Carnevale
Carnevale

Carnevale: etimologia, significato e curiosità

Il Carnevale è una delle feste più sentite, con tutte le sue maschere e balli, sfilate di carri allegorici e dolci di ogni tipo, soprattutto fritti.

Solitamente si festeggia con balli e maschere, alcune delle quali sono comuni a tutta l’Italia, altre invece sono locali. Quasi tutte le celebrazioni carnevalesche terminano con un fantoccio che viene bruciato, a simboleggiare la fine dei festeggiamenti.

Ci sono alcuni festeggiamenti di Carnevale che sono molto famosi: basti ricordare, per esempio, quello di Venezia o di Viareggio o anche quello di Gambettola (che si celebra però il lunedì dell’angelo),o ancora di Rio de Janeiro in Brasile.

Conosciamo un po’ meglio questa festa, tipica dei paesi a tradizione cattolica, e alcuni suoi aspetti.

Carnevale: etimologia, significato e curiosità grammaticali

Carnevale è un nome proprio di una festa. Si tratta di un nome astratto e, come risulta evidente dall’etimologia, è un termine derivato.

Significato etimologico della parola Carnevale

Stando all’etimologia, infatti, il significato della parola deriva dalla locuzione carne-levamen a indicare che è l’ultimo giorno in cui è possibile mangiare carne.

Il giorno dopo del Carnevale, infatti, inizia la Quaresima, periodo in cui per tradizione non si mangia carne (in antico non si mangiava carne per tutta la Quaresima, oggi l’astinenza dalla carne è solo per il mercoledì delle ceneri e per i venerdì di Quaresima).

Con il termine Carnevale si intende, quindi, sia il periodo completo dei festeggiamenti come anche solo il martedì grasso, l’ultimo giorno dei festeggiamenti.

Il significato della parola Carnevale

Ci sono altri due aspetti da considerare dal punto di vista grammaticale e riguardano il diminutivo Carnevalino e l’accrescitivo Carnevalone. Con Carnevalino si indica la prima domenica di Quaresima in quelle località in cui si festeggia un prolungamento dei festeggiamenti ben oltre il Mercoledì delle Ceneri.

Nelle chiese di rito ambrosiano si parla, invece, di Carnevalone, perché ufficialmente il Carnevale termina la prima domenica di Quaresima e non già il mercoledì delle ceneri: quei quattro giorni in più vengono definiti Carnevalone, appunto.

Carnevalesco o carnascialesco?

Infine, un’annotazione sugli aggettivi: si dice carnevalesco o carnascialesco? Si può dire in entrambi i modi e tutti e due gli aggettivi hanno il medesimo significato. La differenza sta nella loro origine. Carnascialesco deriva da Carnasciale, antico nome toscano per indicare la festa; carnevalesco deriva, invece, direttamente da Carnevale. Il primo – carnascialesco – è un aggettivo più ricercato; il secondo – carnevalesco – è più comune. Ma il significato non cambia minimamente.

Quando inizia il Carnevale?

Se è chiara la data di fine del Carnevale (martedì grasso o I domenica di Quaresima per le chiese di rito ambrosiano), non lo è quella in cui la festa comincia. Le varianti sono le seguenti:

  • inizia il giorno di Santo Stefano, cioè il 26 dicembre;
  • inizia il giorno dell’Epifania, vale a dire il 6 gennaio;
  • comincia il 17 gennaio, festa di sant’Antonio abate;
  • inizia la Domenica di Settuagesima, cioè settanta giorni prima di Pasqua.

La versione più accreditata è quella che fa cominciare il Carnevale il giorno 17 gennaio. In ogni caso, solitamente, ricadono nei festeggiamenti soprattutto gli ultimi tre giorni (domenica, lunedì e martedì) e ci si può allargare fino al giovedì precedente (che è il giovedì grasso).

È una festa religiosa?

Il Carnevale non è una festa religiosa (e non è nemmeno un giorno festivo, per questo non è rossa sul calendario), anche se ha a che fare con la religione. Il Carnevale, infatti, come abbiamo detto, è il giorno prima della Quaresima e questa inizia quaranta giorni prima di Pasqua. La data della Pasqua, poi, varia di anno in anno, in base a calcoli che hanno a che fare con la luna nuova di primavera.

Certo è che nel corso dei secoli l’atteggiamento della chiesa cattolica nei confronti di questa festa: se in precedenza era un periodo di preparazione alla Quaresima (il cosiddetto Tempo di Settuagesima), poi è stato condannato in vari modi per via degli eccessi, della troppa “mondanità” della festa e del fatto che spesso in questo periodo la “moralità” va a farsi benedire, per rimanere in tema!

Quel che è sicuro è che i festeggiamenti carnevaleschi affondano le loro radici nelle feste pagane dell’antica Roma e non solo.

Bisogna notare che l’espressione “scherzo da prete” nasce proprio in riferimento a questi giorni di festa ed è di origine medievale: il prete, infatti, organizzava burle, scherzi, barzellette, scenette e lanciava dall’altare castagnole e salsicciotti verso di fedeli. L’idea era quella di rallegrare le persone prima della lunga Quaresima e poi anche ben disporli verso la predica che, notoriamente!, è noiosa.

Foto | Di Lecoeur graveur (Etrennes aux Enfans des Deux Sexes) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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