Marzo

Marzo: poesie, frasi e proverbi per il terzo mese dell’anno

Marzo, il terzo mese dell’anno prende il nome da Marte, dio romano della guerra: era usanza, infatti, iniziare le guerre proprio in questo periodo. Ma, secondo il calendario romano, era anche il primo mese dell’anno, quello in cui tutto comincia, con la primavera per quel che riguarda le stagioni e poi, con l’avvento del cristianesimo, con l’annunciazione dell’arcangelo Gabriele a Maria.

Un mese pieno di vita e di lotte, ma anche un po’ bislacco per via del tempo sempre mutevole, come la vita, appunto. Anche se bisogna dire che con il passare degli anni anche le stagioni stanno cambiando e spesso non c’è più simmetria tra i detti popolari, le frasi famose o le poesie dedicate a un mese specifico.

Frasi per il terzo mese dell’anno

Diamo uno sguardo ad alcune frasi belle e interessanti su questo mese.

  • Era uno di quei giorni di marzo in cui il sole splende caldo e il vento soffia freddo: quando è estate nella luce e inverno nell’ombra. (Charles Dickens)
  • I giardini di marzo si vestono di nuovi colori e le giovani donne in quei mesi vivono nuovi amori. (Lucio Battisti)
  • La forza della paziente attesa, come il febbraio attende il marzo e si protende verso la primavera. Tutto pareva morto e tutto rivivrà. Sotto alle foglie secche crescerà l’erba verde, sui rami brulli gonfieranno le gemme e nasceranno foglie e fiori. Ma l’inverno fu pure necessario… (Adriana Zarri)
  • La primavera è il risveglio della terra. I venti di marzo sono gli sbadigli di prima mattina. (Lewis Grizzard)
  • Marzo è arrivato dentro l’inverno, come il più mansueto e mite degli agnelli, portando giorni che sono croccanti e dorati e formicolanti, ciascuno seguito da un gelido crepuscolo rosa che a poco a poco si perde in un fiabesco chiaro di luna. (LM Montgomery)
  • Marzo è un fanciullo che ride da un occhio, dall’altro piange. (Diego Valeri)
  • Marzo è un maschiaccio con i capelli arruffati, un sorriso malizioso, il fango nelle scarpe e una risata nella sua voce. (Hal Borland)
  • Marzo, mese di attesa (Emily Dickinson)
  • Nuda canta la notte sopra i ponti di marzo (Federico García Lorca)

Poesie per marzo

Ci addentriamo tra i sentieri della poesia per vedere come i poeti hanno visto questo mese. Spesso il mese è raccontato in ottica primaverile – del resto questa stagione inizia in questo mese – e c’è tutto il risveglio della natura a farla da padrone.

Aspettazione, di Diego Valeri

Scrive Diego Valeri (1887-1976) in Aspettazione:

L’albero nella bianca aria di marzo
è un nero segno di volontà chiusa
spia le nuvole ferme in mezzo al cielo
alto. Respira fondo, senza moto.
Dentro si ascolta: aspetta.

Una sera di marzo, di Alfonso Gatto

Alfonso Gatto (1909-1976), dal canto suo, si sofferma sulla sera:

Fu in quel tempo di marzo che nel cielo
guardando alla città di sera, al volo
delle sue prime rondini, più solo
mi vidi, ma con tutti. Come a un gelo

dischiuso dal tepore, gli occhi fissi
all’accadere di quel mutamento,
ricordavo nel vivere che vissi.
E distratto così nel farmi intento

al mio segreto sorgere dal nulla,
trovavo nella voce le parole
da raggiungere, padre, madre, culla,
la terra che s’illumina nel sole.

Nel cielo di Milano d’agro e d’oro
nella sera di marzo, per l’oriente
affacciata a guardare era la gente
della mia voce e del mio volto, coro

di povertà che invoca dalle cose
il suo nome perpetuo. Non rispose
l’azzurro che vedevo farsi oscuro
presentimento, non rispose il muro.

