Addormentarsi mentre si legge
Come evitare di addormentarsi mentre si legge

Come evitare di addormentarsi mentre si legge

Capita di mettersi a leggere con tanta voglia di finire quel libro che tanto ci appassiona e dopo un po’… ci addormentiamo! Perché succede? Probabilmente dipende da come, cosa, quando e dove si sta leggendo. In alcuni casi può anche trattarsi di qualche patologia legata al sonno, ma questo è un argomento che esula dalle nostre competenze.

Secondo gli specialisti, il momento del giorno in cui si legge ha un’importanza fondamentale. «Se una persona si mette a leggere dopo pranzo è molto probabile che si addormenti» spiega la dottoressa Mirta Ana Averbuch, neurologa, specialista in malattie del sonno. «E se ci si mette a leggere dopo le 23 il risultato è quasi certamente lo stesso». Oltre al fatto che in questi due particolari momenti della giornata è quasi fisiologico addormentarsi, c’è da considerare che generalmente si dorme meno del necessario.

Al di là di questi aspetti, e sempre nel caso in cui non ci siano disturbi del sonno, come evitare di addormentarsi mentre si legge?

5 consigli per non addormentarsi mentre si legge

Approfondiamo i fattori che possono farci addormentare mentre leggiamo e vediamo alcuni consigli per evitare di farlo.

Posizione

Dove leggi? Come? Questa è la domanda principale da porsi. Se ci si sdraia sul letto o sul divano allora è assai probabile che si finisca a dormire, visto che la lettura è rilassante.

La posizione ideale per leggere è quella di mettersi a sedere su una sedia comoda (e possibilmente ergonomica); sarebbe bene mettersi a tavolino, con il libro leggermente inclinato (circa 45 gradi). Ci si può sedere anche in una poltrona, l’importante è stare seduti dritti e non sdraiati.

Illuminazione

Leggere con una luce tenue non aiuta certo a rimanere svegli. Quando si legge la luce deve essere chiara ed equilibrata.

Chiara per vedere le lettere senza sforzarsi; equilibrata vuol dire che luce deve essere della stessa intensità in tutta la stanza. Se, infatti, leggiamo con una luce solo sul libro e intorno è buio, quando alzeremo gli occhi dal libro, la pupilla si allargherà e stringerà e ci si stancherà. Quindi, dite addio a tutte quelle luci e lucine pensate «apposta» per illuminare solo i libri: per quanto belle, simpatiche e romantiche non aiutano affatto a leggere!

Riposo

È importante prendersi qualche minuto di riposo mentre si legge e non fare una tirata.

A tal proposito può essere utile la cosiddetta «tecnica del pomodoro», inventata da Francesco Cirillo sul finire degli anni Ottanta. Il nome deriva da uno di quei timer che si usano in cucina a forma di pomodoro. In pratica: leggete per 25 minuti e riposatevi per 5. Usate il timer (qualunque timer, mica solo uno a forma di pomodoro!) per calcolare i tempi. Durante i 5 minuti di riposo, alzatevi, fate due passi in casa, bevete un bicchiere d’acqua, andate al bagno e via dicendo. I primi tempi sarà qualcosa di molto meccanico, poi vi verrà naturale.

Musica

Alcune persone ascoltano musica mentre leggono. Se però la musica è molto tranquilla diventa assai conciliante per il sonno.
Se desiderate leggere con un accompagnamento musicale, l’ideale è scegliere solo musica strumentale, senza voce. Inoltre, non deve essere una musica tranquilla e rilassante, ma più qualcosa come il jazz.

Noia

Addormentarsi mentre si legge un libro po’ dipendere anche dal libro in sé. Può essere infatti un libro noioso o magari lo si deve leggere «a forza» (come capita a scuola).

È importante, allora, porsi delle domande prima di leggere: «Perché leggo questo libro?». «Cosa ne ricaverò?». Bisogna porsi degli obiettivi molto specifici. Quanto più concrete saranno le domande che uno si pone, tanto più facilmente troveremo le risposte, anche inconsciamente, e resteremo svegli.

Se sei arrivato a leggere fino a qui e non ti sei addormentato, allora è proprio il caso di seguire i nostri consigli, non trovi?

Via | BBC
Foto | The Creative Exchange via Unsplash

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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