Il Mahatma Gandhi (1869-1948)
Il Mahatma Gandhi (1869-1948)

Mahatma Gandhi: il suo pensiero in 70 frasi

Mohandas Karamchand Gandhi, detto il Mahatma (cioè: Grande anima) nacque il 2 ottobre 1869 a Porbandar, sulla costa occidentale dell’India. Nel 1887 si trasferì a Londra dove studiò diritto e imparò il francese, il latino e le scienze.

In quel periodo lesse diversi testi teosofici e la Bibbia: rimase vivamente impressionato dalle analogie ravvisate tra il «Discorso della montagna» di Gesù e la «Bhagavad Gita» (Il canto del Beato, poema di contenuto religioso ed etico appartenente alla grandiosa epopea del Mahabharata; è considerato il Vangelo dell’induismo).

Divenuto avvocato, rientrò per un breve periodo in India, quindi si recò in Sudafrica dove partecipò attivamente alla lotta contro le discriminazioni razziali.

Tornato in India, Gandhi fu tra i principali artefici dell’indipendenza, sostenendo sempre il primato della religiosità individuale sulla politica e testimoniando i principi della tolleranza, della verità,della signoria su se stessi e della non-violenza attiva. Fu assassinato da Nathuram Godse, un fanatico indù radicale, il 30 gennaio 1948. Aveva 79 anni.

70 frasi di Gandhi

Per conoscere meglio il pensiero di Gandhi proponiamo una serie di sue frasi, dividendole in due serie: in una prima ci soffermiamo sulla non-violenza, punto cardine del pensiero e della vita di Gandhi; nella seconda lo sguardo si allarga ad altre tematiche, sempre care al cuore del Mahatma.

Frasi del Mahatma Gandhi sulla non-violenza

  • Il fine da perseguire è la felicità dell’uomo congiunta al suo pieno sviluppo intellettuale e morale. Questo fine può raggiungersi con il decentramento. Il sistema dell’accentramento è incompatibile con una struttura non-violenta della società.
  • L’economia che ignora o trascura i valori morali è fallace. L’estensione della legge della non-violenza alla sfera dell’economia significa null’altro che l’introduzione dei valori morali nelle regole del commercio internazionale.
  • L’eguaglianza economica è la chiave di volta dell’indipendenza non-violenta.
  • L’uomo ha costantemente progredito verso la non-violenza. I nostri più remoti antenati erano cannibali. Poi sopraggiunge un’epoca in cui ne ebbero abbastanza di cannibalismo e cominciarono a vivere di caccia. In seguito venne il momento in cui l’uomo si vergognò di fare la vita del cacciatore errabondo. Perciò si dedicò all’agricoltura e si affidò soprattutto alla madre terra per averne cibo. Così, da nomade che era, si fissò in una vita stabile e incivilita, fondò villaggi e città, e da membro di una famiglia diventò membro di una comunità e di una nazione. Tutti questi sono indizi del progredire della non-violenza e del regredire della violenza.
  • La non-violenza è il culmine del coraggio.
  • La non-violenza è la forza più grande di cui l’umanità dispone. La sua potenza supera quella della più potente arma di distruzione che l’ingegno umano possa inventare.
  • La non-violenza è la legge della nostra specie, come la violenza è la legge dei bruti. Lo spirito resta dormiente nel bruto, ed egli non conosce altra legge che quella della forza fisica. La dignità dell’uomo esige ubbidienza a una legge più alta, alla forza dello spirito.
  • La non-violenza e la viltà vanno male insieme. Posso immaginare un uomo completamente armato che in fondo sia un vile. Il possesso di armi sottintende un elemento di paura, se non di viltà. Ma la vera non-violenza è impossibile, se non si possiede autentico coraggio.
  • La non-violenza non è una virtù monacale destinata a procurare la pace interiore e la salvezza eterna, ma una regola di condotta necessaria alla società, per chi vuol vivere nel rispetto della dignità umana e progredire verso il raggiungimento della pace a cui l’umanità da sempre aspira.
  • La non-violenza per me non è un semplice principio filosofico. È la regola e il respiro della mia vita… Non è questione di intelletto, ma di cuore.
  • La somma dell’esperienza dei saggi del mondo è a nostra disposizione e lo sarà per tutto il tempo a venire. Non vi sono molte verità fondamentali, ma una solva verità fondamentale, che è la Verità stessa, conosciuta altrimenti come Non-violenza.
  • Le grandi nazioni dovrebbero cessare di credere nella competizione che uccide l’anima e rinunciare a desiderare la moltiplicazione dei bisogni e, quindi, l’accrescimento dei beni materiali. Oso affermare che la dottrina della non-violenza resta valida anche tra stati e stati.
  • Per quanto possa condividere e ammirare una degna causa, mi oppongo irriducibilmente a qualunque metodo violento, seppure al servizio della più nobile delle cause.
  • Se per forza s’intende la forza morale, allora la donna è infinitamente superiore all’uomo. Non ha maggiore intuizione, maggiore abnegazione, maggior forza di sopportazione, maggior coraggio? Senza di lui l’uomo non potrebbe essere. Se la non-violenza è la legge della nostra esistenza, il futuro è con la donna. Chi può fare appello al cuore più efficacemente della donna?

