Tutto sulle preposizioni: proprie, improprie, semplici, articolate
Tutto sulle preposizioni: proprie, improprie, semplici, articolate

Tutto sulle preposizioni: proprie, improprie, semplici, articolate

La preposizione è una parte invariabile del discorso che, posta dinanzi a un nome, a un pronome, a un avverbio, a un verbo all’infinito, mette ognuno di questi elementi in relazione sintattica con le altre parti della frasi o anche, nel caso del verbo all’infinito, con un’altra frase. Per esempio:

  • La casa di Marco
  • Lavoro per vivere

Le preposizioni proprie e quelle improprie

Una distinzione fondamentale è fra preposizioni proprie (quelle che possono essere usate solo come preposizioni: per esempio, di), improprie (aggettivi, verbi o avverbi usati in funzione di preposizioni: per esempio, contro) e locuzioni preposizionali (formate da una locuzione avverbiale + una preposizione: per esempio, in cima a; oppure formate da un verbo o un avverbio preceduto o seguito da una preposizione: per esempio, contrariamente a). Schematizzando abbiamo la seguente situazione:

  • sono preposizioni proprie: di, a, da, in, con, su, per, tra, fra;
  • le improprie invece sono: davanti, dentro, dietro, fuori, lontano, lungo, mediante, oltre, secondo, senza, sopra, sotto, verso, vicino;
  • sono locuzioni preposizionali: insieme con, insieme a, indipendente(mente).

Preposizione semplici e articolata

Ancora un’altra distinzione è utile. Le preposizioni proprie elencate sopra (quelle che a scuola ci facevano imparare come una filastrocca: di, a, da, in, con, su, per, tra, fra) possono essere semplici se sono così come elencate. Quando, invece, si combinano con un articolo determinativo diventano articolate, che a loro volta possono avere forma analitica (la preposizione e l’articolo restano separate: per + il = per il) o sintetica (la preposizione e l’articolo si presentano uniti: di + il = del).

Via | Italiano. Grammatica, sintassi, dubbi
Foto | Pixabay

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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