L’asse del mondo è un’asse di dolore. Un moto che nel suo inarrestabile vorticare sprigiona scintille di luce, apre portali di vento, lascia, su un’oscurità fitta e misteriosa, impronte di sole. La poesia di Nelly Sachs, premio Nobel per la letteratura nel 1966, sembra dipanarsi in sorprendenti movimenti concentrici, ruotando – con un’aderenza poetica destinata a lacerare un buio solo in apparenza imperscrutabile – attorno alla mistica della sofferenza. Dentro il segreto inviolabile della morte. Nell’enigma fitto e primigenio del destino umano.
Nelly Sachs: la mistica del dolore nella poesia
Del resto, così ci dicono anche le sue scarne note biografiche, l’esistenza di Nelly Sachs (1891-1970) fu violentemente segnata dal dolore, dalla malattia mentale, dalle brutali vicende storiche che la costrinsero a scappare in Svezia, lontano da quella Germania pronta a consegnarla ai campi di sterminio.
Figlia di un ricco industriale ebreo, scomparso prima dell’inizio della guerra, Nelly Sachs si ritrovò all’improvviso povera e smarrita in un paese non suo. A Stoccolma, dove era arrivata grazie all’interessamento di Selma Lagerlöf, pur di sbarcare il lunario e aiutare la madre duramente provata da quella fuga precipitosa che le aveva lasciate con un pugno di mosche in mano, la poetessa dovette accettare i lavori più umili, incluso quello di lavandaia. La notorietà e la gloria arrivarono infatti soltanto in un secondo tempo.
D’altronde la Sachs preferì vivere sempre molto appartata, lontano dal frastuono dei ritrovi letterari, dal cicaleccio assordante dei salotti mondani dove a gran voce si promuovevano questo o quello scrittore. Una vita, la sua, dunque, sotto il segno della solitudine, del silenzio, di un intimo e dolentissimo ripiegamento.
L’ombra di un amore e il segreto poetico
Eppure sul fondo, a ben guardare, avvolto ancora oggi dal mistero, si intravede l’ombra di un grande amore. La figura sfuggente e indecifrabile di un uomo assassinato dai tedeschi. Una vicenda tragica di cui la poetessa ha parlato poco e fuggevolmente, sottolineandone però l’impatto su tutta la sua poesia. Un riserbo che se ha fatto calare definitivamente il silenzio sui dettagli di quel rapporto ormai tanto lontano, ne ha anche struggentemente, eternamente, indicato i semi poetici.
Opere di Nelly Sachs disponibili in italiano
Per approfondire la conoscenza di Nelly Sachs suggeriamo la lettura delle sue opere.
- Epitaffi scritti sull’aria, a cura di Chiara Conterno, Progedit, Bari 2013.
- Lettere dalla notte (1950-1953), a cura di Anna Ruchat, Giuntina, Firenze 2015.
- Negli appartamenti della morte, a cura di Anna Ruchat, Giuntina, Firenze 2024.
- Paul Celan/Nelly Sachs, Corrispondenza, a cura di Barbara Wiedemann/Anna Ruchat, Il Melangolo, Genova 1966
- Poesie, a cura di Ida Porena, Einaudi, Torino 2006.
Foto | WikiCommons
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