Biasimo. Critiche al vetriolo. Processi clamorosi intentati contro scrittori ed editori. La storia della letteratura, lo sappiamo bene, è costellata di scandali. Basta tendere, del resto, l’orecchio per sentirne a distanza di secoli ancora l’eco. Tuttavia, scorrendo l’elenco dei romanzi finiti sotto la mannaia del censore, rimaniamo a tratti stupiti, quasi increduli di fronte a titoli e storie che oggi ci appaiono del tutto legittimi.
5 romanzi che hanno fatto scandalo
Eccovi cinque romanzi, considerati ormai dei veri e propri classici, che al momento della pubblicazione furono aspramente attaccati dall’opinione pubblica, sempre pronta a tuonare contro l’immoralità di questo o quel libro. Di questo o quel personaggio.
John Cleland, Fanny Hill (1748-49)
Bollato come romanzo libertino e pornografico, Fanny Hill fu scritto da John Cleland mentre scontava la pena in carcere per un debito non pagato. Lo scalpore del romanzo incentrato sulle vicende di una prostituta inglese travolse il suo autore che, in tribunale, si vide costretto a disconoscere pubblicamente la propria opera. Benché bandito dal Regno Unito, il romanzo continuò a circolare grazie ad alcune copie pirata. Fu però soltanto nel 1963 (ben due secoli dopo) che Fanny Hill poté rivedere la luce nella sua versione integrale.
Charlotte Brontë, Jane Eyre (1847)
Pubblicato sotto lo pseudonimo maschile di Currer Bell, Jane Eyre fu aspramente criticato da alcuni critici benpensanti che videro nella volitiva e indipendente governante di Thornfield Hall una nemica della società vittoriana. Una giovane donna, senza famiglia, le cui idee femministe (i censori lo misero nero su bianco) erano da considerare pericolose e sfacciatamente immorali.
D.H. Lawrence, L’amante di Lady Chatterley (1928)
Un altro romanzo scandaloso che ebbe un percorso lungo e tortuoso, culminato, anni dopo la sua prima difficile pubblicazione, con un clamoroso processo al suo editore. Le vicende di lady Chatterley prigioniera di un matrimonio senza slanci e appagamento fisico furono considerate inaccettabili. La scelta della donna di vivere un’appassionata storia d’amore con il proprio guardacaccia alzò un immenso polverone, travolgendo di fatto il romanzo. Il libro di D.H. Lawrence poté, infatti, ritornare sugli scaffali delle librerie inglesi solo a partire dal 1959.
Edmund Wilson, Memorie della contea di Ecate (1946)
Una raccolta di racconti in cui spicca La principessa dai capelli d’oro. Una storia incentrata sulle avventure sessuali di un trentenne diviso dalla passione per due giovani donne: Imogene, ricca e fatale, e la povera, ma sensuale Anna. Un triangolo che non piacque, però, ai benpensanti di allora che lo trascinarono in tribunale. Memorie della contea di Ecate venne così bandito dagli Stati Uniti e per essere ripubblicato nella sua forma originaria dovette attendere (ahimè) più di vent’anni.
E.M. Forster, Maurice (1971)
Il romanzo, benché scritto agli inizi del Novecento, fu pubblicato solamente dopo la morte del suo autore nel 1971. L’omosessualità del suo protagonista, il suo amore prima per un amico e poi per un giovane guardacaccia (con cui fuggirà in Italia) costituivano un tema impossibile da pubblicare nell’Inghilterra edoardiana, dove, lo ricordiamo en passant, l’omosessualità era illegale e punita (fino al 1967) con la detenzione.
Via | Mentalfloss
Foto | DepositPhotos







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