Maggio

Maggio: frasi, proverbi e poesie per uno dei mesi più romantici dell’anno

Ben venga maggio coi suoi fiori recita un proverbio italiano, e in effetti questo mese è tra i più amati proprio per via dello sbocciare dei fiori in ogni dove.

È il quinto mese dell’anno, ha trentuno giorni e, secondo la tradizione cattolica, è un mese dedicato alla Madonna. Del resto, l’aspetto femminile di questo mese potrebbe essere attestato fin dall’antichità, visto il nome Maius pare derivare dalla dea romana Maia, divinità della terra, dell’abbondanza e della fertilità.

Il mese di maggio tra frasi, proverbi e poesie

Il mese si apre con la festa dei lavoratori; il 5 del mese è stato immortalato dalla celebre poesia del Manzoni che inizia con Ei fu…. Inoltre, il 17 ricorre la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia.

Frasi per il quinto mese dell’anno

  • Duro è il cuore che non ha mai amato in maggio. (Geoffrey Chaucer)
  • Il giardino era fiorito, tutte le porte erano aperte sul cielo azzurro di maggio. (Anna Maria Ortese)
  • Nel meraviglioso mese di maggio, quando si schiudono le gemme, fu allora che nel mio cuore, è sbocciato l’amore. (Heinrich Heine)
  • Quei giorni di maggio quando tutto è suggerito, e niente ancora soddisfatto. (Francis King)
  • Tra i mesi dell’anno, maggio si erge con il più dolce e colorato dei vestiti. (James Thomson)
  • Tutto sembra possibile in maggio. (Edwin Way Teale)
  • Un vento di maggio gonfio come un frutto, che aveva in sé la ruvidità della buccia, la morbidezza della polpa e innumerevoli semi. (Haruki Murakami)

Poesie per maggio

Le poesie di maggio sono piene di luci, colori, sapori. Del resto maggio è uno dei mesi che riscuotono più successo da parte di tutti: l’estate è lì a portata di mano, le scuole stanno per terminare, ci sono celebrazioni a vari livelli. E poi è un mese che inizia con un giorno di festa: perché non amarlo?

Angelo Poliziano

Tra le poesie per questo mese non possiamo non citare il celebre componimento di Angelo Poliziano (1454-1494) che così comincia:

Ben venga maggio
e ‘l gonfalon selvaggio!
Ben venga primavera,
che vuol l’uom s’innamori:
e voi, donzelle, a schiera
con li vostri amadori,
che di rose e di fiori,
vi fate belle il maggio,
venite alla frescura
delli verdi arbuscelli.

Giovanni Pascoli

Altra poesia dedicata a questo mese è quella di Giovanni Pascoli (1855-1912).

Ridon siringhe del color di lilla
sopra la mensa e odorano viole:
la capinera è tra gli aranci: brilla
tremulo il sole.

Tu pur, poeta, hai rifiorito il cuore
e trilli e frulli hai nella fantasia.
Le ignave brume e l’umile dolore
sorgi ed oblia.

Tagore

Rabindranath Tagore (1861-1941), Premio Nobel per la letteratura nel 1913, nella raccolta Il Giardiniere ha una poesia sul mese di maggio che troviamo molto bella.

Era di maggio. Il pomeriggio afoso
sembrava interminabile. La terra riarsa
si spaccava nel gran caldo, assetata.
Dalla riva del fiume udii una voce
che gridava: “Vieni, tesoro mio”.
Chiusi il libro e aprii la finestra
per guardare fuori.
Vidi presso il fiume un grande bufalo, coperto di fango,
che guardava in giro con occhi placidi e pazienti;
un ragazzo, nell’acqua fino al ginocchio, lo chiamava
per farlo bagnare.
Sorrisi compiacente ed ebbi un senso di dolcezza
che m’invase il cuore.

James Joyce

Un’altra poesia sul quinto mese dell’anno è di James Joyce (1882-1941) ed è tratta dalla raccolta Musica da camera:

Brezze di maggio, danzanti sul mare!
Via che danzate di solco in solco
il girotondo esultante, mentre in alto
vola la spuma a farsi ghirlanda
d’argentei archi gettati sull’aria,
vedete l’amor mio da qualche parte?
Ahimè! Ahi!
Brezze di maggio!
Amore è misero se il suo amore è assente.

