Madame de Staël

Madame de Staël: la vita e le opere di una donna straordinaria

Leggendo le date e i luoghi che come un sipario aprono e chiudono la vita di Madame de Staël “Parigi 22 aprile 1766 – Parigi 14 luglio 1817” parrebbe quasi che la celebre scrittrice non si sia mai mossa dalla capitale francese. In verità nella sua movimentatissima esistenza viaggiò molto. Viaggi per piacere (potremmo citare qui Italia e Germania) o esili forzosi (le rive del lago di Ginevra).

Madame de Staël, moglie del barone svedese Erik Magnus Staël von Holstein e figlia di quel Nacker che industriosamente aveva cercato di sistemare le finanze francesi sotto il regno di Luigi XVI, fu l’incontrastata e riverita regina dei salotti letterari, l’amica acuta e coltissima di filosofi e scrittori, l’autrice intrepida di Corinna o l’Italia, libro che introduceva non solo la nuova estetica del Romanticismo, ma si affermava anche come il primo romanzo femminile dell’Ottocento.

Invisa a Napoleone e al suo entourage per le sue prese di posizione considerate anti-francesi (la sua ammirazione per la Germania non era certo ben vista da Bonaparte che fece sequestrare il suo De l’Allemagne, in cui la scrittrice sottolineava come il popolo tedesco fosse un popolo più di pensiero che d’azione) la nobildonna dovette lasciare Parigi e trasferirsi nel suo castello sul lago di Ginevra, dove diede vita a un nuovo e ricercatissimo salotto, meta di ritrovo delle menti più effervescenti del periodo. Solo dopo il crollo dell’Impero e la caduta di Napoleone, Madame de Staël poté rientrare ufficialmente a Parigi e fu qui per l’appunto che spirò poco più che cinquantenne nel caldo luglio del 1817.

Frasi celebri di Madame de Staël

  • Chiunque prevede in politica il domani eccita la collera di quanti non concepiscono altro che la giornata che passa.
  • Fra tutti gli uomini che non mi piacciono, quello che preferisco è sicuramente mio marito.
  • L’uomo volgare scambia per follia il disagio di un’anima che non respira in questo mondo abbastanza aria, abbastanza entusiasmo, abbastanza speranza.
  • La poesia è il linguaggio naturale di tutti i culti.
  • Nella vita non esistono che gli inizi.
  • O donne, voi siete le vittime del tempio in cui siete adorate.
  • Quando una nobile vita si è preparata per la vecchiaia, quello che rivela non è il declino ma i primi giorni dell’immortalità.
  • Una donna che non ha paura degli uomini fa loro paura.

Foto | Marie-Éléonore Godefroid [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

Giorgio Podestà

Giorgio Podestà

Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon). Con Graphe.it ha pubblicato la silloge poetica «E fu il giorno in cui abbaiarono rose al tuo sguardo» e il saggio «Breve storia dei capelli rossi».

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