Storie di donne che hanno ucciso
Storie di donne che hanno ucciso

Storie di donne che hanno ucciso: Lidia Fogarolo indaga le radici della violenza femminile

Perché una donna uccide? Cosa scatena quel momento di lucida follia che porta a un omicidio, se non addirittura a una strage? Si tratta sempre e solo di problemi mentali o ci sono dei tratti comuni che potrebbero aiutarci a capire cosa nasconde un tale gesto? E se sì, possiamo prevenire un omicidio?

La dottoressa Lidia Fogarolo, specializzata in grafologia, aveva già provato a rispondere a queste, e a molte altre domande in Storie di serial killer. Nella mente degli assassini seriali attraverso l’analisi della scrittura. Oggi ci propone un approfondimento che, se possibile, risulta ancora più dettagliato e indagatore dell’animo umano.Anzi, dell’animo femminile.

Storie di donne che hanno ucciso

Storie di donne che hanno ucciso. Le radici della violenza femminile: un contributo psicologico e grafologico
Lidia Fogarolo, Storie di donne che hanno ucciso. Le radici della violenza femminile: un contributo psicologico e grafologico

In questo nuovo lavoro – Storie di donne che hanno ucciso – Lidia Fogarolo ci propone diversi casi di donne che hanno ucciso, analizzando la cronaca, ma anche indagando i tratti psicologici che potrebbero aver portato a un tale gesto, fino ad ampliare la ricerca alla grafologia. Ogni caso presentato è, infatti, accompagnato dalla grafia dell’assassina, e dall’analisi grafologica dell’autrice precisa e puntuale. Analisi, che se da un lato conferma quanto emerso durante i processi dall’altro riesce a insinuare mille dubbi. Perché se l’omicidio è l’atto estremo, l’azione finale, la complessità degli eventi e le conseguenze che hanno portato a una tale decisione non è sempre chiara.

Lidia Fogarolo analizza diverse grafie, varie storie di killer donne, ma riesce anche a creare una divisione netta tra stragi, infanticidi, depressione, bullismo, serial killer cercando di evidenziare, quando presenti, la mancanza di empatia, o la frammentazione, la rabbia o la violenza. In realtà, leggendo le analisi grafologiche si ha come l’impressione di assistere a un evento annunciato: in certi casi, non poteva finire altrimenti, di contro, in altre situazioni nulla poteva far presagire azioni così violente. Nemmeno la scrittura, nemmeno la personalità stessa.

Quante possibilità ci sono che una madre persa i suoi figli in due diverse situazioni collegate entrambe a un incendio dell’abitazione, tutte coperte da polizze assicurative? Come ha potuto pensare, questa donna, che anche la seconda volta nessuno avrebbe sospettato nulla?

La scrittura risulta troppo asciutta, secca, prosciugata di tutti gli occhielli, diventando così pesantemente oscura, nonostante l’ordine e la cura con cui è stato redatto il testo.

Un libro denso

Nella terza parte del libro Lidia Fogarolo sottolinea come le scritture analizzate non evidenzino un temperamento aggressivo. Spesso compaiono segni di difesa che solitamente non risultano aggressivi ma che possono sfociare in momenti di follia. Momenti, appunto, non comportamenti aggressivi, mentre le difese della personalità appaiono molto più evidenti.

Uno stato di paura, che può portare all’immobilismo o alla rabbia. Una paura che genera cautela, ansia, diffidenza, chiusura, vede nella deresponsabilizzazione o nell’infantilismo (e non solo), meccanismi di difesa tipicamente femminili, mentre aggressività o sadismo sono tratti meno presenti, nonostante le azioni, così l’evidente squilibrio psichico.

Storie di donne che hanno ucciso è un libro denso, di non facile lettura, perché impone al lettore di andare oltre molti pregiudizi e stereotipi che spesso abitano il nostro subconscio e categorizzano senza ragione. Adatto anche a chi non conosce la grafologia, ma è interessato all’argomento, perché la dottoressa Lidia Fogarolo spiega nel dettaglio ogni analisi grafologica senza mai dare per scontati collegamenti o intuizioni.

Un libro capace di far riflettere sulla fragilità umana, sulla psiche, sulle intenzioni e le aspettative capaci di sconvolgere nel profondo ognuno di noi.

Il libro

Lidia Fogarolo
Storie di donne che hanno ucciso.
Le radici della violenza femminile: un contributo psicologico e grafologico
EMP, 2020

Anna Fogarolo
Perché una donna uccide? Cosa scatena quel momento di lucida follia che porta a un omicidio, se non addirittura a una strage? Si tratta sempre e solo di problemi mentali o ci sono dei tratti comuni che potrebbero aiutarci a capire cosa nasconde un tale gesto? E se sì, possiamo prevenire un omicidio? La dottoressa Lidia Fogarolo, specializzata in grafologia, aveva già provato a rispondere a queste, e a molte altre domande in Storie di serial killer. Nella mente degli assassini seriali attraverso l’analisi della scrittura. Oggi ci propone un approfondimento che, se possibile, risulta ancora più dettagliato e indagatore…

Score

Il nostro voto

Da leggere

Conclusione : Un libro da leggere, soprattutto se volete andare oltre il giudizio e cercare di comprendere la mente umana, tra meraviglie e oscurità.

Voto Utenti : Puoi essere il primo !

Anna Fogarolo

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