così l’ha tradotta:

Scilla è atroce
Mostro, e sino ad un Dio, che a lei si fesse,
Non mirerebbe in lei senza ribrezzo.
Dodici ha piedi, anterïori tutti,
Sei lunghissimi colli, e su ciascuno
Spaventosa una testa, e nelle bocche
Di spessi denti un triplicato giro,
E la morte più amara in ogni dente.

Pennywise (da Stephen King, It)

Pennywise il clown danzante, Bob Gray, It si presenta dinanzi alle persone con la forma che più le spaventa. Se un bambino non conosce cosa sia la paura, allora Pennywise gli si avvicina sotto forma di clown perverso di giallo vestito e con pompon arancioni per ingannarlo. Non si sa se sia maschio o femmina: a volte è gravida, altre volte si riferisce a se stessa come maschio. Tra i mostri della letteratura è uno dei più moderni e, senza dubbio, spaventosi.

Windigo (dalla mitologia dei Nativi Americani Algonchini)

Il mito di Windigo cambia a seconda delle varie tribù degli Algonchini. È figlio dell’Inverno e della Fame. Di grandi dimensioni e ricoperto di peli, possiede enormi artigli, un corpo scheletrico ed emaciato e labbra piccolissime che gli lasciano scoperti i denti enormi. Compare nei villaggi per divorare gli umani e può cambiare forma a seconda del mito. Non è tremendo avere paura di qualcosa di cui non si conosce nemmeno l’esatta forma esterna?

Minotauro (dalla mitologia greca)

Il suo nome proprio è Asterio o Asterione ed è un incrocio tra un toro e un essere umano. Sua madre, infatti, è Pasifae, regina di Creta, e suo padre è il Toro di Creta. Dalla loro unione è nato quest’essere mostruoso dall’aspetto umano ma con zoccoli, pelliccia bovina, coda e testa di toro. È feroce e vive rinchiuso in un labirinto nutrendosi nutre di esseri umani, con preferenza per i fanciulli.

Piovra gigante (da Jules Verne, Ventimila leghe sotto i mari)

Sebbene l’autore non ne specifichi le dimensioni, ce la descrive come un animale con sei tentacoli ognuno lungo ventisette metri. La vera paura che genera questo animale è dovuta al fatto che i calamari giganti esistono davvero…

Foto | Pixabay

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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