Georges Eekhoud

Georges Eekhoud, poeta e scrittore belga dalla penna illuminante

Etichette. Spazi rigorosamente circoscritti e, soprattutto, gabbie di varia misura costruite per imprigionare e possibilmente infilzare con uno spillone, degno del più zelante entomologo di questo mondo, il talento. Un destino comune a molti artisti e, ahimè, toccato anche al belga Georges Eekhoud, bollato da diversi critici come un semplice regionalista.

Chi è stato Georges Eekhoud

Tuttavia sotto quella soffocante, ingiusta etichettatura vive e respira un estro ben più vasto e sfaccettato. Un poeta e uno scrittore la cui parola illuminante cade forte e precisa sulla pagina. Rivela scenari e situazioni, sentimenti e tensioni destinati a lasciare un segno profondissimo nel lettore. Storie indubitabilmente cupe, vicende innegabilmente tortuose, dove l’oscurità dell’uomo, le sue infinite tribolazioni e i suoi violenti accecamenti trovano, dopo tanto, inutile peregrinare, un’accoglienza piena nelle opere di Georges Eekhoud. Un asilo letterario, potremmo chiamarlo anche così, per i diseredati. I vagabondi. I grandi e piccoli naufraghi della vita a cui l’autore si dà ogni volta senza esitazioni. Senza mai tirarsi indietro, anzi con un’adesione assoluta. Partecipata quasi fino all’ossessione.

Nato ad Anversa nel maggio del 1854 in una famiglia della buona borghesia di discendenza fiamminga ma di lingua francese, Georges Eekhoud mostrò fin da subito uno spirito anarcoide, le cui simpatie andavano istintivamente ai reietti. A quei destini dolenti o errati (come avrebbe forse detto la nostra Antonia Pozzi) condannati ad abitare inconsolabilmente il mondo.

Myrtes et cyprès

Pubblicato il suo primo libro di poesie Myrtes et cyprès nel 1877, il giovane Eekhoud iniziò a farsi rapidamente conoscere nell’ambiente artistico sia belga sia parigino, stringendo amicizie con poeti del calibro di Paul Verlaine e ricevendo parole di approvazione da Edmond de Goncourt, Joris-Karl Huysmans ed Émile Zola.

Escal-Vigor, romanzo scandalo

Tuttavia ancora più de La nouvelle Carthage, la sua opera forse più celebre, fu Escal-Vigor, primo romanzo omosessuale della letteratura belga, a segnare maggiormente la sua carriera di scrittore. Uno scandalo che rischiò di travolgerlo. Si parlò di mandare libro e autore sotto processo. L’indignazione dell’intellighenzia, insorta contro tale minaccia, fu tale da trasformare il proponimento in una bolla di sapone.

Georges Eekhoud, pacifista

Convinto pacifista, Georges Eekhoud prese una ferma posizione nei confronti della Grande guerra. Un atteggiamento, in quegli anni di folle belligeranza, condiviso da pochi e osteggiato dai più. La sua incondizionata adesione al pacifismo, di fatto, appannò la sua immagine pubblica. Il prestigio di cui aveva goduto fino a quel momento.

I suoi libri vennero così in parte dimenticati, lasciati in un cono d’ombra. Soltanto verso la fine della sua esistenza (Georges Eekhoud morì a Schaerbeek il 29 maggio del 1927) le sue opere cominciarono a fare la loro ricomparsa sugli scaffali delle librerie di Bruxelles e di Parigi. Una presenza che, oggi, a un passo dal centenario della scomparsa dello scrittore, vorremmo vedere non solo in Francia o in Belgio, ma anche nelle librerie di casa nostra.

Ringraziamenti

Si ringrazia la signora Michelle Weinstein che, negli archivi della sua famiglia a cui Georges Eekhoud era legato da profonda stima e amicizia, custodisce un tesoretto di libri e documenti dell’autore. Documenti messi molto gentilmente a nostra disposizione.

Un sentito ringraziamento va altresì alla signora Franca Pianaro per il suo prezioso ruolo di intermediazione.

Foto in apertura | SconosciutoUnknown author, Public domain, attraverso Wikimedia Commons

Giorgio Podestà

Avatar Giorgio Podestà

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.