Le più belle frasi di Federico García Lorca
Le più belle frasi di Federico García Lorca

Le più belle frasi di Federico García Lorca

Federico García Lorca (Fuentevaqueros, Andalusia, 5 giugno 1898 – Víznar, Andalusia, 19 agosto 1936) è stato un poeta e drammaturgo spagnolo, ucciso durante la Guerra civile spagnola. A oggi è il poeta spagnolo più letto di tutti i tempi.

Dalle sue poesie e dalle sue opere in genere abbiamo estratto alcune sue frasi in modo da poterlo conoscere meglio. Se poi dalla lettura di queste frasi di Federico García Lorca vi scatta la molla per farvi leggere i suoi libri, allora avremo colto nel segno.

20 frasi di Federico García Lorca

  • Ah, che fatica mi costa amarti come ti amo!
  • Ardere di desiderio e tacere è la più grande punizione che possiamo infliggere a noi stessi.
  • Bisogna esprimere il profumo racchiuso nelle nostre anime! Bisogna essere tutti canto, luce e bontà. Bisogna aprirsi interamente di fronte alla notte nera, per riempirci di rugiada immortale!
  • Chi si muove crea, chi sta fermo sogna.
  • Colui che danza cammina sull’acqua e dentro una fiamma.
  • Così come non mi sono preoccupato di nascere, non mi preoccupo di morire.
  • Cura la mia follia con le parole, sennò lasciami alla serena notte dell’anima che eterna dura oscura.
  • Gli alberi tessono il vento, e le rose lo tingono del loro profumo.
  • Gli antichi sapevano molte cose che noi abbiamo dimenticato.
  • Il mare sorride da lontano. Denti di spuma, labbra di cielo.
  • Il teatro è poesia che esce da un libro per farsi umana.
  • La più terribile delle sensazioni è quella di aver perso la speranza.
  • La poesia non cerca seguaci, cerca amanti
  • La poesia serve per nutrire quel granello di pazzia che tutti portiamo dentro e senza il quale è imprudente vivere
  • La vita non è sogno. Sveglia! Sveglia! Sveglia!
  • Mi sono seduto in una radura del tempo.
  • Mi vedo nei tramonti e un formicaio di gente cammina nel mio cuore.
  • Ogni libro è un giardino. Beato colui che lo sa piantare e fortunato colui che taglia le sue rose per darle in pasto alla sua anima!
  • Porto le caravelle dei sogni verso l’ignoto, e ho l’amarezza solitaria di non sapere la mia fine e il mio destino.
  • Vorrei essere sulle tue labbra per spegnermi nella neve dei tuoi denti.

Foto | By sinaloaarchivohistorico [No restrictions], via Wikimedia Commons

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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