Jacob e Wilhelm Grimm

8 cose da sapere sui fratelli Jacob e Wilhelm Grimm

Vi sono nomi più favolosi di altri. Nomi che nel mito e nella favola nascono, prosperano, diventano la voce e la penna del racconto popolare, della storia che, tra fate soavi e streghe bitorzolute, tra principi senza macchia e mele perfidamente avvelenate, educano e ammaestrano con zelo o fervore. Tra tutti questi autori innamorati della magia e del folklore si stagliano sotto un cielo tempestoso, all’ombra delle gelide guglie del freddo Nord, Jacob e Wilhelm Grimm.

Alcune curiosità su Jacob e Wilhelm Grimm

Un connubio letterario di grande successo, quello dei fratelli Grimm. Un successo che, come spesso accade, nasconde però tra le sue pieghe piccoli e grandi segreti. Un bandolo da districare a piccoli passi, ma col fiato sospeso. Sì, avete visto giusto, oggi vi sveleremo 8 cose sui fratelli Grimm che tutti i lettori di fiabe (grandi e piccini che siano poco importa) dovrebbero, in un modo o nell’altro, conoscere. Buona lettura.

1. Come molti dei loro personaggi i fratelli Grimm passarono “dalle stalle alle stelle”

Se è vero che i Grimm nacquero in una famiglia benestante, è altrettanto noto che dopo la prematura morte del padre nel 1796, la famiglia piombò nella povertà più nera. I due fratelli dovettero affrontare una lunga serie di difficoltà. Questo non li scoraggiò e il successo, ottenuto anni dopo con le loro fiabe, li ricompensò poi per tutti gli anni di povertà.

2. Jacob e Wilhelm Grimm studiarono legge

Il padre era stato un funzionario dello stato e i due fratelli pensavano di svolgere la sua medesima attività. Per questo si iscrissero alla facoltà di legge. Tuttavia Jacob e Wilhelm Grimm capirono ben presto che ciò che univa il popolo tedesco non era la legge ma la lingua. Iniziarono, così, a studiare la letteratura del loro paese. Dagli studi alla scrittura e al racconto il passo fu poi breve.

3. Più del 50% delle storie scritte dai fratelli Grimm rischiò di andare perduto

I fratelli Grimm accolsero la richiesta d’aiuto dello scrittore Clemens Brentano di setacciare il folklore tedesco e salvare più storie possibili dall’oblio Jacob e Wilhelm Grimm raggrupparono ben 49 storie, ma Brentano se le dimenticò in una chiesa. Fortunatamente i due scrittori ne avevano fatto una copia e le storie così raccolte convogliarono nella prima edizione (targata 1812) delle loro celebri fiabe.

4. I fratelli Grimm fecero parte di un gruppo politico chiamato i Sette di Gottinga

I fratelli lavoravano come professori e bibliotecari presso l’università di Gottinga. Protestarono contro alcune decisioni prese dal nuovo re Ernesto Augusto che mirava a modificare la Costituzione del regno di Hannover e per questo andarono incontro al licenziamento. Fecero parte, così, dei 7 di Gottinga che coraggiosamente si opposero al monarca.

5. Benché molte favole siano oggi indissolubilmente associate al loro nome, non furono i fratelli Grimm a inventare le storie

Molte storie raccontate da Jacob e Wilhelm Grimm, inclusa Cenerentola, vengono da molto lontano, hanno attraversato interi continenti e differenti culture .I fratelli Grimm le hanno solo raccolte, affinate e rese più coerenti e fruibili dal pubblico.

6. Le storie in origine non erano state scritte per i bambini

Le storie raccolte dai fratelli Grimm miravano a raccogliere la storia e la tradizione del popolo germanico. Farne un corpo coeso che testimoniasse le vicende e le credenze di un intero popolo. Non mancavano, tuttavia, dettagli oscuri e fatti violenti che non le rendevano adatte a un pubblico di giovani lettori. Questo rappresentò inizialmente un ostacolo per la loro diffusione.

7. Jacob e Wilhelm Grimm lavorarono molto per rendere i testi adatti ai più piccoli

I fratelli Grimm dovettero intervenire più volte per correggere le proprie storie. Storie che alcuni pensavano poco adatte ai bambini. Così nella nuova versione vergata dai celebri fratelli, Rapunzel non rimase più incinta, le sorellastre tralasciarono di amputarsi i piedi che non entravano nella celebre scarpetta e la madre di Biancaneve diventò magicamente la cattiva matrigna.

8. Hitler usò le storie dei fratelli Grimm come simbolo e incarnazione della patriottismo germanico

Jacob e Wilhelm Grimm scrissero le loro fiabe quando in Europa divampavano le guerre napoleoniche, infondendovi tutto il loro patriottismo di cittadini tedeschi. Un fatto che piacque a Hitler, il quale più di un secolo dopo decretò che le fiabe dei fratelli Grimm venissero insegnate e lette in tutte le scuole tedesche.

Via | Mentalfloss
Foto | Hermann Biow, Public domain, attraverso Wikimedia Commons

Giorgio Podestà

Giorgio Podestà

Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon). Con Graphe.it ha pubblicato la silloge poetica «E fu il giorno in cui abbaiarono rose al tuo sguardo» e il saggio «Breve storia dei capelli rossi».

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