Altre frasi della Grande Anima

  • Al pari degli uccelli e degli animali, ciascuno uomo ha un uguale diritto alle cose necessarie per vivere.
  • C’è un ordine nell’universo, c’è una legge immutabile che governa ogni cosa e ogni essere che esiste o vive.
  • Credo nell’assoluta unicità di Dio e, quindi, dell’umanità. Che importa se abbiamo molti corpi? Abbiamo un’anima sola. I raggi del sole sono molti per via della rifrazione, ma hanno la stessa fonte. Perciò non posso separarmi dall’anima più malvagia, né può essermi rifiutata l’identità con quella più virtuosa.
  • Dobbiamo rifiutare di lasciarci togliere la terra da sotto i piedi. Un uomo che affoga non può salvare gli altri.
  • È assolutamente giusto avversare e combattere un sistema, ma avversare e combattere l’autore equivale ad avversare e combattere se stessi.
  • È la natura sociale dell’uomo a distinguerlo dalla materia bruta. Per quanto l’indipendenza sia un suo privilegio, l’interdipendenza è allo stesso modo un suo obbligo. Solo un uomo arrogante pretende di essere indipendente da tutti e di bastare a se stesso.
  • È necessaria una disciplina rigida, di ferro, per ottenere qualcosa di grande e duraturo. Una simile disciplina non si conquista con il puro dibattito accademico, o con il ricorso alla ragione e alla logica. La disciplina si impara alla scuola delle avversità.
  • Finché un uomo non si pone di sua libera volontà ultimo tra le creature sue simili, non vi è salvezza per lui.
  • I doveri verso se stessi, la famiglia, il paese e il mondo non sono indipendenti l’uno dall’altro. Non si può servire il paese facendo torto a se stessi o alla famiglia. Similmente, non si può servire il paese facendo torto al mondo in generale.
  • Il coraggio è il primo requisito della spiritualità. I vili non possono mai essere morali.
  • Il fatto che vi siano ancora tanti uomini vivi nel mondo, mostra che esso si fonda non sulla forza delle armi, ma sulla forza della verità e dell’amore. Perciò la prova maggiore e più inattaccabile di questa forza si trova nel fatto che, nonostante le sue guerre, il mondo continua a vivere.
  • Il fine supremo da considerare è l’uomo.
  • Il marito e la moglie si fondono l’uno nell’altra. Sono uno in due, o due in uno.
  • Il nostro contributo al progresso del mondo deve consistere nel mettere ordine nella nostra casa.
  • Il vero ornamento della donna è la sua indole, la sua purezza.
  • L’assoggettamento delle subdole passioni mi sembra molto più difficile della conquista fisica del mondo con la forza delle armi.
  • L’umanità non è divisa in compartimenti stagni che precludono di passare dall’uno all’altro. Se anche li si contasse a migliaia resterebbero nondimeno collegati gli uni agli altri.
  • La capacità di adattamento non è imitazione. Significa invece facoltà di resistenza e di assimilazione.
  • La civiltà, nel senso del termine, non consiste nella moltiplicazione, ma nella volontaria e deliberata restrizione dei bisogni. Questa soltanto porta la felicità e il vero appagamento, e accresce la facoltà di servire. Un certo grado di armonia e benessere fisico è necessario; ma oltre questo livello diventa un impaccio, anziché un aiuto. Perciò l’ideale di creare un numero illimitato di bisogni e di soddisfarli me sembra un’illusione e un’insidia. A un certo punto, la soddisfazione dei bisogni fisici, e anche dei bisogni intellettuali del proprio io limitato, deve subire un brusco arresto prima di degenerare in voluttà fisica e intellettuale. Bisogna ordinare la propria vita fisica e intellettuale in modo che non impacci il servizio all’umanità, verso il quale si dovrebbero concentrare tutte le proprie energie.
