La tomba di Tolstòj

La tomba di Tolstòj, forse la più bella sepoltura del mondo

Il conte Lev Nikolàevič Tolstòj è annoverato tra gli scrittori più importanti della storia. Fu una personalità di rilievo durante la sua vita – suscitando ammirazione in Russia e in altre parti del mondo – e lo è stato anche dopo la morte. I suoi romanzi, come Guerra e pace e Anna Karenina, sono opere immortali. Anche oggi, a oltre un secolo dalla morte. Un’autorevolezza che non cede al fascino dei monumenti commemorativi: la tomba di Tolstòj, infatti, è di una semplicità disarmante. E per questo meravigliosa.

Fedele al suo amore per la natura e per una vita semplice, infatti, Tolstòj scelse che la propria tomba non fosse sontuosa. Né mausolei, né monumenti, né marmo o pietre costose. Oggi Tolstòj riposa a Jàsnaja Poljàna, vecchia casa di famiglia nello Ščëkinskij rajon, a una dozzina di chilometri da Tula, città della Russia europea. La sua tomba è un rettangolo di erba, avvolto dalla neve, dalle foglie autunnali o ammantato di verde a seconda delle stagioni.

La semplice e meravigliosa tomba di Tolstòj

La tomba di Tolstòj

Prima di morire, Tolstòj chiese di essere sepolto in un luogo speciale: “il luogo del bastone verde“, dove giocava spesso con suo fratello Nikolaj. Il gioco consisteva nel trovare questa speciale bacchetta magica e chi l’avrebbe trovata non si sarebbe mai ammalato né sarebbe moto. In un certo senso per lo scrittore è vero, perché, di fatto, è diventato immortale.

Contro i desideri di sua moglie, Tolstòj insistette affinché sulla sua tomba non fosse posta alcuna iscrizione. A tal proposito si cita sempre una sua presunta riflessione: “Un uomo ricco erige un grande monumento per sé e spende molti soldi, ma nessuno viene a vederlo. Un uomo giusto non fa nulla per segnare il suo luogo di riposo, ma se lo merita, la gente lo visita”.

Tolstòj è stato guida spirituale di milioni di persone, tra cui figure illustri come Gandhi. Chi visita la sua tomba afferma che quella zona isolata, in mezzo ad alberi secolari molto curati dai giardinieri, crea una sensazione speciale, un’esperienza spirituale.

Ci sono sicuramente altre tombe molto belle, alcune con splendide sculture, cippi commemorativi e profonde epigrafi (alcune con le ultime parole famose), ma la tomba di Tolstòj è indubbiamente speciale. Unendosi umilmente alla natura, ha un’aura senza pari.

Foto | WikiCommons

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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