Inghilterra e mondo. Dal 1809 – 1882 in avanti.
L’evoluzionista riluttante
L’alto barbuto Charles Darwin occupa un posto particolare nella storia della scienza e della società. Il fatto che si tratti di un personaggio noto e centrale non significa (purtroppo) che sia compreso quasi del tutto da quasi tutti.
Viene spesso dato per scontato, eppure il darwinismo non esiste proprio, chi studia ne fa a meno, chi prova a definirlo lo fa arbitrariamente.
Era un biologo solitario: a volte ha commesso degli errori, a volte ha cambiato idea, a volte si è dedicato a questioni minori. Di certo, tutti i suoi scritti, anticipati da dati e informazioni raccolti nel primo lunghissimo, splendido, faticoso, biodiverso viaggio di gioventù 1831-1836 (e dal diario che presto pubblicò), sono accomunati da un medesimo filo conduttore, risultato alla prova dei fatti una svolta discriminante nel pensiero scientifico: l’unità di tutta la vita come riflesso dei processi dell’evoluzione.
Molte relative, interconnesse conseguenze concettuali continuano a dimostrarsi tutt’oggi valide, alcune altre non hanno superato la prova del tempo.
Ecco perché conviene riflettere sulla svolta e poi esaminare le idee di Darwin singolarmente, piuttosto che cercare di raggrupparle sotto un marchio. La rivoluzione copernicana contro l’antropocentrismo non può dirsi conclusa, sta a noi e ai posteri continuarla, al proprio interno e collettivamente.
Innanzitutto ribadiamo la teoria di Darwin (confermata da un secolo e mezzo di ulteriori prove biologiche e genetiche): la selezione naturale è un processo senza scopo ma efficace; impersonale, cieco al futuro; non ha fini, solo esiti; da variazioni disordinate, selezionale e accumulate, produce pragmatiche forme di ordine, sopravvivenza e successo riproduttivo, adattamenti complessità diversità.
L’importante opera di David Quammen su Charles Darwin
Il grande giornalista, scrittore e comunicatore scientifico David Quammen (Cincinnati, 1948) non è un biologo e neppure uno storico. Riconosce subito di non avere alcuna formazione accademica di tipo scientifico. Da decenni racconta la biologia evoluzionistica come pochi altri, alcuni aspetti verificati sul campo e la visione d’insieme discussa con tanti scienziati.
La sua eccelsa opera su Darwin fu pubblicata nel 2006, quasi venti anni fa, e presto tradotta in italiano, nel 2008. Viene ripubblicata ora con la stessa traduzione e l’ottima introduzione di Telmo Pievani.
È qualcosa di più e meglio di una biografia. Prende Darwin dal suo rientro in Inghilterra il 2 ottobre 1836: da quel momento non avrebbe più lasciato la Gran Bretagna.
Il ritratto privato di Charles Darwin e la nascita della teoria dell’evoluzione
La maggior parte della sua attività scientifica, per il resto degli anni a venire, avrebbe implicato la lettura di articoli di ricerca, l’intrattenimento di rapporti epistolari, la sperimentazione, dissezione, osservazione dei terreni erbosi e boschivi situati nelle vicinanze, la perspicace riflessione. E una notevole riluttanza a far conoscere le proprie ipotesi pubblicamente (da cui il titolo), in parte connessa a un rigoroso abito di ricercatore scientifico e in parte dovuta anche all’affettuoso intenso legame con la molto credente cugina moglie, con la quale cresce una decina di figli e figlie, talora morti prematuramente (e talora nati psichicamente diversamente abili). Purtroppo per lei (se lo dicono quasi subito), al centro del pensiero e dei lavori di Darwin, vi è un difficile e inquietante materialismo.
Alcuni aspetti de L’evoluzionista riluttante
Il volume dell’autore statunitense resta imprescindibile se si ama la lettura e la vita, un colto incanto narrativo, impostato su capitoli cronologici (1837-1839; 1842-1844; 1846-1851; 1848-1857; 1858-1859; dal 1860 a oggi; 1876-1882). Ovviamente, i riferimenti alle isole e al migrare sono tanti e ancora stimolanti.
Segnalo (per la prossima ristampa o edizione) che ormai l’aggettivo “americano” andrebbe doverosamente tradotto “statunitense” (lo si incontra innumerevoli volte), ancor più oggi.
Per capire che i lombrichi non hanno il senso della musica, negli ultimi anni Darwin si fece aiutare dal suono di piano, contrabbasso e zufolo ben curato da moglie e due figli.
Poco prima di morire, il 19 aprile 1882 gli diedero alcuni cucchiai di whisky, gli piaceva.
Utili la bibliografia (non aggiornata) e l’indice di nomi e opere.
Dopo riprendete cortesemente in mano lo scienziato: per l’opera più famosa, L’origine delle specie, Quammen sostiene a ragione che va bene limitarsi alla prima edizione (novembre 1859).
Il libro
David Quammen
L’evoluzionista riluttante. Il ritratto privato di Charles Darwin e la nascita della teoria dell’evoluzione
Introduzione alla nuova edizione italiana di Telmo Pievani
Traduzione di Silvia Vivan
Raffaello Cortina, 2025
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