  • La condizione prima di un’attitudine umana è un poco di umiltà, un poco di diffidenza sulla correttezza della propria condotta e un poco di disponibilità.
  • La forza non viene dal vigore fisico. Viene da una volontà indomabile.
  • La libertà esteriore sarà esattamente proporzionale alla libertà interiore alla quale potremo esserci elevati in un dato momento.
  • La mia opera sarà compiuta quando sarò riuscito a convincere la famiglia umana che ogni uomo donna, per quanto fisicamente debole, è il difensore della propria libertà e del rispetto nei propri confronti; e che questa difesa è destinata a prevalere anche se tutto il mondo si schierasse contro il singolo che resiste.
  • La musica divina scorre incessantemente dentro di noi, ma i sensi rumorosi sommergono questa musica delicata, che è diversa a infinitamente superiore a qualsiasi cosa possiamo percepire o ascoltare con i nostri sensi.
  • La purezza della vita è l’arte più alta e vera.
  • La religione è un unico albero con molti rami. In quanto rami, si può dire che le religioni sono molte, ma in quanto albero, la religione è una sola.
  • La vera conoscenza della religione abbatte le barriere tra fede e fede.
  • La vera fonte dei diritti è il dovere. Se adempiamo ai nostri doveri, non dovremo andare lontano a cercare i diritti.
  • La vera moralità non consiste nel seguire la via battuta, ma nel trovare il sentiero vero per noi e nel seguirlo senza paura.
  • La verità risiede in ogni cuore umano, e qui bisogna cercarla; bisogna lasciarsi guidare dalla verità quale ciascuno la vede. Ma nessuno ha il diritto di costringere gli altri ad agire secondo la propria visione della verità.
  • La vita è un anelito. Il suo compito è tendere alla perfezione, che è realizzazione di sé. L’ideale non deve essere abbassato per via delle nostre debolezze o imperfezioni.
  • La voce di nessun uomo potrà mai giungere dove giunge la sottile, silenziosa voce della coscienza.
  • Le nazioni rimangono unite perché vi è reciproco rispetto tra gli individui che le compongono. Un giorno dovremo estendere la legge nazionale all’umanità, così come abbiamo esteso la legge familiare per formare le nazioni – una famiglia più grande.
  • Lo spirito della democrazia non è un meccanismo che si può mettere a punto con l’abolizione delle forme. Esso richiede un cambiamento del cuore.
  • Nel momento in cui desidera moltiplica le sue esigenze quotidiane, l’uomo fallisce nella ricerca di un ideale di vita semplice e di pensiero elevato. La felicità dell’uomo risiede nella soddisfazione.
  • Nell’uomo la ragione stimola e indirizza la sensibilità, nel bruto l’anima è sempre addormentata. Risvegliare il cuore vuol dire risvegliare l’anima addormentata.
  • Nella natura c’è una fondamentale unità, che passa attraverso tutte le diversità attorno a noi. Le religioni sono date all’umanità per rendere più rapido il percorso verso la consapevolezza di questa unità.
  • Non conosco nessuna religione separata dall’attività umana. Essa fornisce un fondamento morale a tutte le altre attività, che altrimenti ne mancherebbero riducendo la vita a un groviglio di «rumore e furore privi di significato».
  • Non importa quanto insignificante possa essere la cosa che dovete fare, fatela meglio che potete, prestate tutta l’attenzione che prestereste alla cosa che considerate più importante.
  • Non possedere e non rubare sono alleati.
