Lavorare in libreria
Lavorare in libreria: scrittrici e scrittoi famosi che l'hanno fatto

Lavorare in libreria: autrici e autori famosi che sono stati librai

Generalmente uno dei lavori che più piacciono a chi ama i libri è quello del libraio. Lavorare in libreria, in questi casi, è più un’idea romantica che altro, perché non tiene in conto tutte le altre incombenze di gestire un’attività.

Lavorare in libreria, infatti, non è solo consigliare libri o vivere, letteralmente, in mezzo ai libri: ma ci sono scadenze, pulizie, pagamenti e via dicendo… come in ogni altro lavoro.

Tuttavia è una fantasia che ha radici profonde. Lavorare in libreria poi, può sembrare il lavoro migliore quando si è anche scrittori. Sarà vero? Ci sono stati alcuni scrittori famosi, come anche alcune scrittrici celebri, che hanno lavorato in libreria.

12 scrittrici e scrittori che hanno iniziato con il lavorare in libreria

Naturalmente non tutti i librai finiscono con la penna in mano (Audrey Hepburn in Cenerentola a Parigi ad esempio passerà da un austero bookstore di New York ai vorticosi set di moda della capitale francese). Ma noi siamo qui per concentrarci su quei nomi che dalla libreria sono invece passati con nonchalance allo scrittoio, dalla vendita diretta di questo o quel romanzo alla stesura di un proprio, insperato best seller.

Samuel Richardson

Samuel Richardson (1689-1721) non era proprio un librario nell’accezione comune del termine, ma un tipografo. In passato i tipografi vendevano i libri, per cui Richardson era uno scrittore-librario. Egli è stato autore di uno dei bestseller del secolo XVIII, Pamela, o la virtù ricompensata. Di fatto Richardson stava scrivendo un manuale su come scrivere lettere, visto che era un libro molto richiesto. Nello stilare il manuale si rese conto che aveva tra le mani tutto il potenziale per un romanzo epistolare e così fece. E fu un enorme successo, con tanto di sequel.

Mary Shelley

Mary Shelley (1797-1851) da giovane aiutava nella libreria di famiglia (la «Juvenile Library» specializzata in libri per bambini), che era gestita dai suoi genitori. Nella libreria lavoravano anche le sue sorelle.

George Orwell

George Orwell (1903-1950) ha lavorato come libraio in un momento non proprio fortunato della sua vita. Aveva da poco pubblicato il suo romanzo d’esordio – Senza un soldo a Parigi e a Londra (1933) – ma sappiamo bene che, salvo casi eccezionali, un libro non ti fa certo vivere di rendita. Così Orwell iniziò a lavorare part time presso Booklovers’ Corner. Aveva trentuno anni e lavorava in libreria un’ora al mattino e quattro nel pomeriggio. Il resto del tempo lo impiegava per scrivere, passeggiare e fare vita sociale.

Nancy Mitford

Nancy Mitford (1904-1973) ha lavorato per un periodo in una libreria. Nello specifico si trattava della Heyword Hill di Londra. Nancy Mitford vi lavorò durante la seconda guerra mondiale. Negli anni Quaranta ha fatto in modo che diventasse una sorta di centro culturale. La libreria a oggi è di proprietà di uno dei nipoti della scrittrice.

Irene Brin

Irene Brin (1914-1969), grande giornalista di moda e costume che, negli anni ’50, lanciò il Made in Italy in tutto il mondo, non fu solo una gallerista di spicco della Capitale, una traduttrice raffinata, ma anche commessa presso La Margherita, libreria d’arte che permise alla scrittrice di fare incontri e scoperte davvero indimenticabili.

Penelope Fitzgerald

Penelope Fitzgerald (1916-2000) lavorò in varie librerie per mantenere sé e la sua famiglia. Desmond, suo marito, era stato soldato durante la seconda guerra mondiale e, quando tornò dal fronte, divenne alcolizzato. La sua carriera di avvocato non durò molto, visto che venne accusato di emettere assegni a vuoto. Penelope Fitzgerald dovette, pertanto, svolgere diversi lavori per mantenere i tre figli. Tra i vari luoghi in cui lavorò ci fu anche quella in una libreria in un paesino lungo la costa del Suffolk. Quest’esperienza le servì da base per la scrittura del romanzo La libreria (1978).

Alice Munro

Negli anni Sessanta del secolo scorso, Alice Munro (1931) con suo marito Jim, aprirono una libreria nella zona vecchia di Victoria, capitale della regione canadese della British Columbia. A tutt’oggi la libreria è aperta al pubblico, sebbene la scrittrice Premio Nobel per la letteratura non vi lavori più da tempo. I Munro, infatti, divorziarono negli anni Settanta e la libreria rimase al marito.

Patti Smith

Un’icona della musica, una poetessa che sferza con le parole. Il suo romanzo di memorie Just kids si è portato a casa il National Book Award per la saggistica. Tuttavia prima di essere tutto questo, di raggiungere il successo mondiale, Patti Smith (1946) ha lavorato anche presso un celebre bookstore della Grande Mela. Un’artista, non vi è dubbio, a tutto tondo.

Louise Erdrich

Il suo romanzo La casa tonda le ha fruttato un prestigiosissimo riconoscimento come il National Book Award. Considerata da più critici come un nome di punta della nuova ondata del cosiddetto Rinascimento dei nativi d’America, Louise Erdrich (1954) è proprietaria (tenacissima) di una libreria indipendente di Minneapolis.

Jonathan Lethem

Autori di romanzi come La fortezza della solitudine e il recentissimo Un detective selvaggio (La nave di Teseo), Jonathan Lethem (1964) ha lavorato presso diverse librerie di Berkeley e, nonostante il grande successo, gestisce ora un proprio bookstore a New York. Certe passioni non si dimenticano mai!

Emma Straub

Emma Straub (1980) è una delle scrittrici contemporanee molto amate dalla stampa. In Italia è pubblicata da Rizzoli e Mondadori. Ha lavorato in una libreria e quando è stato pubblicato il suo primo libro non solo l’ha venduto nella libreria in cui lavorava, ma ha fatto anche opera di convincimento verso i clienti in modi molto creativi.

Justin Torres

Autore celebrato per il suo libro d’esordio Noi, animali (Bompiani) e ora professore presso l’Università della California di Los Angeles, Justin Torres (1980) ha lavorato per anni presso una libreria. Lì lo scrittore si è fatto certamente le ossa.

Foto ! Louise Dav via Pixabay

Giorgio Podestà

Giorgio Podestà

Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon). Con Graphe.it ha pubblicato la silloge poetica «E fu il giorno in cui abbaiarono rose al tuo sguardo» e il saggio «Breve storia dei capelli rossi».

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