Ispirazioni di Cime tempestose

Cime tempestose: alla scoperta delle ispirazioni nascoste del romanzo di Emily Brontë

Quasi due secoli sono passati dalla pubblicazione di Cime tempestose, ma il mistero che lo attraversa, che alimenta fin da subito le sue pagine non sembra schiarirsi o placarsi. Nonostante lo sforzo di critici e lettori, ansiosi da sempre di risolverne l’enigma. Di cercare (e trovare) il bandolo della matassa, il suo segreto resta ahimè ben custodito.

Caparbiamente chiusa in un alone di mistero rimane d’altronde anche la sua stessa autrice. Non vi è dubbio, infatti, che Emily sia la più sfuggente ed enigmatica delle sorelle Brontë. Un rompicapo di cui inutilmente si cerca da decenni una soluzione. Un’illuminazione più o meno risolutiva.

Così a distanza di molti anni le domande rimangono aperte e il dilemma di quel romanzo oscuro e rabbrividito, dove l’odio e l’amore lottano in un corpo a corpo disperato e folle continua a sogguardarci maliziosamente.

Alla scoperta delle possibili ispirazioni di Cime tempestose

Sicuramente il paesaggio della brughiera, che le sorelle Brontë conoscevano tanto bene, informa dall’inizio alla fine Cime tempestose (Emily adorava passeggiare per quelle lande desolate).

Ponden Hall in cui Emily e Anne trovarono rifugio durante una frana servì forse d’ispirazione per l’abitazione dei Linton (Thrushcross Grange), così come le atmosfere gotiche di High Sunderland Hall dovettero in un modo o nell’altro suggestionare il cuore della giovane scrittrice che fin dalla prima giovinezza aveva conosciuto molto da vicino il dramma della malattia e della  morte (morte destinata a fare strage di buona parte della famiglia Brontë).

A lungo si è indagato anche sulla sua vita sentimentale, cercando un qualche legame d’amore. Qualche intenerimento del cuore (o, come avrebbe detto Stefan Zweig, sovvertimento dei sensi). Si è fatto di quando in quando il nome di William Weightman, giovane curato al servizio del padre, ma a quanto pare il flirt, se mai ci fu veramente, fu con Anne e non con Emily.

Il mistero dunque permane. Un’ostinazione che, dopo due secoli, rende Cime tempestose ancora più vivo e, lasciatemelo dire, intrigante.

Via | Mentalfloss
Foto | DepositPhotos

Giorgio Podestà

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