Nel magico mondo dell’editoria e dietro ogni storia o autore, possono celarsi delle curiosità editoriali intriganti, inaspettate o bizzarre. Quando amiamo particolarmente un libro o chi lo ha scritto, siamo spinti a saperne di più di entrambi e ci capita di compiere escursioni per carpirne i segreti o i dietro le quinte, incontrando sorprese che a volte ci fanno chiamare gli amici lettori come noi, esordendo con “Lo sapevi che…?”
Sei curiosità editoriali da conoscere
E allora vi forniamo qualche argomento di conversazione legato proprio a 6 curiosità editoriali che abbiamo scovato per voi.
L’ambiguità in 7 parole
Sapete quale è il racconto più breve al mondo? Composto di sole sette parole, si intitola Il Dinosauro, è di Augusto di Monterroso, scrittore del Guatemala, e lascia al lettore l’interpretazione. Ecco il testo: “Quando si svegliò, il dinosauro era ancora lì”.
Manca il soggetto: chi “si svegliò”? Il dinosauro o qualcun altro che lo vede?
“Era ancora lì” evidenzia un’azione ripetuta, pertanto c’è un “prima” di quel momento.
Dove è ambientato? “Lì”. Semplicemente.
Chi stava dormendo?
Un racconto del 1959 che allude, suscita domande, non concede risposte, offre spunti. Dunque regala la libertà di crearla, la storia che contiene, o di supporla: la sua ambiguità lascia che sia il lettore a rispondere a qualunque domanda.
Come si rigirava nel suo letto Proust
A questo punto tra le curiosità editoriali non possiamo non citare invece il romanzo più lungo al mondo: Alla ricerca del tempo perduto, capolavoro di Marcel Proust scritto tra il 1906 e il 1922, composto di ben 7 volumi e di 3.724 pagine!
Il primo volume incontrò diverse bocciature, e resta famosa nella storia delle bocciature illustri la frase del lettore incaricato dalla casa editrice Ollendorf di fornire un parere in merito alla validità dello scritto:
Sarò particolarmente tonto, ma non riesco a capire come questo signore possa impiegare trenta pagine a descrivere come si gira e si rigira nel letto prima di prendere sonno.
Il desiderio di conoscenza di Moravia
Uno dei più importanti romanzieri del XX secolo, classe 1907, scrittore ma anche sceneggiatore, drammaturgo, giornalista, poeta, critico cinematografico e tanto altro ancora. Dunque “portatore” di uno spessore culturale ricco e vario, frequentò il liceo soltanto un anno e prese a stento la licenza ginnasiale studiando privatamente. Si tratta di Alberto Moravia, il quale non era restio agli studi ma fu costretto a lasciare la scuola quando si ammalò di tubercolosi ossea: pertanto, nessuna pigrizia. Anzi, la sua storia personale ne evidenzia il desiderio di conoscenza, non limitato neppure da seri problemi di salute. E forse non tutti sanno che ricevette ben 21 candidature al Nobel per la Letteratura senza mai vincerlo!
Bocciature che fanno sorridere
Apprezziamo tutti Vincent van Gogh, non è vero? Quasi 900 dipinti, schizzi, disegni e appunti ne mostrano al mondo la riconosciuta genialità. Ne racconta la complessa e affascinante storia Irving Stone, autore di Brama di vivere, biografia romanzata del pittore olandese pubblicata nel 1934 e tradotta successivamente in tante, tantissime lingue. Da questa biografia nel 1956 fu tratto il film omonimo che vide Kirk Douglas impersonare il grande pittore, mentre Anthony Quinn ebbe il ruolo dell’amico Gauguin.
Ebbene, il libro Brama di vivere ebbe ben 17 rifiuti ma il primo è il più “buffo” perché così motivato: “Non c’è proprio nessuna possibilità di vendere un libro che parla d’un pittore olandese sconosciuto”. Parliamo dello stesso libro che in seguito avrebbe raggiunto la modesta cifra di 30 milioni di copie vendute nel mondo.
Quanto spendereste per un libro?
Tra le curiosità editoriali che vi offriamo, non può mancare quanto qualcuno sia disposto a spendere per un libro, sebbene qual qualcuno possa permettersi cifre stratosferiche. Bill Gates, nel 1994, ha acquistato per 16 milioni di dollari il “Codice Leicester” di Leonardo da Vinci. Il diario, un taccuino di non molte pagine venduto all’asta, si è aggiudicato così il primato del libro più costoso mai venduto. Attualmente è stimato più di 49 milioni di dollari, è in lingua italiana e fu scritto tra il 1506 e il 1510
Inventare o non inventare, questo è il problema
Secondo voi è lecito inventare parole? L’Accademia della Crusca accetta come dato di fatto l’uso di parole che si adeguano ai tempi, ma non per questo dichiara di promuoverne l’uso. Spesso leggiamo di polemiche legate all’argomento, compresi pro e contro dell’adattamento del linguaggio al parlato attuale: nel 2023 sono state aggiunte al vocabolario della lingua italiana ben 1000 parole nuove, che includono espressioni come boomer, millenial, e tante altre alle quali lo Zingarelli si è adattato.
Sapete che Shakespeare, il drammaturgo più famoso del mondo, quando non trovava per i suoi testi la parola giusta la inventava? Ha infatti “coniato” ben 1700 parole che oggi fanno parte del dizionario inglese di Oxford! Tra questi, “Gossip” – conversazione casuale (Sogno di una notte di mezza estate). E non si limitò a inventare nuovi termini: trasformò dei nomi in verbi, verbi in aggettivi e si dilettò in accostamenti di parole già esistenti ma mai usati prima.
La bellezza delle curiosità editoriali
Vi lasciamo con una frase di Maurits Escher, incisore e grafico olandese:
Colui che cerca con curiosità scopre che questo di per sé è una meraviglia.
Foto | PhotosVac via Depositphotos







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