Un collage con alcune città italiane

Dai canali di Venezia ai vicoli di Napoli: le città italiane nella letteratura

Se siamo d’accordo sul fatto che viaggiare attraverso le pagine di un libro è un’esperienza paragonabile al viaggio vero e proprio, allora vi piaceranno questo e il prossimo pezzo in cui compileremo una sorta di guida delle destinazioni più belle – prima d’Italia e poi del mondo – scoperte attraverso i grandi romanzi. Spesso, infatti, nei libri a raccontare non sono solo i personaggi e le vicende che si dipanano davanti ai nostri occhi, ma anche i luoghi nei quali queste si svolgono, che dicono molto e a volte anche di più degli elementi canonici della storia, spesso rafforzandone il significato, oppure invertendolo, almeno apparentemente. Così quello che dovrebbe essere solo uno “sfondo”, diventa volentieri protagonista, magari autonomo e distaccato da tutto il resto.

Le città italiane che hanno ispirato la letteratura

Per il nostro personale viaggio in Italia, quindi, ho deciso di organizzare un percorso che da nord a sud ci accompagna alla scoperta dei quattro elementi di cui si compone l’intera vita. Partiamo?

Milano, ovvero l’aria

Non è solo un luogo comune, è la verità: Milano è la capitale dell’economia, ma anche della moda, dove tutto gira velocemente, la società, la cultura, il progresso. È qui che bisogna venire per conoscere, appunto “l’aria che tira”, verso dove stiamo andando, cosa c’è di nuovo “nell’aria”. E poi ci sono le splendide guglie del Duomo che, guarda un po’, si stagliano libere nell’aria, arrampicandosi verso il cielo.

Le storie ambientate a Milano non possono che essere influenzate da tutto questo: come Uomini e no di Vittorini, che racconta della città occupata durante la Resistenza, quando spirava “aria di cambiamento”, o Un amore di Dino Buzzati e La pelle di Milano, una meravigliosa corale di racconti di autori vari.

Venezia, ovvero l’acqua

Venezia non ha bisogno di presentazioni: è un labirinto sospeso sull’acqua, sempre in bilico se tuffarsi o no. È la città che si scopre poco a poco, angolo dopo angolo, la città del doppio come il riflesso dei palazzi sull’acqua dei canali, che fanno vedere una realtà a specchio molto diversa.

Tutto questo nascondersi e svelarsi porta l’uomo a tramare nell’ombra, a restare in disparte e spesso, infatti, quest’atmosfera inquietante pervade le pagine dei romanzi che qui trovano vita, dai classici come Il mercante di Venezia di Shakespeare e La morte a Venezia di Thomas Mann, o addirittura Il Milione di Marco Polo, fino all’assai più recente – e immensamente più inquietante – Cortesie per gli ospiti di Ian Mc Ewan.

Roma, ovvero la terra

A Roma la terra si rivela in tutte le sue sfumature: quelle dei gialli e dei marroni del tufo e degli altri materiali in cui è costruita, dai monumenti millenari alle periferie più sgangherate. Storia e fantasia si intrecciano in ogni strada, come realtà e letteratura, perché l’immaginazione non può non correre a briglia sciolta davanti a cotanta bellezza, segno indelebile di un passato glorioso e, ahimé, ormai forse un po’ troppo andato. Ce lo raccontavano già il Pasolini di Ragazzi di vita e il Gadda di Quer pasticciaccio brutto di Via Merulana, ma anche Dan Brown, uno straniero ammaliato dallo straripante fascino dell’eterno, fino ad arrivare alle tavole moderne ma efficaci di Zerocalcare.

Napoli, ovvero il fuoco

Napoli il fuoco ce l’ha dentro il Vesuvio, ma anche fuori, nelle strade, dove pullulano i suoi abitanti chiassosi, colorati, pieni di vita e, appunto, focosi. È la città dei contrasti, dove vitalità e miseria s’incontrano e si sfiorano, come pure le tradizioni millenarie e una modernità non sempre gradita.

Unica nel suo genere, evocativa e poliedrica, Napoli è stata raccontata nel passato da uno dei suoi tanti grandiosi figli, Luciano De Crescenzo in Così parlò Bellavista, ancora prima nel reportage di Anna Maria Ortese Il mare non bagna Napoli e nella saga più moderna dell’Amica geniale. Interessante anche il filone  noir napoletano emergente, dai Bastardi di Pizzofalcone alle avventure del visionario commissario Ricciardi.

Foto | Ratatos via Depositphotos

Roberta Barbi

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