  • Non riesco a immaginare nulla di più nobile di questo: per un’ora al giorno, diciamo, tutti dovremmo fare il lavoro che devono fare i poveri; e così ci identificheremmo con loro e, attraverso di loro, con l’umanità intera.
  • Non traccio una linea di divisione netta e non faccio nessuna distinzione tra economia ed etica.
  • Occhio per occhio, e tutto il mondo diventa cieco.
  • Offendere un singolo essere umano è offendere le forze divine e perciò offendere non solo quell’essere, ma con lui il mondo intero.
  • Ogni qual volta vedo un uomo che sbaglia, mi dico che io ho pure sbagliato; quando vedo un uomo sensuale, mi dico, lo fui anch’io un tempo; e così mi sento affine a ciascuno nel mondo, e sento di non poter essere felice senza che lo sia il più umile tra noi.
  • Per educazione intendo l’espressione completa del meglio nel fanciullo e nell’uomo: corpo, mente e spirito.
  • Per quanto vi sia repulsione nella Natura, essa vive di attrazione. L’amore reciproco permette alla Natura di durare.
  • Perciò, dato che non penseremo mai tutti nello stesso modo e vedremo la verità per frammenti e da diversi angoli di visuale, la regola d’oro della nostra condotta è la tolleranza reciproca. La coscienza non è la stessa per tutti. Quindi, mentre essa rappresenta una buona guida per la condotta individuale, l’imposizione di questa condotta a tutti sarebbe un’insopportabile interferenza nella libertà di coscienza di ognuno.
  • Proprio perché oggigiorno ciascuno rivendica il diritto della coscienza senza affrontare nessuna disciplina di nessun genere, tanta menzogna viene dispensata a un mondo confuso. Tutto quello che in vera umiltà posso rivelarvi è che nessuno trova la Verità se non possiede un grande senso di umiltà. Se volete nuotare nel grembo dell’oceano della Verità, dovete ridurvi a zero.
  • Quando la misura e la gentilezza si aggiungono alla forza, quest’ultima diventa irresistibile.
  • Ritengo che la vera educazione dell’intelligenza proceda soltanto da un appropriato esercizio e addestramento degli organi del corpo, le mani, i piedi, gli occhi, le orecchie, il naso, ecc. In altre parole, l’uso intelligente degli organi del corpo in un fanciullo costituisce il mezzo migliore e più rapido per svilupparne l’intelligenza. Ma se lo sviluppo della mente e del corpo non va di pari passo con un corrispondente risveglio dell’anima, il primo da solo si dimostrerebbe una faccenda ben misera e squilibrata. Per educazione spirituale intendo educazione del cuore.
  • Scopo principale della vita è vivere rettamente, pensare rettamente, agire rettamente. Quando si è attenti unicamente al corpo, l’anima è destinata a languire.
  • Se un uomo giunge al cuore della propria religione, è giunto al cuore anche delle altre.
  • Secondo la più alta legge morale, dovremmo lavorare incessantemente per il bene dell’umanità.
  • Ti devi opporre al mondo intero anche a costo di rimanere solo. Devi fissare il mondo negli occhi anche se può succedere che il mondo ti guardi con occhi iniettati di sangue. Non temere. Credi in quella piccola cosa dentro di te che risiede nel cuore e dice: «Abbandona amici, moglie, tutto; ma porta testimonianza a quello per cui sei vissuto e per cui devi morire».
  • Uso il termine «religione» nel suo significato più vasto, intendendo con esso realizzazione o conoscenza di sé.

Via | Saggezze. 365 pensieri di Maestri dell’India
Foto | Di sconosciuto [Public domain o Public domain], attraverso Wikimedia Commons

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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