Ed eccoci pronti per il secondo viaggio che vi avevo promesso nelle città che più hanno ispirato la letteratura. Stavolta si tratta di un viaggio intorno al mondo che non ci fa risparmiare chilometri ma che si concentra, in omaggio agli studi che abbiamo fatto, nel Vecchio Continente.
Le città nel mondo che hanno ispirato la letteratura
Anzi, vorrei lanciare un appello agli esperti di letterature extra-europee (e americane): scriveteci quali sono le città in cui sono ambientati i vostri libri del cuore. È sempre bello scoprire nuove destinazioni, con il naso all’insù o anche solo ficcato tra le pagine dell’ennesimo romanzo da leggere.
Parigi che non ha bisogno di presentazioni
Quando si parla di Parigi, più che indicare i motivi per i quali la Ville Lumière ha ispirato grandi romanzi di ieri e di oggi, sarebbe quasi più interessante scovarne altri per cui non dovrebbe! La capitale francese – ci duole un poco all’anima dirlo – è eleganza pura, stile, ma anche amore, romanticismo per eccellenza. Io stessa ho ambientato uno dei pochissimi racconti d’amore che ho scritto (ma con risvolti tragicomici) proprio qui…
Insomma, Parigi, con la sua arte e la sua sofisticatezza non possono che essere raccontate in capolavori del passato come i classici La signora delle camelie, Notre Dame de Paris e I miserabili, ma anche del presente: da Zazie nel metrò di Queneau a Il profumo di Süskind, fino all’indimenticabile L’eleganza del riccio di Muriel Barbery.
Londra, crocevia di popoli e costumi
Se possibile Londra è ancora più cosmopolita di Parigi. È una città fatta di contrasti, in cui si può trovare l’ordine maniacale della City e dietro l’angolo le violenze della periferia, ma proprio per questo è anche la città delle possibilità, della caduta e della rinascita, del buio e della luce, del sogno che a volte si realizza, altre volte si schianta sulla realtà, ma certo non resta chiuso nel cassetto. Qui trovano casa Oliver Twist e Dorian Gray, la Piccola principessa e il maghetto Harry Potter, ma anche il futuro distopico di 1984 o la dipendenza da acquisti della saga I love shopping firmata Sophie Kinsella.
Berlino, guerra, muro e non solo
Quante ne ha viste Berlino in questo secolo, probabilmente quante alcune città minori non ne vedranno in mille, di anni! Basti dire solo che è stata bombardata e fedelmente ricostruita, oggi è la città simbolo della rinascita seppur con il peso della storia, ma con gli occhi ostinatamente orientati verso il futuro. Per questo è diventata la città delle avanguardie, ma anche degli eccessi: non è certo una città semplice, ma sicuramente ha fascino da vendere.
Si può scoprirla abbracciando l’approccio storico di Il cielo diviso di Christa Wolf, La trilogia del secolo di Ken Follett o di Lettera a Berlino di Ian Mc Ewan, ma anche sfogliando Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino di Christane F. o Spatriati di Mario Desiati.
New York e l’insonnia
Devo fare immediatamente una confessione che mi renderà antipatica a molti: non amo New York. Ero piena pregiudizi quando l’ho visitata e sinceramente il viaggio me li ha confermati uno dopo l’altro. A New York è difficile sentirsi a casa, è difficile anche essere visti dalla folla che a ogni minuto del giorno e della notte, nelle sue strade corre, corre, corre. Mi chiedo dove vadano, almeno alcuni.
Così non può che diventare la città che non dorme mai e ha bisogno di luci accecanti, caleidoscopio di esperienze e di etnie: qui si arriva con bagagli di sogni e se ne può uscire trionfanti come triturati. Tutto questo è già evidente in capolavori che ormai qualche lustro lo hanno visto, quali Il grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald o Il giovane Holden di Salinger, ma anche negli odierni Il diavolo veste Prada o la saga Sex and the City dove lei, la City, la Big Apple, è proprio una delle protagoniste.
Foto | tupungato via Depositphotos







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