Giorgio Caproni

L’ultima poesia che vi proponiamo è di Giorgio Caproni (1912-1990) e ha per titolo semplicemente Maggio.

Al bel tempo di maggio le serate
si fanno lunghe; e all’odore del fieno
che la strada, dal fondo, scalda in pieno
lume di luna, le allegre cantate
dall’osterie lontane, e le risate
dei giovani in amore, ad un sereno
spazio aprono porte e petto. Ameno
mese di maggio! E come alle folate
calde dall’erba risollevi i prati
ilari di chiarore, alle briose
tue arie, sopra i volti illuminati
a nuovo, una speranza di grandiose
notti più umane scalda i delicati
occhi, ed il sangue, alle giovani spose.

Proverbi italiani per il mese di maggio

Bisogna notare che la tradizione popolare italiana si concentra molto sull’eventuale pioggia che cade in questo mese. L’acqua di maggio, infatti, stando ai proverbi, può fare diverse cose: fa diventare belle le donne, fa ricco il contadino, inganna il villano (perché “par che non piova e si bagna il gabbano) e ancora indica che ci sarà “vino a novembre”.

Sebbene sia un mese pieno di fiori, non sarebbe l’ideale per sposarsi (“Chi si sposa di maggio, malum signum”): questo perché romani e greci avevano per cattivo pronostico lo sposarsi in questo mese, che era dedicato ai Lémuri, cioè le anime dei defunti; per questo anche oggi in alcune regioni si fanno raramente matrimoni nel corso del mese.

Ancora proverbi per il quinto mese dell’anno

Altri proverbi per questo mese sono i seguenti:

  • Chi dorme di maggio, digiuna a settembre.
  • Di maggio si risolvono anche le civette.
  • Febbre di maggio, salute per tutto l’anno.
  • Maggio fresco e ventoso, rende l’anno copioso.
  • Non ci sono vecchi senza dolori, giovani senza amori e maggio senza fiori.
  • Se di maggio rasserena, ogni spiga sarà piena; ma se invece tira vento, nell’estate avrai tormento.

Il calendario dei santi di questo mese

Anche per quel che riguarda il calendario dei santi, c’è un po’ l’ossessione per la pioggia. In pratica, se piove in uno dei questi giorni del mese, si avranno varie conseguenze:

  • 3: Se piove per san Giacomo e Filippo, il povero non ha bisogno del ricco;
  • 10: Se piove durante la novena di sant’Antonino, non ci sarà né olio, né miele, né vino;
  • 26: Se piove per san Filippo Neri, il poveretto non ha bisogno del ricco;
  • 31: Se piove a santa Petronilla, pioverà per quaranta giorni.

Però è anche il mese in cui si può riprendere a mangiare all’aperto o, se preferite, fare qualche picnic. Sono sempre i santi a dettare il calendario:

  • Santa Croce di settembre [14 settembre, Esaltazione della Croce] leva le merende; santa Croce di maggio [il 3 si celebra l’invenzione della Croce, vale a dire il suo ritrovamento], riporta il merendaggio;
  • San Michele di settembre [29, san Michele arcangelo], leva le merende; san Michele di maggio [8 del mese, si ricorda l l’arcangelo sarebbe apparso a san Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto, e gli avrebbe indicato la grotta sul Gargano dentro cui oggi sorge il celebre santuario], riporta il merendaggio.

E ancora: è bene non togliere i vestiti pesanti fino al 26 del mese perché “Fino ai santi fiorentini, non pigliare i panni fini” (i santi fiorenti sono: Zanobi e Maria Maddalena de’ Pazzi che si celebrano il 25 del mese e Filippo Neri il 26).

Fa freddo anche nei giorni 12, 13 e 14 del mese perché “San Pancrazio, san Servazio, san Bonifazio, inverno dei cavalieri”.

Ancora due proverbi sui santi di questo mese:

  • 20: A san Bernardino, la fioritura del lino;
  • 25: Per sant’Urbano il frumento è fatto grano.

Foto | zanna-76 via Pixabay

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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