Corrispondenze letterarie: lettere antiche scritte a mano con fiori secchi

Corrispondenze letterarie: 5 carteggi indimenticabili tra grandi scrittori

Passato è il tempo dei carteggi, delle fitte corrispondenze. Il crepitio della carta, l’odore dell’inchiostro, il francobollo che, come un sigillo in filigrana colorata, si incollava con meticolosa attenzione sulla busta. Per non parlare poi della corsa (sempre un po’ trepidante) fino alla buca delle lettere. Dell’attesa che ne seguiva e di come ogni giorno, col fiato corto, si spiava l’arrivo del postino.

Abitudini e gesti una volta consueti e oggi quasi perduti. Tutto, del resto, avviene velocemente, in un istante. Con un distratto e frettolosissimo clic. La posta elettronica – che nulla in verità conserva e trattiene – ha sempre qualcosa di asettico. Di distante. Di lontanante.

Le più belle corrispondenze letterarie del Novecento

Così ci piace ricordare, grazie a questo post dedicato alle corrispondenze letterarie del passato, il tempo in cui scrivere e ricevere lettere era uno dei piccoli, grandi piaceri della vita. Buona lettura.

Joseph Roth – Stefan Zweig, Ombre folli. Lettere 192-1938

Una corrispondenza tra due dei maggiori scrittori di lingua tedesca. Un’amicizia che supererà ostacoli, malumori e diversità temperamentali. Da una parte un Roth cupo, alcolizzato, sempre più dilaniato da demoni che non sembrano mai voler lasciare la presa, dall’altra Zweig con la sua bontà innata, pronto ogni volta a soccorrerlo. A offrigli, stagione dopo stagione, un aiuto spassionato.

Virginia Woolf – Vita Sackville-West, Scrivi sempre a mezzanotte

Virginia Woolf e Vita Sackville-West. Un rapporto nato a poco a poco. Un inizio incerto e poi dal 1924 un infittirsi di incontri, di slanci, di desideri quasi indomabili. Scrivi sempre a mezzanotte raccoglie più di cento lettere che l’autrice di Mrs Dalloway e Vita Sackville-West, rampolla di alto lignaggio, si sono scambiate nel corso della loro lunga ed appassionata amicizia. Una lettura irrinunciabile.

Cristina Campo, Lettere a Mita

240 lettere scritte in un lasso di tempo di ventiquattro anni. Un rapporto, quello tra la Campo e la Pieracci, nato all’ombra di Simone Weil e continuato in uno scambio proficuo. Profondo. Vasto. Certamente (nessuno oserà qui contraddirmi) uno dei carteggi più belli del nostro panorama letterario. Non lasciatevelo scappare!

Albert Camus – Maria Casarés, Saremo leggeri. Corrispondenza 1944-1959

L’incontro nel marzo del 1944 tra l’attrice in fuga dal regime di Franco (il padre era stato primo ministro della Spagna repubblicana) e l’autore della Peste darà il la a una storia d’amore tra le più celebri e intense di tutto il mondo letterario. Queste lettere, scritte nel corso di ben quindici anni, ne sono, tra rotture tumultuose e inevitabili ritorni, la prova provata.

Paul Celan – Nelly Sachs, Corrispondenza

Due poeti. Due anime che si riconoscono. Due sopravvissuti agli orrori della guerra e della follia nazista. Uno vive in Francia, l’altra in Svezia. Le parole d’apertura della Sachs datate 1959: “Tra Parigi e Stoccolma passa il meridiano del dolore e della consolazione” ci rivelano fin da subito il valore umano e poetico, tragico e dolente di questo indimenticabile scambio di lettere tra due grandissimi autori.

Foto | DepositPhotos

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Giorgio Podestà

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