Canzone per il sole, di Takis Tsiakos

Bella la Canzone per il sole scritta dal poeta greco Takis Tsiakos (1909-1997), nella traduzione di Cristino G. Sangiglio:

Così immaginai e così promisi,
e un Marzo ho legato al collo
con un nastro di seta bianca e rossa.
Ed ora sto lottando col sole.

E dico: catturerò la luce che spande
sulla riva – chissà cadrà in una rete
o s’impiglierà a un amo –
se farò filo e filatura.

Tanto e tanto desiderio m’ha preso
di mettermi un vestito tutto oro,
di vestirmi di luce e di sole!
E avere per amuleto il sole.

Che male c’è, o sorte che mi tormenti?
benedico la tua immensa Grazia.
Mio Dio, ch’io solo mi consumi per il sole.

Fiorisce di marzo il mare, di Nico Orengo

Continuiamo questo excursus poetico sul terzo mese dell’anno con un componimento di Nico Orengo (1944-2009):

Fiorisce di marzo il mare
in cristalli di spuma,
barchette di san Giovanni
che s’arenano e sfanno
in gelatine chiare
sulle alghe della spiaggia:
fresche avvertono
che son fiorite
le calendole del fondale.

Una filastrocca per il terzo mese dell’anno

Infine, una filastrocca di Maria Loretta Giraldo tratta da Rime per tutto l’anno che sottolineano come il tempo in questo mese dell’anno sia così vario:

Marzo, pazzo, picchiatello,
luce chiara, cielo terso
e poi nubi di traverso,
acquazzone, vento, ombrello
si scompiglia l’universo.
E poi, ancora, tempo bello.

Proverbi marzolini

  • Marzo asciutto, pane dappertutto (o anche: gran per tutto).
  • Al primo tuon di marzo escono fuori tutte le serpi.
  • Marzo cambia sette cappelli al giorno.
  • Chi mise marzo in primavera fece male.
  • Marzo ha comprato la pelliccia a sua madre e tre giorni dopo l’ha venduta.
  • In marzo dovrebbe piover poco, sol da bagnar la coda a un topo.
  • Marzo marzotto, il giorno è lungo come la notte.
  • Neve marzolina, dura dalla sera alla mattina.
  • Marzo pazzerello, guarda il sole e prendi l’ombrello.
  • Pace tra suocera e nuora, dura quanto la neve marzola.
  • Se brina il 25 marzo, non avremo più gelate.
  • Se marzo entra come un leone, esce come un agnello.
  • Il sole di marzo muove ma non risolve.
  • Marzo non ha un dì come l’altro.
  • Vento di marzo non finisce presto.
  • Marzo è pazzo.

La saggezza popolare nel calendario dei santi per questo mese

Per quel che riguarda il calendario dei santi c’è da ricordare che in questo mese solitamente cade la Pasqua, come dice il proverbio: «Di marzo ai ventidue, vien la Pasqua più bassa, d’aprile ai venticinque, ci arriva e mai li passa». Altre date significative sono le seguenti:

  • 19 San Giuseppe
    • Per san Giuseppe, si cena e si va a letto.
  • 25, Annunciazione del Signore (ricordiamo che secondo alcuni antichi calendari la festa dell’Annunciazione del Signore segnava l’inizio del nuovo anno)
    • Per l’Annunziata, la rondine è tornata; se non è arrivata, è per strada o è malata.
    • Per l’Annunziata, la zucca è nata.
    • La canapa per l’Annunziata, o seminata o nata.
    • Fino alla Vergine Annunziata, ogni erba fa insalata.

Come si sarà notato in questo elenco di proverbi marzolini dedicati ai santi non c’è quello celeberrimo che annunciava l’arrivo della primavera per la festa di san Benedetto. In precedenza per il giorno 21 era valido questo proverbio: «Per San Benedetto, la rondine sotto il tetto», ma oggi la festa di san Benedetto è stata spostata all’11 luglio e quindi il proverbio non ha più un aggancio con il calendario dei santi. Tuttavia resta molto ben radicato nella memoria popolare e questo è un dato di fatto che non può essere passato sotto silenzio.

Foto | Di Alfons Maria Mucha [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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